La corrispondenza

La corrispondenza


Giuseppe Tornatore

Drammatico, Sentimentale | Italia
(2015)

La Nebulosa del Granchio è un agglomerato interstellare ancora oggi visibile nella costellazione del Toro a più di un secolo dalla sua scoperta. Si tratta di un particolare stadio finale di un corpo celeste che pare destinato a durare per sempre. Gli astronomi classificano questo processo come “resto di supernova”. La morte di una stella è la fascinosa dissertazione da cui trae origine il nuovo soggetto di Giuseppe Tornatore, una straziante ed effimera storia d’amore prescritta dalle incontrovertibili leggi della Natura ed eclissata dalle impenetrabili teorie cosmologiche che regolano l’Universo.

La seconda chiave che apre le porte alla visione de “La corrispondenza” è senza dubbio la fagocitante invasione di materiale tecnologico che diviene entità pulsante del racconto cinematografico, un amore ai tempi dell’Iphone che si snoda attraverso cd, mail, laptop, videocamere e memory card. E che, in fondo, è essenza del Cinema stesso, quello targato 2.0, come dimostra la scelta di Tornatore di girare interamente in digitale.

È un bacio appassionante a schiudere la dissolvenza dal nero nell’incipit. Un amore carnale che durerà pochissimi istanti prima che il tempo e lo spazio separino i corpi dei due protagonisti, Jeremy Irons e Olga Kurylenko. Un’apertura diametralmente opposta a quella de “La migliore offerta“, dove il cinismo glaciale di Geoffrey Rush ripudiava sciatti sentimentalismi sin dalle primissime battute. Eppure è chiaro come la tessitura di un film come “La corrispondenza” rappresenti il naturale prolungamento del precedente lungometraggio di Tornatore. E non solo in riferimento ai temi della solitudine, dell’assenza e di confuse e improbabili relazioni, quanto per un quasi maniacale svelamento delle ambiguità dell’uomo che il cineasta di Bagheria continua a portare sul grande schermo: Chi è davvero Virgil Oldman? In lui regna di più l’avidità manifesta o l’amore represso che si sprigiona fino a portarlo fuori controllo? E chi è Edward Phoerum? Un uomo egoista e superficiale che ha costruito e poi distrutto a suo piacimento una famiglia oppure un astrofisico venuto sulla terra con l’unico scopo di annullare sé stesso per amare la bellissima Amy? La caccia al tesoro volutamente pletorica che cuce la relazione tra i due amanti diviene così al tempo stesso un’impervia e fulgida prova d’amore ma anche un’azione al limite dell’insano e del corrotto.

Come ne “La migliore offerta” (e “La sconosciuta“), Tornatore infarcisce il racconto di escamotage thriller ma questa volta a faticare è il respiro di una scrittura solida e fluida, così come la pigrizia di una regia inspiegabilmente vacua (tanti sono i dettagli sullo schermo dell’Iphone quanti i campi e controcampi nelle corrispondenze). Il pathos e la poesia spesso sconfinano nel pacchiano, come quando la figura dell’amato assente si riflette in un cane che guaisce, in una foglia sballottolata dal vento e in un falco che rincorre la fuga della sua anima gemella su un autobus…

Così tra una nebulosa e un monologo filosofeggiante di Irons, i primi piani angosciosi della brava Kurylenko (astrofisica cum laude, stunt professionista nel cinema e discreta lottatrice di karate) non bastano da soli a tenere in piedi lo scheletro dell’opera.

È comunque troppo facile cercare di trovare quanti più difetti nell’ultimo film di Tornatore, seppure il passo falso rispetto all’opera precedente sia lampante. Perché tra l’artificio e lo smodato uso tecnologico, l’ampollosità del racconto e la troppa carne al fuoco, la forma d’amore descritta dal regista racchiude talvolta acute intuizioni come quella della mostruosa deformazione del corpo (e della relazione) di stampo cronenberghiano. In tal senso è lodevole che Tornatore abbia voluto fortemente Irons per interpretare il personaggio di Ed. Quasi a voler ribadire che, in fondo, l’Amore non ha età, non ha sesso e non ha limiti. Che i personaggi si chiamino René Gallimard, Beverly e Elliot Mantle o Edward Phoerum, in qualsiasi universo Eros e Thánatos coabitano nella stessa costellazione.

16/01/2016

Cast e credits

Distribuzione
01 Distribution
Durata
116'
Produzione
Paco Cinematografica, Rai Cinema
Sceneggiatura
Giuseppe Tornatore
Fotografia
Fabio Zamarion
Scenografie
Maurizio Sabatini
Montaggio
Massimo Quaglia
Musiche
Ennio Morricone
Costumi
Patrizia Bernardini

Trama

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