Wrong Cops

Wrong Cops


Quentin Dupieux

Grottesco | Usa
(2013)

Uno spacciatore aggressivo incline ad ogni tipo di depravazione, un ragazzone dallo sguardo vuoto e dalle basse voglie, una bionda avida e volgare, un impiegatuccio mesto dal passato compromettente, un aspirante compositore cieco e deforme. Sono loro i “poliziotti sbagliati” cui allude il titolo dell’ultimo lungometraggio di Quentin Dupieux, musicista elettronico francese (con lo pseudonimo di Mr. Oizo) ormai sempre più votato al cinema.

In una Los Angeles arida e derelitta, lavora e (soprattutto) delinque questo gruppetto di agenti corrotti, stupidi, cinici e debosciati, attorno a cui si avvicendano, senza criterio né soluzione di continuità, cinesi che contrabbandano topi morti, riviste porno-gay, discografici di ottusa professionalità, borse farcite di dollari, sparatorie, droga, ricatti, abusi di ogni tipo e un esilarante cadavere ambulante.

Nato come uno spin-off del precedente “Wrong“, da cui viene preso in prestito il poliziotto Duke (Mark Burnham), “Wrong Cops” è un acido, scorrettissimo, spassoso, allucinato divertissement tutto costruito sul filo del non-sense e del cattivo gusto. La prima parte, dedicata all’articolata presentazione dei protagonisti, corre energica e sferzante come i brani house ed electro-pop che accompagnano la narrazione: in una manciata di minuti Dupieux, anche autore della sceneggiatura, riesce a delineare una serie di situazioni e personaggi che spiazzano lo spettatore, trascinandolo in un universo squallido e immorale in cui non c’è spazio per alcuna correttezza e in cui ogni sopruso è tollerato, se non addirittura premiato.

“Worng Cops” lascia filtrare in controluce un (velato) intento di critica alla società consumistica statunitense: Duke e compagni agiscono esclusivamente per il proprio interesse personale, per esaudire una sordida perversione o per un senso di famelica cupidigia, incuranti delle conseguenze delle loro azioni, che si spingono sempre ben oltre il grottesco. Quello che sembra interessare maggiormente Dupieux è impressionare lo spettatore a colpi di eccessi e stravaganze, ma in questo senso il film mostra presto i suoi limiti. Nella seconda parte della pellicola, infatti, il regista si perde inseguendo i molteplici risvolti di una improbabile trama gialla, mentre le gag continuano ad accumularsi inarrestabili l’una sull’altra, in una sorta di altalena sterile e, alla lunga, ripetitiva.

Dupieux può comunque vantare uno stile eccentrico e coerente, che ammicca con consapevolezza al cinema di John Waters e alle produzioni Troma. E senza rinunciare mai al suo humour feroce e corrosivo, al limite della blasfemia, riesce a regalare qualche battuta ben assestata. Basti pensare al bizzarro interrogatorio di Marilyn Manson, struccato e pettinato nei panni di un ragazzino introverso, o al veloce dialogo con la donna sulla sedia a rotelle, assolutamente irriverente ma davvero fulminante.

Il colpo migliore, comunque, Dupieux lo mette a segno ricorrendo a una buona dose di autoironia quando, nella riuscitissima scena del colloquio con il capo di un’etichetta discografica, spiega che il segreto del successo è 95% marketing e 5% talento. Non male, per uno che è diventato famoso grazie alla pubblicità di un paio di jeans.

03/12/2013

Cast e credits

Titolo Originale
Wrong Cops
Durata
82'
Produzione
CTB Film Company, Realitism Films, Rubber Films
Sceneggiatura
Quentin Dupieux
Fotografia
Quentin Dupieux
Scenografie
Zach Bangma
Montaggio
Quentin Dupieux
Musiche
Quentin Dupieux
Costumi
Jamie Redwood

Trama

In una Los Angeles arida e derelitta, lavora e (soprattutto) delinque un gruppetto di agenti corrotti, stupidi, cinici e debosciati, attorno a cui si avvicendano, senza criterio né soluzione di continuità, cinesi che contrabbandano topi morti, riviste porno-gay, discografici di ottusa professionalità, borse farcite di dollari, sparatorie, droga, ricatti, abusi di ogni tipo e un esilarante cadavere ambulante.
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