Billy Lynn – Un giorno da eroe

Billy Lynn – Un giorno da eroe


Ang Lee

Bellico, Drammatico | Cina, Regno Unito, Stati Uniti
(2016)
Il taiwanese Ang Lee è uno dei più acclamati narratori del cinema contemporaneo. Le sue opere spaziano tra i generi, le epoche storiche e raccontano gli aspetti più diversi della società. Ha vinto per due volte il festival di Berlino e quello di Venezia e non è facile enumerare tutti gli altri riconoscimenti che i suoi film hanno vinto nel corso degli anni. Tanta gloria, naturalmente, non poteva arrivare senza far guadagnare al diretto interessato anche qualche detrattore convinto, pronto a fare notare che nel suo caso, a parte i successi, ci troviamo di fronte all’espressione di un cinema mainstream o comunque middlebrow. Sicuramente l’essere stato in grado di rivolgersi ad un pubblico vasto ha avuto una parte importante nella sua fortuna e d’altronde è difficile immaginare che quelli che lo criticano vedano esclusivamente Godard, Bela Tarr e Lav Diaz.

A sessantadue anni compiuti, il regista di “Brokeback Mountain” continua a sperimentare, tentando non solo nuovi generi ma anche utilizzando nuove tecnologie. “Billy Lynn – Un giorno da eroe”, tratto da un romanzo satirico di Ben Fountain, non si limita a essere il suo primo film di guerra ma è il tentativo di raccontare l’America ai tempi della guerra in Iraq, attraverso le vicende del giovane soldato Billy, eroe per caso, per il quale una licenza premio si trasforma in un tour propagandistico, assieme ai suoi commilitoni della squadriglia Bravo che culminerà in una comparsata durante lo show che le Destiny’s Child terranno all’intervallo di una partita di rugby. Purtroppo ancora una volta (dopo “Tempesta di ghiaccio”, “Cavalcando col diavolo” e “Taking Woodstock”) si è verificato che un suo film dedicato ad un momento particolare della storia americana venga rifiutato dal grande pubblico. Nonostante “The Hurt Locker” e “American Sniper” avessero dimostrato che la guerra sul fronte iracheno non era più un argomento tabù per gli spettatori, evidentemente una pellicola che racconta con disincanto il destino delle truppe inviate in guerra, le quali al fronte finiscono per sentirsi più a casa di quando sono fra i propri connazionali, come assunto non ha conquistato gli spettatori.

Invece la Tristar Pictures aveva grandi aspettative sul film per varie ragioni; non ultima quella di essere il primo caso di pellicola girata in 3D e in 4K a 140 fotogrammi al secondo, modalità che permette un’altissima risoluzione dell’immagine. Avendolo visto in una sala non adeguatamente attrezzata non sono riuscito a godere di tanta innovazione, ma non tutti quelli che negli States lo hanno potuto vedere in condizioni ottimali hanno comunque espresso un parere favorevolissimo, trovando anzi che alla fine il film ci guadagni se visto nella maniera tradizionale.

Questioni tecniche a parte, per essere un film di Ang Lee, “Billy Lynn’s Long Halftime Walk” è un’opera stranamente anodina a livello drammatico. Sono infatti pochi i momenti della vicenda di Billy in cui ci si sente sei veramente coinvolti. Probabilmente gran parte della responsabilità va attribuita alla sceneggiatura di Jean-Christophe Castelli che qui firma un copione per la prima volta ma che è stato per anni un collaboratore di Ang Lee, lavorando ai suoi film come script supervisor o come produttore associato. Nonostante la scelta di alternare la giornata allo stadio con flashback della guerra e gli incontri di Billy coi famigliari renda il plot complesso si finisce per assistere con insolito distacco a tutto quello che avviene, quasi mancasse una vera tensione drammatica o al limite fosse riservata a pochissimi momenti (come la lotta mortale corpo a corpo tra il protagonista e un soldato arabo, a negare nei fatti il distacco denunciato a parole da Billy quando ne parla agli atleti nel giorno di festa). Debuttante assoluto nel cinema (finora aveva avuto solo esperienze teatrali), il venticinquenne inglese Joe Alwyn incarna con molta credibilità il personaggio di Billy, sostenendo bene i primissimi piani, fornendo la giusta energia e senza mai sfigurare di fronte ad un cast di nomi affermati. Spero vivamente che l’insuccesso commerciale della pellicola non influenzi negativamente la sua carriera futura. Accanto a lui si avvicendano Chris Tucker, Vin Diesel, Steve Martin e la nuova musa del cinema d’autore Kristen Stewart (qui incarna la sorella del protagonista, sorta di sua coscienza critica, peccato che la sua sia però una presenza fugace), però fra i comprimari la figura migliore la fa Garrett Hedlund nei panni del solo apparentemente freddo sergente Dime.

Ang Lee, coadiuvato da un direttore della fotografia plurioscarizzato come John Toll e dal fidato montatore Tim Squyres, dirige il tutto con la consueta abilità visiva; peccato che il materiale a sua disposizione stavolta non gli abbia permesso di raggiungere un risultato più felice. A quanto pare, sembra intenzionato a dirigere in 4K anche il prossimo lavoro dedicato a Mohammed Ali che porterà la firma di uno sceneggiatore affermato come Peter Morgan. Sarà interessante verificare se in questo modo il pubblico sarà più ben disposto verso i nuovi ritrovati. Anche se forse un regista di questo calibro non avrebbe bisogno di stupire, per dirla come in una vecchia campagna pubblicitaria, con effetti speciali.

03/02/2017

Cast e credits

Regia
Ang Lee
Titolo Originale
Billy Lynn's Long Halftime Walk
Distribuzione
Warner Bros. Italia
Durata
113'
Produzione
TriStar Pictures
Sceneggiatura
Jean-Christophe Castelli
Fotografia
John Toll
Scenografie
Mark Friedberg
Montaggio
Tim Squyres
Musiche
Jeff Danna, Mychael Danna
Costumi
Joseph G. Aulisi

Trama

La giornata particolare di un giovane soldato che sta per tornare in Iraq ma che prima di partire coi suoi commilitoni deve partecipare ad un evento organizzato da un magnate texano
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