Mr. Ove

Mr. Ove


Hannes Holm

Commedia, Drammatico | Svezia
(2015)
Esce in Italia la commedia agrodolce “Mr. Ove”, film dello svedese Hannes Olm. La pellicola, già candidata agli Oscar 2017 come miglior film straniero – vinse “Il cliente” di Asghar Farhadi – ha avuto un buon successo anche negli Stati Uniti: è recente la notizia di un remake hollywoodiano con Tom Hanks nei panni del protagonista.
Già, il protagonista: Ove Lindahl (Rolf Lassgård) è il classico sessantenne che rompe le scatole a tutti: burbero con i vicini di casa, con chi si affaccia nel quartiere, trattato come fosse uno straniero, intransigente persino con bambini e animali domestici. La sua principale occupazione consiste nel far rispettare le assurde regole condominiali del quartiere dove vive, compiendo ogni mattina una ronda poliziesca alla ricerca di irregolarità; l’unica sua interlocutrice (si fa per dire) è la sua defunta moglie, a cui Ove racconta le sue giornate monocordi seduto accanto alla sua tomba.
Quando la Saab lo manda in pensione, Ove decide di averne abbastanza e si infila una corda intorno al collo: ma riesce a litigare persino mentre tenta, invano, di suicidarsi.
Sarà la scoperta delle più improbabili delle amicizie, quella con la nuova vicina Parvaneh (Bahar Pars), una giovane immigrata iraniana, sposata e madre di due figli, che riuscirà nell’impresa impossibile di rompere il guscio nel quale si è nascosto il vecchio, scoprendone la calda umanità.
 
Fin qui, la pellicola potrebbe collocarsi dentro un déjà-vu cinematografico infinito, muovendosi in quello spazio narrativo che racconta di anziani protagonisti un po’ matti – a là Jack Nicholson ultima maniera, vedi “A proposito di Schmidt” e “Qualcosa è cambiato”.
Però l’intelligenza del film, sorretto da un eccellente cast tecnico (la seconda nomination agli Oscar è stata per il trucco), è quella di riuscire a saltare nel tempo senza perdere un filo di credibilità, anzi guadagnando un invidiabile spessore. Le digressioni riportano lo spettatore fino a cinquanta anni addietro, nella Svezia degli anni Sessanta, alla ricerca del tempo perduto e dell’infinita tristezza di Ove bambino: la figura paterna, che gli dona l’amore per le automobili; la mancanza della madre, morta troppo presto; l’incidente occorso al padre, che lascia Ove completamente solo; la scoperta della fatica e del lavoro e l’incontro con la dolce insegnante Sonja (Ida Engvoll), che diventerà sua moglie. Si sente la presenza di un materiale narrativo importante: il film è infatti stato tratto dal bestseller internazionale “L’uomo che metteva in ordine il mondo” di Fredrik Backman.
Ne viene fuori una storia potente e tragica, ma non sempre riuscita. Però, pur concedendo qualcosa alla divertita insofferenza del presente, lo rende immanente, togliendogli ogni carattere artificioso; riuscirà a parlarci di sentimenti autentici e delle piccole, grandi battaglie per la vita che si combattono tutti i giorni.
 
Il regista Hannes Olm cerca così un equilibrio tra i vari caratteri del film: la commedia grottesca e surreale portata avanti dall’intransigenza del vecchio Ove, il tono melodrammatico del racconto del suo passato, e le istanze di rivendicazione sociale della moglie e dell’amica immigrata. Potrebbe essere il pregio migliore della pellicola, ma invece si traduce in una equidistanza che rendono l’oggetto della visione più freddo di quanto possa sembrare. 

20/10/2017

Cast e credits

Titolo Originale
En man som heter Ove
Distribuzione
Academy Two
Durata
116'
Produzione
Annica Bellander, Fredrik Wikström Nicastro
Sceneggiatura
Hannes Holm
Fotografia
Göran Hallberg
Scenografie
Jan Olof Ågren
Montaggio
Fredrik Morheden
Musiche
Gaute Storaas

Trama

Il burbero Ove è l'incubo dei suoi vicini, vittime dei suoi controlli inflessibili: ma dietro la maschera di asociale l'anziano signore nasconde una storia tumultuosa che comincia nella Svezia degli anni 60...
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