Il cinema che sopravvive al Ferragosto

del 19/08/2013

Lasciato Ferragosto alle spalle, la programmazione di film in tv torna a rientrare nei ranghi: più ci avvicineremo a settembre e più il cinema sarà sempre più sottovalutato dai palinsesti e ridotto a mero spazio temporale occupato tra un programma e una partita di calcio. Ma intanto godiamoci ancora delle piacevoli e inattese sorprese.

 

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Lunedì 19 agosto
Innanzi tutto, buon compleanno Nanni! E per festeggiare uno dei più importanti esponenti del cinema contemporaneo italiano, possiamo rimetterci a gustarci Ecce Bombo (21.05, Rai3), secondo lungometraggio di Moretti su quella generazione post-'68 disillusa da una rivoluzione culturale mai compiuta. Ma la prima serata di lunedì è ricchissima. Meritano la visione Gremlins (21.10, Mediaset Italia2) di Joe Dante, straordinaria favola nera simbolo degli anni 80; Bomber (21.10, Rete 4) di Michele Lupo, che sfrutta al meglio la maschera buona di Bud Spencer mettendola al servizio di un simpatico piccolo cult ambientato nel mondo della boxe; Soldati a cavallo (21.10, La 7) di John Ford alle prese con un'amicizia virile e romantica al tempo stesso con due mostri sacri come John Wayne e William Holden; 24 Hour Party People (21.30, La Effe) di Michael Winterbottom, alle prese con una ricostruzione di finzione, ma in chiave documentaristica della Factory Records, da cui uscirono gruppi come Joy Division e Happy Mondays.
Non meno abbondante è l'offerta in seconda serata. Si comincia con Il falò delle vanità (22.50, Iris), virtuoso adattamento di Brian De Palma di uno dei più celebri romanzi di Tom Wolfe, che ritrae la Grande Mela in tutta la sua ipocrisia e le sue contraddizioni sociali. Anche se De Palma, ovviamente, parte da un qualsiasi punto nello spazio per giocare al cinema, come sempre. C'è posto anche per il capolavoro Amanti perduti (23.00, La Effe) di Marcel Carné, struggente melodramma capace di dettare le regole del genere per decenni e decenni successivi. Segnaliamo anche il folle e divertente esperimento Benvenuti a Zombieland (23.00, Mtv) di Ruben Fleischer, che unisce l'horror di uno dei filoni più classici con gli stereotipi della teen comedy più briosa. Altrove, invece, possiamo andare su titoli di ben altro spessore storico: da molti considerata la pellicola che ha fondato il western classico così come lo conosciamo noi ora, Ombre rosse (23.10, La 7) di John Ford continua a sorprendere ancora adesso per la maestria di una regia capace di alternare profondità di analisi a spettacolari ed emozionanti scene d'azione. Se invece avete voglia di un interessante e originale documentario potete puntare su L'incubo di Darwin (23.10, Rai5) di Hubert Sauper, singolare narrazione di un bieco scambio commerciale sulle coste africane fra pesce (che viene esportato) e armi (che vengono importate per combattere le mille guerre civili nel continente). Ma se invece è il meglio di quella Hollywood a cavallo tra industria e indipendenza che fa al caso vostro, potete gustarvi Gremlins 2 - La nuova stirpe (23.15, Mediaset Italia2), ennesima prova di classe di Joe Dante che riesce a far rivivere i suoi temibili peluche senza rischiare di cadere nel già visto o nello scadente.

Martedì 20 agosto
L'offerta si riduce dopo un incredibile lunedì, ma resta comunque ricca di titoli interessanti. Succede quasi tutto in prima serata. C'è innanzi tutto Legami! (21.10, La 7d) di Pedro Almodovar, quando il regista spagnolo aveva ancora quel gusto beffardo per il grottesco che non conosceva limiti, come in questo pazzo melodramma dove a fare da collante per l'innamoramento è il sadomasochismo. Più tranquilla potrebbe essere l'ennesima visione in tv di Arma letale 3 (21.10, Rete 4) di Richard Donner, capitolo della saga che abbandona pressoché definitivamente la componente "giallo" per concentrarsi sul binomio azione-comicità. Ma la coppia di protagonisti continua ad essere irresistibile. Private (21.15, Rai5) fu l'esordio premiato a Locarno di Saverio Costanzo, sorprendente dramma ambientato al confine fra Palestina e Israele, fatto di dubbi e problematiche che il regista stesso si pone e ci presenta senza alcun pregiudizio o risposta preconcetta. Non ha bisogno di molte introduzioni I quattrocento colpi (21.30, La Effe), il primo capolavoro di François Truffaut, manifesto fondante non solo della Nouvelle Vague, ma anche del genere coming-of-age, ritratto rabbioso e genuino di un'adolescenza che andava trasformandosi sul finire degli anni 50.
Se invece preferite una visione in seconda serata, al riparo dalla calura agostana, allora vi proponiamo un "introvabile": Two Hands (23.15, Rai4) di Gregor Jordan, film di fine millennio diventato un cult in Australia e degno di essere ricordato per mostrare un giovanissimo Heath Ledger alle prese con una dramedy tutta ambientata a Sidney. In alternativa, c'è Innocenza colposa (23.15, Italia7 Gold) del carneade Simon Moore, thriller giocato tutti sui capovolgimenti della narrazione a sorpresa e sul volto perennemente fuori contesto del protagonista, un impenitente donnaiolo che ha le sembianze di Liam Neeson.

