John Wick – Capitolo 2

John Wick – Capitolo 2


Chad Stahelski

Action | Usa
(2017)

Premessa: John Wick è in debito con un camorrista (Riccardo Scamarcio) che gli chiede in cambio una missione a Roma…

Il primo “John Wick” era stato proprio una bella sorpresa. Un film d’azione come non se ne vedevano da tempo, teso fisico e ben coreografato. Pugni tattiche macchine pistole. E con protagonista il buon vecchio Keanu, per il pubblico maschile un amico da decenni (dico solo: prima di Neo, Utah) che fa piacere vedere così in forma.

Oltre a scene d’azione notevoli c’era come cornice una simpatica ambientazione in cui gli assassini hanno una società parallela con i loro servizi, la loro moneta locale, le loro zone franche. Il problema principale del secondo episodio è che la cornice si mangia il quadro. Molta più attenzione è dedicata alle (nuove) regole del mondo degli assassini che allo sviluppo di nuove scene d’azione. Ed è un peccato perché queste regole sullo sfondo funzionavano benissimo, ma messe in primo piano scricchiolano assai o, peggio, rischiano di risultare ridicole. Invece di essere una piccola setta che si incastra in qualche modo nel nostro mondo reale, adesso gli assassini sembrano i veri detentori del potere in un mondo parallelo. E’ meno divertente.

Di questo aspetto si salva giusto Franco Nero come direttore dell’albergo per assassini romano, a cui spetta la battuta migliore del film. Ad onor del vero una scena interessante, per quanto “classica”, è riservata pure a Claudia Gerini. Totalmente sconnesso, al confronto, il ruolo di Morfeo/Ghost Dog/Re degli straccioni di Lawrence Fishburne, che pare veramente messo lì solo per strizzare l’occhio agli anni di “Matrix”. Per tacer del veramente ridicolo personaggio interpretato da Ruby Rose.

Le scene d’azione rimangono valide – la mano dell’artigiano esperto si vede nei campi lunghi, nei movimenti chiari e nei tempi orchestrati bene. La tensione è alta anche se ci sono dei gesti un pò ripetitivi (“tengo lui fermo, sparo all’altro poi sparo a lui”). Spiccano veramente solo le scene in cui Keanu affronta il poliedrico Common – in quel caso la coreografia dello scontro non è fredda ma rappresenta bene la dinamica tra i due personaggi, negli attacchi, nelle pause, nella ferocia. E’ vero che si sfiora in più momenti una invulnerabilità da action hero anni ’90, ma con sufficiente eleganza che la cosa di per sè non avrebbe costituito un problema.

Il problema principale sta nell’ambientazione. C’è poco da fare, la foto dell’anno della World Press pare proprio presa da John Wick. John Wick, ovvio, non si fermerebbe mai a esultare su un cadavere, ma starebbe già correndo (o ricaricando). Ma lo stile del vestito e dello scenario sono proprio quelli. Invece in John Wick 2 la scelta di Roma come ambientazione esotica è paradigmatica di una svolta barocca nello stile, negli scenari e conseguentemente nella fotografia. La scena del concerto purtroppo echeggia la famosa sequenza iniziale del primo “XXX” (ma senza Rammstein), la sequenza finale nel labirinto specchiato non conduce a nessuna soluzione veramente interessante ma solo a una confusione visuale che contraddice le premesse vincenti del primo film.

Ultima nota. Il product placement è insopportabile in tutti i film e di qualsiasi prodotto si stia parlando (ultimi della serie, gli assurdi cereali nel bel “Logan”). Il product placement delle armi è doppiamente insopportabile. Nel primo film non sapevo di che marca fossero le armi e mi sono divertito lo stesso.

18/03/2017

Cast e credits

Titolo Originale
John Wick 2
Distribuzione
Eagle Pictures
Durata
122'
Produzione
Lionsgate
Sceneggiatura
Derek Kolstad
Fotografia
Dan Laustsen
Montaggio
Evan Schiff
Musiche
Tyler Bates

Trama

John Wick uccide tutti in Italia
Paper Tiger
Paper Tiger

LOCARNO 79 - James Gray realizza con "Paper Tiger" una nuova opera perfettamente coerente con la propria poetica, ma anche, al contempo, un momento di riflessione e bilancio relativo alla sua filmografia

A New Dawn
A New Dawn

Ridotto nel minutaggio, nel cast e nella fabula l'esordio alla regia dell'artista visuale Shinomiya Yoshitoshi "A New Dawn" mostra la sua ambizione nello stile visivo sfaccettato e nella struttura narrativa che mescola costantemente passato e presente, proponendo un coming of age stimolante e non banale

Ricchi… da morire – Delitti in famiglia
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia

La storia, raccontata in flashback dal braccio della morte dal cinico Becket Redfellow, segue il suo spietato e calcolato piano per eliminare uno a uno i sette bizzarri parenti miliardari che lo separano da una colossale eredità familiare. La sua letale scalata verso la ricchezza si complica terribilmente quando entra in scena l'imprevedibile Julia, trasformando la vendetta in un caotico e pericoloso gioco di inganni in cui nessuno è al sicuro.

L’Hangar Rosso
L’Hangar Rosso

Ambientato a Santiago del Cile durante il golpe dell'11 settembre 1973, il film segue il capitano dell'aeronautica Jorge Silva, costretto dai superiori a trasformare la sua accademia militare in un brutale centro di detenzione e tortura per prigionieri politici. Diviso tra l'obbedienza cieca al nuovo regime di Pinochet e i dettami della propria coscienza, Silva si troverà davanti a un drammatico bivio morale quando gli verrà ordinato di giustiziare due giovanissimi detenuti

Odissea
Odissea

Ipotetico coronamento delle ambizioni del suo autore, l'"Odissea" di Christopher Nolan è una reinterpretazione tanto efficace dal punto di vista sensoriale quanto irresoluta da quello discorsivo, una frenetica cavalcata attraverso immaginari, generi, ambientazioni ed eventi che si sviluppa intorno alla modernizzazione dell'eroe eponimo

Kontinental ’25
Kontinental ’25

Radu Jude trasforma la morte di un senzatetto in un'indagine sulla responsabilità morale, sul senso di colpa e sulle contraddizioni della società contemporanea. Un saggio cinematografico che privilegia il confronto delle idee alla narrazione, trovando nella propria irresolutezza tanto la sua forza quanto il suo limite

Scary Movie
Scary Movie

Questo nuovo capitolo della saga di "Scary Movie" segna il ritorno al team creativo dei fratelli Wayans e delle due protagoniste principali. Cambia poco rispetto al passato, con tante battute stupide e forse qualcosa (molto poco) da dire

Toy Story 5
Toy Story 5

Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi