Rampart

Rampart


Oren Moverman

Drammatico | Usa
(2013)

Cinque anni fa Oren Moverman esordiva con “Oltre le regole – The Messenger“, in cui raccontava la spedizione in Iraq dal punto di vista più insolito e doloroso: quello dei soldati-messaggeri che informano le famiglie dei caduti sul campo di guerra. Nonostante qualche svolta prevedibile e facilmente melodrammatica, il risultato fu sorprendente: Moverman, regista e sceneggiatore, raccolse premi al Sundance e a Berlino ma, soprattutto, gettò le basi di una propria, riconoscibile poetica cinematografica, raccordando uno stile secco e deciso a un timbro narrativo empatico e palpitante. “Rampart” è il frutto perfezionato di questo riuscito connubio. Scritto a quattro mani con James Ellroy e interpretato dalla stessa squadra di interpreti del precedente, il film prende le mosse da un caso di cronaca scottante e ancora abbastanza recente, quello scandalo Rampart che negli anni Novanta sconvolse l’unità antibande del LAPD, per ancorarvi il vissuto personale e profondamente sofferto di un personaggio vocato all’autodistruzione.

Veterano del Vietnam, Dave Brown è un agente corrotto, padre di una famiglia in macerie, che viene coinvolto in un’inchiesta sugli abusi delle forze dell’ordine contro il crimine losangelino a causa della propria condotta violenta. Tra sbronze, sveltine e pestaggi, Brown non rinnega i propri metodi né sul fronte professionale né su quello familiare e, avvezzo a convivere con l’incombente minaccia di un disastro imminente, prosegue la sua esistenza miserabile, senza batter ciglio.

Il perno di “Rampart” è Woody Harrelson: intorno al suo volto lucido e puntuto, al corpo da rettile, irregolare e coriaceo, si muove la macchina da presa di Moverman, impostando strategie di pedinamento brutalmente ravvicinate, quasi a voler entrare nell’universo psicologico di un personaggio incapace, anzi del tutto refrattario a porre rimedio ai propri errori e a salvare il salvabile. Nessun inciso moraleggiante, nessuno spiraglio assolutorio, solo il ruvido resoconto di un’esistenza fuori controllo, di un crollo inesorabile.

Nella sua mobile mutevolezza, lo sguardo del regista resta rigoroso. Movimenti di macchina inquieti, dettagli e primi piani furenti, filtrati da quinte strategiche, intessono una maglia visiva acida e densissima. Solo un paio di sbavature formali interrompono questo realismo feroce e immersivo: evitabili ridondanze come i rapidi stacchi che spezzano il movimento circolare della macchina da presa durante il colloquio tra Brown e i superiori o eccessi d’enfasi in stile videoclip che smorzano una sequenza assai potente come l’infernale discesa nel night. Ma si tratta di ingenuità “formaliste” assolutamente perdonabili al cospetto di un quadro così lucido e lacerante.

Questo noir della disperazione, questa nervosa cavalcata nel deserto affettivo di un uomo che sceglie la dannazione quasi come fosse una legge di natura, resta un calvario terreno, dal finale aperto ma privo di possibilità redentive e di catarsi cristolgiche alla “Bad Lieutenant” che, grazie a una scrittura precisa e a prestazioni attoriali eccelse, s’incunea nella mente dello spettatore.

Aspettiamo Moverman alla prossima prova.

23/12/2013

Cast e credits

Titolo Originale
Rampart
Distribuzione
One Movie
Durata
105'
Produzione
Clark Peterson
Sceneggiatura
Oren Moverman, James Ellroy
Fotografia
Bobby Bukowski
Scenografie
Sandy Reynolds-Wasco
Montaggio
Dickon Hinchliffe
Musiche
Dickon Hinchliffe
Costumi
Catherine George

Trama

Dave Brown, veterano del Vietnam, agente corrotto e irresponsabile padre di una famiglia, viene coinvolto in un'inchiesta sugli abusi delle forze dell'ordine del Los Angeles Police Department.
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