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7.0/10

Prendiamo due uomini e rimarchiamo più differenze possibili.
Il primo, il francese Philippe, è un uomo bianco maturo e distinto, paraplegico e ricco, acculturato e apparentemente freddo, ascolta Vivaldi e colleziona dipinti di gran valore, ha una nobile casa e adopera un linguaggio raffinato, soprattutto attraverso la corrispondenza con l'altro sesso.
Il secondo, il senegalese Driss, è un uomo nero apparentemente immaturo e sguaiato, gode di ottima salute ma di pochi soldi, fin troppo espansivo, fatica però a intessere rapporti con la sua famiglia, chiacchiera utilizzando slang e bassi linguaggi, ascolta gli Earth, Wind & Fire e non sa distinguere un dipinto di valore da un altro rozzo (o forse si?), con l'altro sesso l'obiettivo è quello di giungere subito al sodo.

Due personalità inavvicinabili, che giusto in un film antirealistico potevano incontrarsi, scontrarsi, avvicinarsi. E invece no: "Les intouchables", pur con delle romanzate licenze - l'alter ego di Philippe in realtà si chiamava Abdel ed era magrebino - è tratto da una storia vera. Il vero Philippe ha accolto entusiasta il progetto di un film dedicato alla sua storia, ma a una condizione: doveva essere una commedia, un'opera divertente.
E se a ciò è imputabile l'unica riserva possibile, ovvero quella di affrontare solo trasversalmente alcune tonalità grigie e malinconiche che hanno reso immortali molte pellicole della commedia all'italiana, il film della coppia Olivier Nakache e Éric Toledano raggiunge mirabilmente il proprio obiettivo: fa molto ridere e lo fa con le giuste armi. Con un dettaglio non trascurabile: sono la bellezza di ventimila gli spettatori accorsi al botteghino francese, che ne hanno fatto uno dei più grandi successi commerciali della storia del cinema transalpino. Con ovvi e malaugurati risultati: sia gli Stati Uniti che l'Italia hanno in cantiere remake più o meno immediati.

Sin dal principio, oltre alle personalità dei due protagonisti, emergono gli stati sociali in cui agiscono: il primo prigioniero in una lussuosa, casa contorniato da servitù e da una figlia adolescente e problematica, il secondo pesce piccolo delle banlieue, in contatto con propri simili e con una famiglia formata da una zia e da cugini-fratelli. L'incontro tra Philippe e Drissa è da intendere, dunque, come un completamento familiare a tutti gli effetti (ma anche un modo per apprezzare ciò che si aveva già), nonché un compimento del proprio bagaglio culturale-sentimentale, dove più che per l'interscambiabilità dei ruoli, le demarcazioni che vengono a galla sono necessarie per sviluppare ed equilibrare aspetti semi-nascosti o del tutto inesplorati del proprio essere. E' questo l'arricchimento di reciproca donazione dei due protagonisti, ma il loro è soprattutto un rapporto di grande amicizia (superfluo il "quasi" del titolo italiano). Un'amicizia che probabilmente gli stessi due personaggi coinvolti negherebbero, almeno fino a quella fuga finale verso una leggera ma trionfale liberazione.

Decidendo di affrontare una materia simile in forma di commedia, bisogna anzitutto fare i conti con una moralità inevitabile: consentita la scorrettezza, accettate le trasgressioni, lecite le invenzioni, le gaffe basse, ciò che delimita l'accettazione del risultato finale da un rifiuto eticamente consentito risiede in un'unica, inevitabile domanda: ridere dell'invalido o ridere insieme con lui? Denigrare la disgrazia o affrontarla con il sorriso prendendo per mano il paraplegico? Quel che fa di "Quasi amici" un film realmente divertente è la mancanza di sfruttamento dell'invalido.
Nel film coabita un'interconnessione tra tonalità della pellicola e umore/umorismo della coppia di protagonisti, che finiscono così con il risultare pienamente divertenti. Grazie anche a due attori, l'esperto François Cluzet e il giovane Omar Sy, in stato di grazia.

Per saperne di più: Tutto da ridere - Speciale Quasi amici



Cast e credits

cast:
François Cluzet, Omar Sy, Anne Le Ny, Audrey Fleurot, Clotilde Mollet, Alba Gaïa Kraghede Bellugi, Cyril Mendy, Christian Ameri


regia:
Olivier Nakache, Éric Toledano


distribuzione:
Medusa


durata:
112'


produzione:
Quad Productions


sceneggiatura:
Olivier Nakache, Éric Toledano


fotografia:
Mathieu Vadepied


scenografie:
François Emmanuelli


montaggio:
Dorian Rigal-Ansous


costumi:
Isabelle Pannetier


musiche:
Ludovico Einaudi


Trama
Dopo un incidente di parapendio che lo ha reso paraplegico, il ricco aristocratico Philippe assume Driss, ragazzo di periferia appena uscito dalla prigione, come badante personale. Sembrerebbe la persona meno adatta per questo incarico, ed invece...
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