Egon Schiele

Egon Schiele


Dieter Berner

Biografico, Drammatico | Austria, Lussemburgo
(2016)

L’elegante biopic di Dieter Berner racconta gli anni più turbolenti della vita di Egon Schiele, pittore austriaco che ha contribuito con le sue intuizioni a rivoluzionare l’espressionismo novecentesco, insieme ad altri disegnatori come Oskar Kokoschka e Alfred Kubin; la precoce morte dell’artista, a soli ventotto anni, e il lascito impressionante delle opere (oltre trecento dipinti e quasi tremila fra disegni e acquerelli), andrà ad alimentarne la fama postuma, tuttora intatta.

Vienna, 1920: la Grande Guerra, l’inutile carneficina che ha devastato l’Europa, è terminata. La capitale asburgica, quella che era una delle più importanti città del mondo, è decaduta come il suo Impero; gli abitanti cercano di sopravvivere all’influenza spagnola, la terribile pandemia esplosa in coda al conflitto. Serrato in una abitazione malridotta, accanto a una ragazza senza vita, giace in un letto pieno di cimici un giovane uomo, moribondo: è il pittore Egon Schiele, colpito anche lui dalla terribile malattia; sua sorella tenterà di salvarlo, procurandosi al mercato nero il chinino. Forse è già troppo tardi.

A ritroso, il film ci riporta a dieci anni prima: Egon è un giovane artista senza un soldo, in cerca di fortuna come tanti bohémien di Vienna; in mezzo agli amici, tra nottate passate a bere e a dipingere, le visite ai bordelli e le discussioni furiose dei vent’anni, tenta di vendere i primi quadri, ma viene snobbato, quando non deriso o accusato di oscenità, dai suoi contemporanei. Il giovane appartiene a una generazione indolente (la stessa raccontata nei libri di Joseph Roth); eppure Schiele lavora come un ossesso, sa di possedere talento e si lascia aiutare, anche economicamente, dal suo mentore Gustav Klimt, più anziano e già affermato. Sarà così, tra modelle (troppo) giovani e la prorompente, morbosa sensualità che infonde nei suoi primi disegni, per cui subirà un processo e verrà incarcerato, che cercherà di superare le convenzioni dell’epoca e di imporre la sua arte provocatoria.

Il tono vivido, un po’ naif della rappresentazione scenica, regge grazie alla vitalità dirompente degli attori: il debuttante Noah Saavedra nel ruolo principale e soprattutto la magnetica Valerie Pachner in quello di Wally, “la ragazza dai capelli rossi”, una modella “prestata” da Klimt a Schiele, che poi diventerà la sua compagna. La sceneggiatura del film, forgiata a quattro mani dal regista con la moglie, la scrittrice austriaca Hilde Berger, già autrice della biografia di Schiele, acquista il tono greve del melodramma: il pittore, dopo mille difficoltà, riuscirà a imporre i suoi quadri, ma l’uomo ne verrà fuori con le ossa rotte.

La regia di Berner, pur senza eccellere, riesce a non farsi soffocare dall’ardore dell’arte del genio viennese, e trova il suo giusto spazio negli interni, spesso girati in condizioni di luce reali, lasciando entrare lo spettatore nell’universo dell’artista. È il tentativo di afferrare e comprendere il dono magico della creazione pittorica: la genesi del quadro “La morte e la fanciulla”, uno dei più osannati di Schiele, avverrà proprio in questa toccante, ambigua dimensione intima.

17/02/2018

Cast e credits

Titolo Originale
Egon Schiele: Tod und Mädchen
Distribuzione
Draka e Twelve Entertainment
Durata
110'
Produzione
Alexander Dumreicher-Ivanceanu, Alexander Glehr, Bady Minck, Franz Novotny
Sceneggiatura
Dieter Berner, Hilde Berger
Fotografia
Carsten Thiele
Scenografie
Götz Weidner
Montaggio
Robert Hentschel
Musiche
André Dziezuk
Costumi
Uli Simon

Trama

Il giovane Egon Schiele cercherà di imporre la sua arte provocatoria nella Vienna di inizio secolo, tra scandali e giovani modelle...
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