Il bacio della donna ragno

Il bacio della donna ragno


Bill Condon

Drammatico, Musicale | Usa
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“Il bacio della donna ragno” di Bill Condon arriva in sala con un’eredità pesante da sostenere. La prima volta che si sente parlare di questa storia è il 1976, quando Manuel Puig affolla le librerie con un romanzo esclusivamente dialogico ambientato in un carcere di Buenos Aires, che racconta il rapporto tra due detenuti sgraditi al regime. “Il bacio della donna ragno” rende Puig uno dei più celebri autori argentini e diventa un film nel 1985: diretto da Héctor Babenco, il film vale a William Hurt l’Oscar come miglior attore protagonista. Nel 1992 debutta a Londra “Kiss of the Spider Woman”, che trasforma il libro in un musical e sbarca a Broadway con successo. Bill Condon raccoglie il lascito del musical di Broadway e porta sullo schermo un dramma musicale dai ritmi latini in cui sfilano, nel cast, Diego Luna e Jennifer Lopez e, alla produzione, Ben Affleck e Matt Damon. Il risultato, però, è fiacco e confuso, certamente non all’altezza di chi lo ha preceduto.

Sono i primi anni Ottanta e Valentin Arregui Paz (Diego Luna) è detenuto in carcere come prigioniero politico. Appare in scena con un libro in mano, a prima vista incurante del rumore intorno a sé: le guardie stanno accompagnando un nuovo recluso, il vetrinista omosessuale Luis Molina, che diventa suo compagno di cella. A prestare voce e volto a Luis Molina è Tonatiuh, attore emergente di origini messicane e noto attivista, dichiaratamente queer e non binario. Il paragone con “Emilia Pérez” è presto detto, ma Bill Condon non è creativo come Jacques Audiard e “Il bacio della donna ragno” soffre di stanchezza, ripetitività e mancanza di idee. Per distrarsi dalla quotidianità del carcere, Luis Molina passa il tempo immaginando film con protagonista una diva del passato e li racconta al compagno di cella, all’inizio diffidente poi sempre più interessato. Il racconto prende letteralmente vita e diventa un film nel film in cui la diva di cui sopra (Jennifer Lopez), volitiva e contesa tra due uomini, si trasforma nella temibile Donna Ragno e uccide la sua preda con un bacio.

È qui che Bill Condon inserisce gli innesti musicali, eleganti e colorati, in voluto contrasto con la realtà grigia e metallica della prigione. La macchina da presa, statica e inalterata nel riprendere le scene in carcere, si fa più mobile e dinamica nelle sequenze immaginate, con Jennifer Lopez prevedibilmente a suo agio nel ballare, cantare e muoversi tra scenografie sature e scintillanti. Il cinema è evasione, libertà e salvezza, e l’immaginazione è un’arma potentissima. Luis Molina proietta se stesso nei personaggi immaginati e permette a Valentin di ragionare su di sé, rintracciando parallelismi tra la lotta per l’accettazione del compagno e la sua battaglia rivoluzionaria. Il rapporto tra i due si sviluppa con il progredire del racconto immaginato, ed è la cosa migliore del film ma quella che meno interessa al regista.

Bill Condon riserva le sue energie alle sequenze musicali e non sono poi molte. Le canzoni sono, senza eccezioni, insapori e dimenticabili. Le riprese lunghe mettono in risalto l’abilità degli interpreti nel canto e nella danza, ma i movimenti di macchina si ripetono spesso. Il mondo immaginato è talmente distante dalla realtà condivisa del carcere che si trovano punti di contatto solo forzando la sceneggiatura. E la sceneggiatura si affanna a coprire troppi argomenti: le difficoltà della vita in prigione, il rapporto tra i due detenuti, l’accettazione del diverso, la situazione politica degli anni 80, il disagio mentale, i numeri musicali. Non è semplice tenere insieme un coacervo di temi delicati e svilupparli amalgamando stili e tecniche differenti, rimbalzando dal dramma al musical senza risultare superficiali e ripetitivi. Quando la narrazione raggiunge il punto più alto, la costruzione pregressa è così ridondante che ne smorza la potenza e diluisce la profondità del messaggio.

Le premesse del “Bacio della donna ragno” erano senza dubbio attraenti. Ma se Diego Luna e Tonatiuh regalano ai personaggi spessore e intensità, e Jennifer Lopez è sempre convincente nel sostenere canto e danza, Bill Condon non è riuscito a mettere in scena il suo spettacolo migliore. L’ambizione era eccessiva, e la regia disordinata.

21/06/2026

Cast e credits

Titolo Originale
Kiss of the Spider Woman
Distribuzione
Eagle Pictures
Durata
128'
Produzione
1000 Eyes, Artists Equity, Josephson Entertainment, Nuyorican Productions, Tom Kirdahy Productions
Sceneggiatura
Bill Condon
Fotografia
Tobias A. Schliessler
Scenografie
Scott Chambliss
Montaggio
Brian A. Kates
Musiche
John Kander
Costumi
Colleen Atwood

Trama

Argentina, primi anni Ottanta: il marxista Valentin Arregui Paz, detenuto in carcere come prigioniero politico, è costretto a dividere la cella con il vetrinista gay Luis Molina. Molina, per distrarsi, passa il tempo immaginando film in cui la protagonista è una conturbante diva del passato.
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