Before Midnight

Before Midnight


Richard Linklater

Drammatico | Usa
(2013)

Céline: possiamo dire che l’opera è compiuta.

Jesse: impossibile affermarlo con certezza. D’altronde, anche stavolta non c’è un principio, non c’è una fine, c’è solo una fotografia del quotidiano, che sfuma quando la nostra vita prosegue.

Céline: ma che cosa ci sarebbe da aggiungere? Abbiamo affrontato tutte le tappe della tragedia greca voluta dall’autore: c’è stato un prologo, delle tappe obbligate e una catarsi finale. Il ciclo dovrebbe chiudersi qui.

Jesse: sottovaluti un aspetto “parallelo” alla nostra storia. Questa trilogia di cui siamo stati protagonisti è stata un’occasione senza precedenti per mettere in chiaro un’idea di cinema originale: finiamola con il concetto di film inteso come assemblaggio di sequenze narrative “significative”! Perché la recitazione, che dovrebbe rimanere sempre preminente, abbia il giusto riconoscimento, occorre mettere in scena un flusso di accadimenti “reali”, semplicemente filmati in tempo reale.

Céline: ma in questo modo non c’è il rischio di svilire la potenza drammaturgica della pellicola? Se metti in scena un momento fluido, abolendo come ama fare il regista gli stacchi e gli artifici narrativi per passare da una scena “culmine” a quella successiva, non si riduce il cinema a mero strumento intellettuale?

Jesse: prendiamo i film scritti dai nostri creatori. Pur non rinunciando a quella loro specifica convinzione, ti sembra che il fascino emotivo della storia ne sia uscito danneggiato? Secondo me è proprio nell’idea di aver serializzato la nostra vita che è stata compiuta un’operazione intellettuale che non ha pari nella storia del cinema. E che rende le nostre avventure così emozionanti.

Céline: questo è vero, il non filmato assume un’importanza attraverso le nostre parole. Merito, strano a dirsi, proprio di quel fattore strategico chiamato sceneggiatura, a ben pensarci.

Jesse: è proprio questo il punto. Vedi, hanno voluto semplicemente ribellarsi a un codice non scritto, a un dettame tutto hollywoodiano secondo cui il tempo cinematografico deve essere misurato attraverso una clessidra inesistente. Noi siamo la dimostrazione che il tempo della macchina da presa può coincidere con quello della vita. E questa non è una limitazione a ciò che un film può dire, perché abbiamo raccontato più emozioni e rivoluzioni noi nei nostri tre giorni “filmati” nell’arco di diciotto anni, che centinaia di opere che in 180 minuti ambiscono a raccontare secoli di umanità.

Quello che precede è solo un’ipotesi di ciò che Céline e Jesse potrebbero discutere sulla materia di cui essi stessi sono i protagonisti. Perché ora possiamo dirlo, “Before Midnight” chiude in modo straordinario un cammino cinematografico, sentimentale, umano, intellettuale e teorico partito senza grandi pretese in quel di Vienna a metà degli anni 90 e culminato in una ordinaria giornata di vacanza nel Peloponneso.

Richard Linklater, che ha scritto il film insieme ai due interpreti principali Julie Delpy e Ethan Hawke, porta a compimento il suo ragionamento sulla coppia e sulla vita. E, sporadici prodotti “alimentari” a parte, è il senso più profondo di tutta la sua filmografia. È la scelta di annullare ogni calcolo, ogni tecnicismo e lasciare la macchina da presa a fare un lavoro servile: quello di porgere allo spettatore la recitazione dell’attore in tutta la sua interezza. Non c’è montaggio, non c’è stacco di narrazione che tenga: i personaggi vengono estrapolati dall’immaginazione a un’ora qualsiasi di una giornata qualsiasi e seguiti nel corso di un periodo temporale limitato. Poteva essere la notte di “Prima dell’alba” o i magici 85 minuti reali della pausa-caffè di Parigi o può, appunto, essere la giornata in Grecia, dall’istante in cui il figlio di Jesse riparte alla volta dell’America (non prima di aver confessato al padre che “questa è stata la più bella estate della mia vita”) fino a una serata in una camera d’albergo.

In mezzo, semplicemente, la vita dei due caratteri scorre nella sua ordinaria straordinarietà. Una gita in macchina, un pranzo conviviale, una passeggiata, una notte in hotel. E intanto, attraverso i soliti potenti dialoghi, i due affrontano l’orologio della vita, lo commentano, lo sfidano. Il litigio che li porta a un passo dalla rottura non è enfatizzato, è una parte del tutto, un elemento intrinseco a quella giornata. E la macchina da presa del regista texano fa quello che le riesce meglio: con discrezione, dal cofano dell’auto, o dall’angolo di una stanza, si limita a filmare, a imprimere su pellicola il fluire dei minuti.

Non bisogna fare, però, dell’ultimo capitolo della trilogia un arido esperimento per cinefili colti. L’opera è invece sincera e passionale. Lo dimostra lo stesso stile con cui è stata concepita: nei precedenti capitoli, lo scrittore e l’attivista parlavano di guerra e pace, di politica e società, di passato e futuro. Stavolta, passati i quarant’anni, rivolgono le attenzioni delle proprie parole su se stessi, facendo i conti prima ancora che con il compagno di vita, con la propria coscienza, con il proprio corpo invecchiato, con le responsabilità mutate. Indimenticabile, come anche i precedenti due, la chiusura dell’opera, ancora una volta fedele alla scelta “di campo” di tutta la trilogia: il film, infatti, anche stavolta non finisce, ma, proprio come una trama circolare che non ha né avvio né termine, porta semplicemente avanti un nuovo capitolo di un’eccezionale commedia umana di coppia.

Nello straordinario dialogo a inizio film fra Jesse e il suo amico greco, lo scrittore americano parla dei suoi libri. Dice che i primi due, molto semplici e lineari, avevano avuto un immediato successo. Mentre il terzo, complicato anche da una scelta editoriale infelice di un titolo eccessivamente lungo, è risultato ostico e poco compreso. Una sorte che, ce lo auguriamo con tutto il cuore e con tutta l’ammirazione per il cinema di Linklater, non merita certo questa storia di vita e amore che va dal mattino a “prima di mezzanotte”.

01/11/2013

Cast e credits

Distribuzione
Good Films
Durata
108'
Produzione
Castle Rock Entertainment, Detour Filmproduction, Faliro House Productions, Sony Pict, Venture Forth
Sceneggiatura
Ethan Hawke, Julie Delpy, Richard Linklater
Fotografia
Christos Voudouris
Montaggio
Sandra Adair
Musiche
Graham Reynolds
Costumi
Vasileia Rozana

Trama

Nel 1995 Richard Linklater firma Prima dell'alba, un film divenuto un cult. Nove anni dopo arriva il sequel, Prima del tramonto. Nel terzo capitolo della saga ritroviamo Jesse e Céline nove anni dopo l'appuntamento di Parigi, e diciotto anni dopo il primo incontro a Vienna. Sono rimasti insieme e stanno trascorrendo una vacanza in Grecia con le loro figlie. Stavolta però, sono arrivati a una fase cruciale, perchè le difficoltà hanno contribuito a incrinare il loro rapporto.
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