CAST & CREDITS

cast:
Adrien Brody, Emmanuelle Seigner, Elsa Pataky, Robert Miano, Silvia Spross, Byron Deidra, Daniela Fazzolari, Nicolò Morselli

regia:
Dario Argento

distribuzione:
Dall'Angelo Pictures

durata:
88'

produzione:
Opera Film Produzione, Hannibal Pictures

sceneggiatura:
Jim Agnew, Sean Keller, Dario Argento

fotografia:
Frederic Fasano

scenografie:
Davide Bassan

montaggio:
Roberto Silvi

musiche:
Marco Werba

Giallo | Recensione | Ondacinema

Giallo

di Dario Argento

thriller, Italia/Usa (2009)

di Giuseppe Vuolo

Voto: 5.0

"Giallo" è destinato a passare alla storia, ironia della sorte, come il vero giallo all'interno della filmografia di Dario Argento. L'ultimo prodotto del Maestro è afflitto, infatti, da problemi legati alla produzione e alla distribuzione, che sembrano non avere termini: durante la lavorazione è stato indetto uno sciopero; nonostante sia stato girato a metà del 2008, il film giunge in Italia direttamente per il mercato home video soltanto nel novembre 2010; Adrien Brody ne ha voluto bloccare la pubblicazione negli Usa per la mancata percezione del suo compenso, intentando causa contro la Hannibal Pictures, e Argento, per solidarietà nei confronti dell'attore protagonista, rinuncia a promuovere il DVD (così come si apprende dal sito ufficiale del regista). Inoltre, si vocifera anche di intromissioni nelle scelte artistiche che hanno portato a un finale non voluto dall'autore. E se pensiamo alla sequenza in questione, ci rendiamo conto, effettivamente, che non è nelle corde dello stile argentiano: è ipotesi verosimile che la pellicola si sarebbe dovuta concludere con la dissolvenza al nero mentre Brody si allontana - con Emmanuelle Seigner, alle spalle, che continua a imprecare contro di lui.

Questa breve premessa non cambia certo la sostanza di un prodotto che può tranquillamente essere considerato il peggiore di Dario Argento, e che, paradossalmente, è un bene che sia finito direttamente sul mercato home video, poiché questa è la sua collocazione ideale, ma è doverosa per farsi una ragione del perché "Giallo" non vanti alcun guizzo creativo, nessuna intuizione visiva degna di nota, tanto da lasciare perplesso anche l'appassionato argentiano sfegatato: che si apprezzi o meno il lavoro del cineasta in questione, infatti, è innegabile riscontrare anche nei suoi recenti - e più "colpevolizzati" - film dei momenti di classe cristallina che risollevano sempre lo spirito.

Il giallo di questa pellicola è assolutamente sbiadito, e non inteso in senso di fotografico, perché Frederic Fasano si conferma impeccabile, e ci consegna una storia scialba, narrata (e questa è la nota realmente dolente) in modo altrettanto scialbo: "Giallo" è assimilabile a un "buon" prodotto televisivo, a un episodio di una qualsiasi fiction poliziesca di richiamo; è questa l'inevitabile e sgradevole sensazione che se ne ricava quasi immediatamente e alla quale è impossibile sfuggire. Del resto la giovane e, pressoché, debuttante coppia di sceneggiatori Jim Agnew/Sean Keller è avvezza al lavoro per il piccolo schermo.
Anche le interpretazioni delle due stelle Adrien Brody e Emmanuelle Seigner, senza sottovalutare il segmento iniziale che vede protagonista Valentina Izumi e la prova di Elsa Pataky, non riescono a conferire un valore aggiunto, ma non per loro demeriti (lo script, come suddetto, purtroppo, è quello che è). Basti pensare a Brody che si diverte nel doppio ruolo di poliziotto e serial killer, ma Giallo deve essere un mostro psicopatico e lo è letteralmente (demente personaggio deforme e malato che non può far altro che masturbarsi dinnanzi alle fotografie delle proprie vittime mutilate), mentre Avolfi è il classico "lupo solitario" che nasconde un oscuro passato.
Una menzione particolare la merita il lavoro musicale di Marco Werba (vincitore, proprio per questa colonna sonora, del neonato Fanta-Horror Award) che sostiene efficacemente il ritmo del montaggio e impreziosisce alcune sequenze (l'arrivo di Linda nell'appartamento della sorella) con composizioni incentrate su una sezione d'archi vibrante e delicata.

"Giallo" è un pacchetto ben confezionato per il mercato home video e ribadiamo sia stato, in fin dei conti, molto meglio che non sia approdato nelle sale cinematografiche. Anche lo spettatore più affezionato, siamo sicuri, farà fatica ad accettarlo come film firmato Dario Argento: il finale con sparatoria sui tetti è vicino a quello de "Il gatto a nove code" - film, quest'ultimo, "ripudiato" dall'autore stesso, il ché la dice lunga.

 

NB: "Giallo" è stato distribuito nelle sale italiane l'1 luglio 2011, nove mesi dopo l'uscita dell'edizione in dvd.