Mr. Beaver

Mr. Beaver


Jodie Foster

Drammatico | Usa
(2011)

Discesa agli inferi e risalita di un’insospettabile famigliola dell’upper class newyorkese, lacerata da incomprensioni, frustrazioni e fragili tregue a guerre di fin troppo lungo corso.

Il narratore extradiegetico, figura tradizionale del racconto fiabesco, anche nella sua sfumatura nera, ci introduce Walter Black (Mel Gibson), amministratore delegato di una company di giocattoli; sua moglie Meredith (Jodie Foster) è un’architetto che lavora preferibilmente di notte, in video-conferenza, per poter mandare avanti la baracca traballante di giorno, completata dall’irrequieto e talentuoso Porter e dal piccolo Henry, una simpatica e taciturna cascata di capelli biondi.

Walter ha un problema ereditario: come suo padre e suo nonno, soffre di depressione e la trasmissione del gene maligno tiene in angoscia anche i due pargoli.

Quando a separare la vita, di Walter, dalla morte resta appena una quarantina di metri di caduta libera dal balcone all’asfalto, esce fuori il coniglio dal cilindro ovvero il castoro dalla spazzatura cui il mite peluche era stato ingiustamente destinato.

 Inizia il nuovo corso la cui parola d’ordine è “tagliare col passato e riprendersi la propria vita”, sotto l’occhio magari un po’ troppo fisso ma comunque vigile di “Mr Beaver”, il babacio da passeggio che come un’arma bionica si estende sul braccio sinistro di Walter e parla con la sua voce, come un pessimo ventriloquo.

Così dal narratore del racconto in terza persona passiamo al virus che “abita” nella bocca del nostro eroe, in un cortocircuito comunicativo che in parte simula e replica la patologia della schizofrenia e del bipolarismo. In attesa di un lieto fine che non può essere senza conseguenze.

Diciassette anni dopo lo scoppiettante “Maverick” (Richard Donner, 1994) si ricostruisce una delle più enigmatiche coppie hollywoodiane: Mel Gibson e Jodie Foster che, del film, è anche la regista.

“Mr. Beaver”, infatti, è anche la testimonianza di un affetto, quello della Foster, per il vecchio amico Mel in un momento decisamente problematico della sua vita (l’alcol, la violenza domestica, il divorzio, le polemiche a non finire…) che ha reso problematica anche l’uscita stessa del film le cui riprese erano iniziate già nel 2009.

A conti fatti “Mr. Beaver” è un buon film sia come storia in sé sia per la valenza oggettiva del racconto della depressione, solo da recente riconosciuta come malattia sociale.

Ottima la fotografia, con una palette di colori che ha coniugato tutte le variazioni del blu (che per antonomasia è il colore della tristezza, “feeling blue”) e del furore espressivo dei rossi, nei graffiti della tormentata coprotagonista Norah (Jennifer Lawrence), fidanzata di Porter.

Ottima anche l’intesa tra Mel e Jodie che costituiscono una credibile coppia di mezza età in crisi; al riguardo, è doverosa una menzione speciale per Mel Gibson che, dovendo interpretare due personaggi disturbati, si è trovato a dar voce a ben quattro tipi psicologici diversi, quasi una sorta di “Zelig”.

Molto curate, infine, le musiche originali di Marcelo Zarvos che in massima parte riecheggiano i violini fintamente allegri di Montmartre e che, nel finale, prendono il corpo dei Radiohead e la voce intellettualmente depressa di Thom Yorke nel ripescaggio di quel piccolo capolavoro che è “Exit Music (for a film)” estratto dalla tracklist del paradigmatico “OK Computer”.

Dopo tanti eroi positivi dell’animazione, arriva quindi il perfido Mr. Beaver che un po’ ci ha ricordato un altro cattivone targato Pixar, Lotso Grandi Abbracci (“Toy Story 3 – la grande fuga”, Lee Unkrich, 2010).

Ci spiace che Jodie Foster non abbia avuto il coraggio di sviluppare un altro personaggio che aveva tutte le carte in regola per conquistare i nostri cuori: la cacca-mobile. Peccato, ma bene uguale.

22/05/2011

Cast e credits

Titolo Originale
The Beaver
Distribuzione
Medusa
Durata
91'
Produzione
Summit Entertainment - Participant Media
Sceneggiatura
Kyle Killen
Fotografia
Hagen Bogdanski
Scenografie
Mark Friedberg – Rebecca Meis De Marco
Montaggio
Lynzee Klingman
Musiche
Marcelo Zarvos
Costumi
Susan Lyall

Trama

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