Io e lei

Io e lei


Maria Sole Tognazzi

Commedia, Drammatico | Italia
(2015)

Federica e Marina, cinquantenni affascinanti e di successo, sono compagne affiatate e condividono una vita ideale: hanno un appartamento elegante arredato con mobili di design, fanno ricche colazioni a letto, si scambiano scherzosamente i vestiti, bevono buon vino e guardano serie tivù alla moda.

Eppure, dopo cinque anni di convivenza, Federica è irrequieta. Forse lei, divorziata con un figlio ventenne, non ha mai accettato pienamente la propria omosessualità (o sarebbe il caso di parlare di bisessualità). Forse, più semplicemente, non è sicura che la pragmatica e chiassosa Marina sia la persona con cui vuole trascorrere il resto della vita. E allora un incontro fortuito, un’audacia imprevista, uno sbandamento e l’idillio si spezza, gettando nello scompiglio ogni sicurezza e ogni consuetudine d’amore.

Dopo il piccolo exploit di “Viaggio sola“, venduto in tutto il mondo, Maria Sole Tognazzi torna al cinema con un’altra commedia agrodolce, spigliata quanto basta per distinguerla dal novero delle innumerevoli farse comiche nostrane. E siccome squadra che vince non si cambia, alla sceneggiatura troviamo di nuovo Ivan Cotroneo e Francesca Marciano, mentre la protagonista è ancora Margherita Buy, che questa volta condivide lo schermo con una Sabrina Ferilli in grande spolvero.

Se in “Viaggio sola” l’autrice ha cantano l’indipendenza di una donna moderna e anticonvenzionale, con “Io e lei” strizza sorniona l’occhio ai temi “caldi” delle unioni civili e del matrimonio omosessuale. Uno specchietto per le allodole che assicurerà certamente al film pubblicità e discussioni sui giornali, ma che non ne rispecchia pienamente la natura intrinseca. “Io e lei” infatti non è affatto un inno all’amore gay né un’opera militante, sebbene in una scena le protagoniste discutano sagacemente delle implicazioni femministe e gender bender presenti sottotraccia nel disneyano “Maleficent” (una querelle che ha appassionato critici e studiosi soprattutto negli Usa).

“Io e lei” è piuttosto un film sullo stare insieme, il lasciarsi e l’essere lasciati: le turbolenze che attraversa il rapporto omoaffettivo (la regista ci tiene alle definizioni più corrette) di Federica e Marina, non sono diverse dalle innumerevoli crisi sentimentali di coppie etero che, da Bergman a Muccino, hanno affollato gli schermi di tutto il mondo.

In questo caso, il balletto sentimentale è affidato a un duetto di attrici agli antipodi. Se da una parte Margherita Buy, altezzosamente distaccata e irrimediabilmente insicura, è una conferma, dall’altra è una vera sorpresa la Marina vitale e determinata di Sabrina Ferilli. Nei panni di questa ex divetta del cinema riciclatasi ristoratrice, la regista le fa dire: “non sono mai stata un granché come attrice”. Non è vero, e questa performance briosa e dolente, misuratissima tanto nelle esplosioni di romanità quanto negli struggimenti interiori, ci ricorda che, prima dei calendari, delle fiction di Canale 5 e delle ospitate da Maria De Filippi, la Ferilli è stata anche l’interprete cangiante di “Diario di un vizio” e “La bella vita”.

Alla macchina da presa non serve far altro che seguire servizievole le due protagoniste nei loro duetti affiatati, tra i piccoli gesti di un’intimità collaudata, le occhiate mute, gli abbracci, le carezze leggere, i penosi silenzi carichi di tensione. Marina e Federica possono sembrare, a tratti, fin troppo irrigidite nei propri ruoli, ma la sceneggiatura riesce a evitare facili cliché e stereotipi risaputi (e poi il mestiere delle attrici fa il resto).

Maria Sole Tognazzi, regina del product placement, può quindi limitarsi a dirigere con mano fluida e pulita le sue brillanti protagoniste, perno focale di una pellicola luminosa e patinatissima, che si segnala ancora una volta per sensibilità di scrittura e disinvoltura di esecuzione. Per inciso, “Io e lei” non s’inventa niente, ma conduce gli oltre novanta minuti di visione con grazia e leggerezza. Non è poco. Peccato solo per la rincorsa frettolosa a un happy end che, a conti fatti, appare forzato e scontato. Ma è il piccolo peccato veniale di un film ruffiano che si fa piacere senza sforzo.

26/09/2015

Cast e credits

Distribuzione
Lucky Red
Durata
97'
Produzione
Indigo Film, Lucky Red, Rai Cinema
Sceneggiatura
Ivan Cotroneo, Maria Sole Tognazzi, Francesca Marciano
Fotografia
Walter Fasano
Montaggio
Gabriele Roberto

Trama

Federica e Marina, cinquantenni affascinanti e di successo, sono compagne affiatate e condividono una vita ideale. Eppure, dopo cinque anni di convivenza, Federica è irrequieta. Forse lei, divorziata con un figlio ventenne, non ha mai accettato pienamente la propria omosessualità (o sarebbe il caso di parlare di bisessualità). Forse, più semplicemente, non è sicura che la pragmatica e chiassosa Marina sia la persona con cui vuole trascorrere il resto della vita. Un incontro fortuito getterà scompiglio nella coppia.

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