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recensione di Giancarlo Usai
5.0/10

Ci sono alcuni temi presi dell'attualità che si prestano particolarmente a farci sorridere. È sicuramente qualcosa di ereditato da gloriose e mai dimenticate tradizioni della nostra commedia, ma ultimamente, davvero, il lavoro, la precarietà di esso e tutti i disagi legati alla ricerca del posto (mai) fisso sono alcuni fra gli ingredienti più utilizzati per alcune delle nostre migliori opere brillanti.

Senza tornare al virziniano "Tutta la vita davanti", soltanto un anno fa "Nessuno mi può giudicare" raccontava della donna del ceto medio romano che si doveva reinventare per sbarcare il lunario. Allora, diretta dal bravo Massimiliano Bruno, Paola Cortellesi aveva raccolto consensi ovunque e fatto incetta di premi. Lorenzo Vignolo, regista ligure specializzato nei videoclip, ci regala ora una farsa ad episodi sul mondo del lavoro interinale, quelle occupazioni provvisorie procacciate ai giovani precari da parte di agenzie addette a questa specifica missione.

Al suo terzo lungometraggio, con "Workers", Vignolo tenta sicuramente il colpaccio: non solo sceglie un dramma vero della società per farci sorridere per un centinaio di minuti, ma si lancia anche nell'ardita scelta della struttura ad episodi per poter meglio riprendere da più angolature gli spunti comici che il tema poteva offrire. Il suo film, però, si ricorderà per un altro motivo. È, infatti, la sublimazione di una nuova tendenza: si parte da un argomento di urgenza sociale, ci si scrive sopra una commedia (un po' sul solco della miglior maestria italiana targata anni 60), ma, a differenza anche delle recenti opere omologhe, si spoglia la sceneggiatura di qualsiasi ambizione. Né critica, né satira, né messa alla berlina di un sistema o di una comunità.

Viceversa, "Workers" cerca di utilizzare a suo modo i poveri cristi che rincorrono un lavoro per imbastire una serie di trovate divertenti. Insomma, c'è ben poco in questo film, della gloriosa commedia all'italiana. E neanche l'aver scelto, appunto, l'idea della suddivisione in storie distinte, serve a non evidenziare immediatamente questo difetto della sceneggiatura. Poi Vignolo ci mette del suo, è un professionista preparato, sa come mettere in scena le sue storie senza annoiare o risultare ripetitivo, ma balza fin troppo all'attenzione dello spettatore la vacuità della narrazione, così evanescente e timida nel raccontare un fenomeno tragico dei nostri tempi con il fioretto di chi non vuole colpire (o forse non sa farlo).

Dopo la visione, restano solo, così, poche incerte risate, per lo più concentrate nel primo frammento di pellicola, quello in cui compare il "disabile" Francesco Pannofino cui il giovane Alessandro Tiberi deve fare da badante. Alcune situazioni simpatiche si trovano anche nel terzo degli episodi, quello con una Nicole Grimaudo che si ritrova a dover fare da sosia a una donna importante e defunta. Ma di certo non aiuta ad alzare la valutazione complessiva all'opera l'episodio centrale, quello con Dario Bandiera alle prese con il seme dei tori. Una piccola storia che, da comica che vorrebbe essere, finisce con il provocare, per la sconclusionatezza dello script, l'effetto contrario: nel giovane precario che viene scambiato per medico, ma che in realtà aiuta questi imponenti animali nell'atto della fecondazione, c'è tutta la tristezza di una risata che proprio non vuole saperne di farsi vedere.


15/05/2012

Cast e credits

cast:
Dario Bandiera, Alessandro Tiberi, Nicole Grimaudo, Alessandro Bianchi, Paolo Briguglia


regia:
Lorenzo Vignolo


distribuzione:
Luce Cinecittà


durata:
0'


sceneggiatura:
Stefano Sardo


Trama
Sandro e Filippo sono proprietari dell'agenzia interinale "Workers", grazie alla quale praticamente trovano lavoro alle persone. Davanti a loro scorre gente di ogni tipo a caccia di impiego, personaggi pittoreschi e disoccupati pronti a tutto. Incontro dopo incontro, i due si imbattono talvolta in storie eclatanti, impossibili da non raccontare. I due, sfigati con le donne, si ritroveranno perfino ad intrattenere due bellissime ragazze durante una cena. Attraverso i loro racconti seguiremo tre storie che ruotano attorno a lavori che nessuno vorrebbe fare, ma proprio per questo drammaticamente esilaranti...