The Wife – Vivere nell’ombra

The Wife – Vivere nell’ombra


Björn Runge

Drammatico | Regno Unito, Svezia, Usa
(2017)
“Non mi dipinga come una vittima, io sono molto più interessante”; così si rivolge Joan Castleman (Glenn Close) al giornalista biografo alquanto invadente interpretato da Chistian Slater. Anche se il personaggio è stato creato da Meg Wolitzer nel romanzo del 2003 “The Wife” (pubblicato in Italia da Garzanti), queste parole sembrano studiate apposta per essere pronunciate dall’attrice americana. Infatti i critici e gli ammiratori che dai primi anni Ottanta seguono la carriera di Glenda Veronica Close difficilmente avranno mai pensato a lei come ad una vittima. Joan, moglie, madre, musa, assistente e molto altro, è solo l’ultimo arrivo di una galleria di donne forti e apparentemente indomabili che ha caratterizzato la carriera dell’attrice da quasi quarant’anni e che l’ha vista ottenere grandi successi al cinema, in tv e sul palcoscenico. Quando il film dello svedese Bjorn Runge (“Daybreak” e “Mouth to Mouth” i suoi titoli finora più conosciuti, almeno fra i frequentatori dei festival) è stato in anteprima a Toronto nel 2017, subito giornalisti e blogger hanno cominciato a chiedersi se questo poteva essere il ruolo giusto per farle finalmente vincere l’Oscar (la Close ha ricevuto nel corso della sua carriera numerosi riconoscimenti ma il più noto dei premi cinematografici nonostante la bellezza di sei candidature non è finora mai arrivato). Essendo il film uscito negli States solo ad agosto di quest’anno (va detto con positive reazioni sia da parte degli spettatori, sia della critica) bisognerà attendere ancora qualche mese per vedere se i pronostici di vittoria si avvereranno, ma di certo si può dire che, per quanto certe cose siano spesso una questione di tempismo e promozione, oltre che di talento, nell’albo dei vincitori dell’Academy possiamo trovare senza problemi anche interpreti meno meritevoli.
Al di là dei possibili allori futuri, non ci sono dubbi che Joan sia un ruolo perfetto per la Close e fa piacere notare che, per quanto il mondo dello spettacolo (non necessariamente solo quello americano) sia piuttosto parco di belle occasioni per le interpreti che abbiano superato una certa età, lei a settant’anni riesca a proseguire la sua carriera solo apparentemente senza grosse difficoltà, poiché certi traguardi non si raggiungono così facilmente. Inoltre, a differenza di performance divenute iconiche come quelle in “Attrazione fatale” o “Le relazioni pericolose”, questo nuovo impegno è affrontato in maniera decisamente sotto le righe e i momenti esplosivi sono relativamente pochi, quindi la maestria dell’interprete se vogliamo è ancora più ammirevole. Il film si svolge su due piani temporali. Si comincia negli anni novanta e Joan e il marito Joe (Jonathan Pryce, impeccabile deuteragonista), affermato scrittore, ricevono una gradita (e non del tutto inattesa) telefonata dalla Svezia: lui ha vinto il premio Nobel per la letteratura. Arrivano subito le congratulazioni e cominciano i preparativi per la trasferta transoceanica. I Castleman sono apparentemente una coppia invidiabile: uniti, complici, felici per i propri figli e in generale le proprie vite. Ma questo clima idilliaco non è ottenuto senza compromessi: non solo Joan pazientemente ha sempre perdonato le infedeltà del marito, ma in verità contribuisce ai di lui successi letterari in maniera ben più consistente di quanto non farebbe una partner incoraggiante. Una serie di flashback ci racconta che in passato Joan era un’allieva di Joe al college (lui descritto come il tipico insegnante che conquista le studentesse) con delle aspirazioni e un talento da scrittrice. Una naturale ritrosia e la paura di perdere l’uomo amato (che per lei ha lasciato moglie e figlia neonata, ma anche perso la cattedra per il comprensibile scandalo) le fanno prendere una decisione: non diventerà mai una scrittrice di professione ma si occuperà dei libri del marito (che, a quanto pare, non è proprio un asso davanti al foglio bianco). Annie Starke, la figlia di Glenn Close, interpreta la protagonista negli anni giovanili e si dimostra capace nel suggerire quel mix di timidezza, determinazione e buone maniere che rende il personaggio significativo. Non è sorprendente che i giorni che anticipano la cerimonia dei Nobel facciano emergere tensioni che covavano da tempo, complici anche il biografo che ha capito quanto fondamentale sia il contributo di Joan, una fotografa che subisce almeno un po’ il fascino di Joe e David, il figlio della coppia aspirante scrittore, che soffre di un complesso di inferiorità nei confronti del genitore tanto celebrato (Max Irons, a sua volta figlio d’arte, e piuttosto impacciato in un ruolo che teoricamente dovrebbe sentire vicino). Senza anticipare troppo, ci saranno dei confronti drammatici in cui le famose occhiate folgoranti della Close non andranno certo sprecate ed uno scioglimento molto amaro (anche se un po’ meccanico).
Il fatto che si descriva una relazione fra due persone di terza età potrebbe portare a “The Wife” paragoni con “45 anni” di Andrew Haigh, ma la pellicola di Runge non si dimostra altrettanto fine. La premiata sceneggiatrice Jane Anderson ha lavorato molto per snellire il materiale di partenza del romanzo ma purtroppo questo non ha giovato al risultato finale, visto che nel film alcuni passaggi possono risultare frettolosi e non sempre si comprendono le scelte dei personaggi. Runge si dimostra abile a dirigere il suo cast e se le scene dedicate agli anni giovanili sono quelle realizzate con maggiore cura visiva, la sezione contemporanea ricorda molto cinema paratelevisivo, sebbene, per merito dei duetti Close-Pryce, quella sia la parte di “The Wife” che forse convince di più gli estimatori del film.

07/10/2018

Cast e credits

Titolo Originale
The Wife
Distribuzione
Videa - Cde
Durata
100'
Produzione
Anonymous Content
Sceneggiatura
Jane Anderson
Fotografia
Ulf Brantas
Scenografie
Mark Leese
Montaggio
Lena Runge
Musiche
Jocelyn Pook
Costumi
Trisha Biggar

Trama

Uno scrittore affermato si reca a Stoccolma per ritirare il Premio Nobel. La moglie lo accompagna, cogliendo questa occasione per fare un bilancio della propria vita
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