Mercoledì 21 agosto
Guerra o fantasy? Questo è il ballottaggio per la prima serata. Si può scegliere Giorni di guerra (21.10, Rai4) di Florent Emilio Siri, ennesimo ritorno sulla "scena del delitto" per il cinema francese che rimette al centro dei suoi pensieri la guerra d'indipendenza algerina, cercando di farlo con onesta attinenza a fatti storici. Oppure si può optare per Donnie Darko (21.10, Mtv) di Richard Kelly, un vero e proprio caso risalente al 2001. Molti sono i suoi detrattori, è vero, ma noi difendiamo comunque la bellezza di una messa in scena spericolata e coraggiosa, votata un po' al misticismo e un po' a un onirismo romantico che non può non emozionare.
In seconda serata torna Billy Elliot (23.00, Canale 5), incrocio tra un teen movie di sofferenza e riscatto attraverso la passione del protagonista per il ballo e quelle solide pellicole d'impegno sociale ambientate fra le periferie inglesi, tra operai in sciopero e proteste salariali.

Giovedì 22 agosto
Stavolta, se è all'ora di cena che volete gustarvi un film, abbiamo poco da consigliarvi. Se non una possibile revisione di Sliding Doors (21.10, La 5) di Peter Howitt, il film sull'importanza delle scelte per influenzare il nostro destino che ha lanciato nell'Olimpo delle star Gwyneth Paltrow.
Ma se invece avrete la pazienza di aspettare, sarete ricompensati dal primo capitolo dell'immensa saga che Steven Soderbergh ha voluto dedicare ad Ernesto Guevara: Che - L'argentino (22.30, La 7) è un'opera tanto preziosa quanto di difficile definizione. Lontano da qualsiasi tentazione commemorativa, il film è una sorta di biopic naturalista, dove il Che e la sua vita sono messi in scena con la lenta cadenza di un'ascesa graduale. Benicio Del Toro giganteggia. In alternativa, tanto per restare legati all'attualità delle uscite cinematografiche, possiamo rivedere il primo Kick-Ass (23.00, Mtv) diretto da Matthew Vaughn, il film che prende il concetto di supereroe e lo scaraventa letteralmente in mezzo a una realtà contemporanea grottesca e assurda. La chiave per la commistione sono forse i toni pulp del film.

Venerdì 23 agosto
Parlare di guerra cecena senza mostrarla e, possibilmente, senza far arrabbiare il Cremlino è ovviamente possibile. Ma farlo senza svendere la propria etica e la propria tecnica cinematografica è cosa che riesce solo a Nikita Mikhalkov con il suo 12 (23.20, RaiMovie), libero rifacimento di un classico americano come "La parola ai giurati" eppure così acutamente addentro alla politica e al modo di pensare russo. Le alternative per l'inizio del weekend sono invece Codice d'onore (23.30, Rsi La2), arcinoto legal thriller diretto da Rob Reiner e giocato tutto sui tesi scambi dialettici nelle aule di tribunale, e Iron Man 2 (23.40, Rsi La1) di Jon Favreau che, come e più del precedente capitolo, punta sul delineamento dei personaggi piuttosto che sulla spettacolarizzazione degli effetti speciali. Certo, quando un supereroe viene poi interpretato da Robert Downey Jr. tutto è molto più semplice.

Sabato 24 agosto
Preparate divano e aria condizionata per un sabato sera con una scelta diversificata. Partiamo da Il sipario strappato (21.00, top crime), uno dei più sfortunati lavori di Alfred Hitchcock, tormentato dal suo rapporto burrascoso con Paul Newman. Ma nel mezzo di un racconto che ha poco della potenza narrativa tipica del Maestro, ci sono comunque le solite, numerose scene suspense inarrivabile. Poi c'è Stregata dalla luna (21.10, La 7) di Norman Jewison che qui regala in una gradevole commedia romantica, acida quanto basta per sottrarla all'anonimato, il ruolo della vita a Cher. Segnaliamo anche il folle Waterworld (21.10, Italia 1) di Kevin Reynolds e interpretato da quel Kevin Costner che dopo la pioggia di "Balla coi lupi" collezionò ambiziosi e disastrosi esperimenti come questo pazzo mondo acquatico costato quasi duecento milioni di dollari. Traffic (21.10, Rai4) ha regalato l'Oscar a Steven Soderbergh, imponendolo all'attenzione dei critici, forse per la prima volta su scala mondiale, come principe dei virtuosi, per la sua maniacale attenzione alla tecnica della messa in scena.
Andrebbe rivalutato il bistrattato film di Silvio Soldini Cosa voglio di più (23.30, Canale 5), se non altro per la passione e la delicatezza del regista italiano nel fotografare pezzi d'Italia in movimento a cavallo della crisi, economica e morale. E così anche una storia erotica di tradimento e passione diventa, nella sua impraticabilità quotidiana, lo specchio di una vita in città inospitale, arida, lugubre. E se la parte più carnale del film mostra la corda per una palese inadeguatezza della regia di Soldini, il racconto d'insieme è, come al solito, struggente e bello.       

Domenica 25 agosto
Giornata di seconde programmazioni per i palinsesti della tv in chiaro che, in questo, somigliano sempre di più ai canali satellitari a pagamento. Uno e uno solo il titolo da sottolineare, allora. I segreti di Brokeback Mountain (23.30, La 7d) di Ang Lee, Leone d'oro a Venezia, è il film che erroneamente fu bollato come scandaloso per la sua virile storia d'amore gay fra due cowboy spersi fra le montagne. In realtà è una struggente storia di destini mancati, di scelte mai fatte provocate dal contesto sociale ipocrita e spietato. Lasciata da parte la sorpresa per l'amore omosessuale, il melodramma assume contorni epici.