Recensioni

Match Point

di Woody Allen

noir, Usa (2005)

7.0
Matteo Catoni

CAST & CREDITS

cast:
Scarlett Johansson, Jonathan Rhys-Meyers, Emily Mortimer, Matthew Goode, Brian Cox, Penelope Wilton, Layke Anderson

regia:
Woody Allen

distribuzione:
01 Distribution

durata:
124'

produzione:
Letty Aronson, Nicky Kentish Barnes, Lucy Darwin

sceneggiatura:
Woody Allen

fotografia:
Remi Adefarasin

Match Point | Recensione | Ondacinema

Match Point

di Woody Allen

noir, Usa (2005)

di Matteo Catoni

Voto: 7.0

Era tempo che un film di Woody Allen non divideva in questo modo critica e appassionati, e questo suona indubbiamente come un segnale positivo, visto e considerato come le ultima prove del regista americano erano scivolate via con una rapidità tanto estrema quanto legittima dalla mente degli spettatori. Allen non riesce più a far ridere, avendo smarrito la sua vis comica, e nulla ci sarebbe di sbagliato nell'aver esaurito una particolare vena artistica che tanti capolavori ci ha donato, grazie a un'incredibile abilità nel saper giocare con le parole e nel costruire situazioni esilaranti ma allo stesso tempo raffinate e geniali; e invece, quando nessuno se l'aspettava, ha saputo rinnovarsi con risultati certamente buoni, anche se i toni entusiastici di chi grida al miracolo cinematografico sono francamente fuori luogo.

"Match Point" è un film noir ben costruito, che parte da una trama semplice, per progredire verso delle soluzioni non innovative, ma riuscendo a sviluppare una riflessione molto interessante su alcuni temi che caratterizzano l'umana esistenza; la parabola esistenziale di Chris ricorda il titolo di un saggio di Eric Fromm "Essere o Avere", dato che il protagonista si troverà, nel momento cruciale della sua vita, a dover prendere una decisione proprio partendo da questo dualismo, essendo costretto a scegliere tra la passione e il desiderio contrapposti in maniera univoca alla tranquillità e all'agio di una vita aristocratica. Non è un caso che in una delle prime scene Chris sia intento nella lettura di "Delitto e Castigo" di Dostoevskij, particolare sostanziale che dona una chiave di lettura chiara per lo sviluppo e la tragica conclusione dell'opera; proprio nelle fasi finali, a nostro avviso, risiede il punto di forza dell'opera, dove le tesi sulla fortuna, che sono il fulcro delle considerazioni messe in piedi dal regista, vengono sovvertite, fondendosi nel dualismo materia e spirito rappresentati appunto come il delitto e il castigo, visto questo ultimo come l'impossibilità di poter continuare a vivere dopo le spaventose azioni commesse. Ciò che appare un segno della mala sorte sarà invece la salvezza del protagonista, ma si tratta di una liberazione senza redenzione, priva della possibilità di riportare nella propria vita una benché minima parvenza di normalità.

Le ultime sequenze appaiono veramente ben congegnate e funzionali, ed a tratti pervase da uno spirito decadente che le impreziosisce donando, di conseguenza, anche al resto del girato una nuova e migliore resa. Applausi meritati dunque per Allen, che riesce a tenere viva l'attenzione per la sua opera, non facendo rimpiangere le sue passate produzioni, e riuscendo a stimolare una reale curiosità per il suo futuro di cineasta che molto probabilmente ci riserverà ulteriori, gradite, sorprese.

(in collaborazione con Gli Spietati)