Prisoners

Prisoners


Denis Villeneuve

Drammatico | Usa
(2013)

Dopo l’acclamato “La donna che canta“, teso e drammatico film dedicato a una famiglia segnata dagli orrori della guerra in Medioriente, il canadese Denis Villeneuve continua a parlare di famiglie e tragedie anche nel suo primo film in lingua inglese, un thriller cupo e appassionante (nonostante la temibile lunghezza di quasi due ore e mezza) che ha avuto un buon successo a Toronto e che ancora una volta prende come spunto la famiglia, stavolta descrivendo come la vita di due nuclei venga irrimediabilmente sconvolta dalla scomparsa, nel giorno del Ringraziamento, di due bambine. Come in “Mystic River” si parla di violenze e molestie sui bambini, e se nel capolavoro di Eastwood un padre criminale arrivava a farsi giustizia da solo, qui uno che è sempre stato integerrimo, pur di ritrovare la sua bambina, è disposto a passare su tutto, compresi i propri principi.

Reduce dal successo di “Les Misérables” e da un’ennesima avventura nei panni di Wolverine, Hugh Jackman affronta il ruolo più difficile della sua carriera, quello di Keller Dover, un capofamiglia rispettoso e credente che, spinto dalla disperazione, arriva a compiere azioni non meno turpi di quelle del rapitore che vorrebbe consegnato alla giustizia. Gli fa da contraltare un Jake Gyllenhaal (che con Villeneuve ha recentemente lavorato anche in “Enemy”, dramma dostoevskiano passato sempre a Toronto) più convincente che mai nei panni del detective Loki, un poliziotto tutto d’un pezzo, dal curriculum brillante e dai notevoli tatuaggi, provato dal troppo tempo a contatto con la parte peggiore del mondo.

Loki si mette subito sulle tracce del sequestratore, seguendo varie piste, ma per Dover la chiave di volta sta in Alex, quello strano ragazzo alla guida del camper che stava posteggiato davanti casa sua durante il pranzo (e un po’ va capito: Paul Dano è talmente inquietante che susciterebbe i sospetti di chiunque); visto che la polizia dopo avere tenuto sotto torchio il giovanotto per varie ore lo lascia andare, anche perché si rende conto che si tratta di un sempliciotto probabilmente incapace di portare a termine un crimine simile. Purtroppo in un ambiguo scambio di battute col giovane, Dover coglie un’allusione al rapimento e, visto che la polizia non gli crede, cerca con metodi alquanto coercitivi di fargli ammettere una verità che forse nasconde… Ma la sceneggiatura di Aaron Guzikowski prevede altri colpi di scena e Loki scoprirà molti segreti durante le sue indagini.

Nel cast anche Terrence Howard (il padre della seconda bambina rapita e, in parte, complice di Dover) e due attrici di cui non si dirà mai abbastanza bene, come Maria Bello e Viola Davis, chiamate a incarnare il dolore di due madri che non riescono a capacitarsi di quanto stia succedendo (però in un film così lungo potevano essere utilizzate con meno parsimonia!). Melissa Leo, invece, ha un ruolo decisamente più appariscente, quello della zia del giovane sospettato (e la capacità di apprezzarla dipende molto anche da quanto si è ben disposti verso i gigionismi).

Anche se alcune metafore sono fin troppo marcate (serpenti che invadono interi ambienti, tanti segreti nascosti negli scantinati), il film risulta coinvolgente e Villeneuve ha modo di portare a casa un buon risultato, ribadendo, come in altri suoi lavori, che la violenza è parte integrante della nostra società e a farne le spese sono troppo spesso i più innocenti. Un risultato così positivo stavolta lo deve in parte anche al contributo di Roger Deakins, uno dei migliori direttori della fotografia sulla piazza. Collaboratore storico dei Fratelli Coen (che però ha “tradito” per l’ultimo film), Deakins e le sue luci regalano al film un’atmosfera gelida ma al tempo stesso affascinante e non ci sarebbe da stupirsi se “Prisoners” gli garantisse la sua undicesima nomination all’Oscar (premio che finora gli è sempre sfuggito).

E parlando di atmosfere, non si può dimenticare il lavoro del compositore islandese Johann Johannsson che con le sue musiche essenziali e dolenti conclude felicemente la sua prima esperienza con una grande casa di produzione.

Infine, per un film che come si diceva prima è debitore in parte del cinema di Eastwood, non è certo casuale che il montaggio sia stato curato da Joel Cox e Gary Roach, montatori di fiducia del regista californiano.

11/11/2013

Cast e credits

Titolo Originale
Prisoners
Distribuzione
Warner Bros. Italia
Durata
153'
Produzione
Alcon Entertainment
Sceneggiatura
Aaron Guzikowski
Fotografia
Roger Deakins
Scenografie
Patrice Vermette
Montaggio
Joel Cox, Gary D. Roach
Musiche
Jóhann Jóhannsson
Costumi
Renée April

Trama

La famiglia di Kellen Dover cade nella disperazione quando la figlia minore scompare misteriosamente insieme ad una sua amichetta. La polizia brancola nel buio ma Dover è convinto che dietro la scomparsa delle due bambine ci sia un giovane sbandato. fin dove sarà capace di arrivare pur di dimostrare le sue convinzioni?
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