Nella casa

Nella casa


François Ozon

Thriller | Francia
(2012)

Nell’incipit di “Dans la maison” c’è una eloquente contrapposizione: da un polo il professore di francese Germain, inchiodato in solitudine in un’ampia e asettica stanza; dall’altro una sconfinata quantità di giovani studenti che invadono indistinguibili lo schermo, fino a dimezzarsi, raggiungere un numero esiguo, annullarsi.

E’ una dichiarazione d’intenti: la sfitta area – interna ed esterna – del professore necessita di essere agghindata da una appendice che possa completare una esistenza tanto impeccabile quanto debilitata da tempo (esistenza conforme a quella della moglie Jeanne). La cerca nell’alunno Claude, anomalo e sfuggente rispetto ai compagni di classe omologati, secondo il distaccato insegnante, a una catena generazionale di scarso interesse.

Il percorso ha inizio nella scuola dedicata a Gustave Flaubert, ma quello di agire in nome del grande scrittore è forse il primo grande inganno architettato nei confronti dello spettatore: che l’Educazione Sentimentale del giovane Claude sia agli antipodi di quella di un personaggio tipico flaubertiano è sottolineato dallo stesso Germain attraverso l’azione di giudicare o meno i protagonisti del proprio romanzo, ma del resto il giovane protagonista del film quasi sembra rinnegare una qualsiasi possibilità personale di possedere Un Cuore Semplice.

Alla base del film c’è una commedia teatrale spagnola di Juan Mayorga, “Il ragazzo dell’ultimo banco”; non è la prima volta che François Ozon adatta un testo teatrale – vedi il riuscito “Gocce d’acqua su pietre roventi” da Fassbinder.

Il disegno del film è orchestrato basandosi su un incessante meccanismo di antitesi, dove ogni persona, elemento, oggetto ha non soltanto un opposto, ma talvolta dei sinonimi menzogneri fino a sfociare qua e là in una incertezza tra reale e irreale, concreto e immaginato, sembianze ambigue più volte proposte e sovente rilanciate.

Il canovaccio del “Teorema” pasoliniano è smentito presto dall’azione di Claude (al contempo narratore e protagonista della sua stessa storia, vittima e carnefice), che non riesce a mantenere quell’algido spirito di distruttore borghese ma, al contrario, la sua partita rischia di scottarlo in prima persona. Di certo resta una incapacità di base che, a conti fatti, non riesce a scardinare la piatta oppressione del vivere quotidiano borghese: Claude Chabrol è sfiorato in più di una occasione, ma resta sardonicamente a debita distanza.

E’ per Ozon quasi una resa di fronte alle possibilità reali di amministrare un genere cinematografico come il thriller. Il congegno dell’autore è escogitato in modo impeccabile, con grande scrupolosità. La stessa certosina accortezza con la quale il giovane ricama le sue parole, ornando e rafforzando il suo racconto fin dai più nascosti particolari.

A differenza di altre pellicole con analoghi spunti di partenza, essendo quello tra allievo e insegnante un rapporto di reciproca trasmissione – laddove il giovane indossava le vesti di angelo sterminatore – a un certo punto del racconto Germain non si accontenta di fare da spettatore e, come in un film di Woody Allen (che a sua voltà si ispirava dichiaratamente a “Il posto delle fragole” di Ingmar Bergman), si materializza nella creazione di Claude, approdando fisicamente nell’impianto narrativo. E’ qui che il film mescola e confonde con maggior frequenza realtà e finzione – il montaggio amplia le ellissi – ed è qui che ha forse i suoi momenti meno risolti. Il metodo chiarifica la sua portata teorica: la giocosa riflessione sulle metodologie narrative attenua il piacere del puro racconto, sebbene condotto da una squadra di attori di prim’ordine (Fabrice Luchini su tutti).

I due protagonisti risultano sconfitti e non resta loro che cercare vita nelle messinscene future. L’illusione prevale sul piacere e il film finisce con l’essere soprattutto una interessante e stimolante variazione sull’abusato tema del cineasta-spettatore voyeur.

20/04/2013

Cast e credits

Titolo Originale
Dans la maison
Distribuzione
Bim Distribuzione
Durata
105'
Produzione
Ci, FOZ, France 2 Cinéma, France Télévisions, La Banque Postale Images 5, Mandarin Films, Wild Bunch
Sceneggiatura
François Ozon
Fotografia
Jérôme Alméras
Scenografie
Arnaud De Moleron
Montaggio
Laure Gardette
Musiche
Philippe Rombi
Costumi
Pascaline Chavanne

Trama

Un ragazzo di 16 anni si insinua nella casa di un suo compagno di classe per trovare ispirazione per i suoi componimenti scolastici. Colpito dal talento e dall'indole insolita dello studente, il suo professore di francese ritrova il gusto dell'insegnamento, ma l'intrusione scatenerà una serie di eventi incontrollabili.
L’Estranea
L’Estranea

Dopo “La valle dei sorrisi” Paolo Strippoli continua a esplorare la possibilità di contaminazione delle forme del cinema operando uno scatto in avanti rispetto alla capacità di sfruttare le potenzialità del linguaggio cinematografico. La suggestione visiva prevale sul disegno d’insieme ma le ambizioni rimangono intatte. Ottima la prova degli interpreti su cui svettano Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi

Digger
Digger

Un'opera dalla regia rigorosa e viscerale, che conferma la densità stilistica di Iñárritu. Pur con qualche ridondanza strutturale che ne frena la tensione drammatica, il film offre un'efficace e lucida decostruzione psicologica dei personaggi

Her Private Hell
Her Private Hell

Nicolas Winding Refn torna al lungometraggio con un’opera visivamente magnetica che interroga la paternità tra protezione, controllo e possesso. Ma nel tentativo di decostruire la figura del padre, Her Private Hell rischia di trasformare quella della figlia nell’ennesimo oggetto del proprio sguardo

Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio
Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio

"Heart of the Beast" di David Ayer è l'ultimo di una serie di film che raccontano la wilderness americana rispolverando il mito della frontiera. Ne risulta un film di sopravvivenza in cui lo spazio dell'azione è affiancato da una contemplazione rispettosa del creato in ogni sua forma, retto sull'interpretazione tutta fisica di Brad Pitt

Una storia
Una storia

"Una storia" di Anna Foglietta ha ottime premesse e può contare sulla bravura dei due protagonisti, ma non convince del tutto: la scelta di raccontare questo dramma familiare attraverso una regia estremamente statica, inquadrature fisse e lunghi silenzi finisce per appesantire il ritmo

Possible Love
Possible Love

VENEZIA 83 - Otto anni dopo "Burning", Lee Chang-dong torna con un altro dramma in cui affronta questioni che sono al contempo di bruciante attualità e universali: la disparità di classe e la verità dei sentimenti. Un'opera densa e stratificata che può vantare anche uno straordinario quartetto di attori, premiata con il Leone d'Argento - Gran Premio della Giuria

Palestina 36 – Quando tutto ebbe inizio
Palestina 36 – Quando tutto ebbe inizio

Palestina, 1936, durante il protettorato britannico. Un villaggio di palestinesi cristiani vede le proprie terre sottratte per far posto a una colonia ebraica. Il film racconta con efficacia la rivolta che segue, pur in maniera a volte didascalica

Resident Evil
Resident Evil

Con un reboot radicale, Zach Cregger tradisce la lore del videogioco per abbracciarne la geometria formale. Tra luci espressioniste, spazi claustrofobici e montaggio sincopato, i tropi del survival horror diventano stile. Pur prevedibile nella scrittura, il film è un horror solido e grottesco.