Neve

Neve


Stefano Incerti

Noir | Italia
(2014)

Un uomo viaggia solo sulle strade della provincia abruzzese, tra le montagne coperte di neve. Mentre sosta per riposarsi incontra una giovane donna scaricata brutalmente da un’auto di lusso.

L’ultimo film di Stefano Incerti ha un inizio piano, elementare e mette subito in scena i tre personaggi principali che agiscono all’interno dello sviluppo narrativo: due umani e un terzo metaforico.

 

I due personaggi umani sono appunto un uomo e una donna. Donato è alla ricerca di qualcosa, di una speranza per una nuova vita (soprattutto per salvare la propria figlia), un infermiere che lavora in carcere e che diventa depositario di un segreto. Invece, Norah tenta una fuga da ferma da un giro di traffici illeciti, fatto di droga, ricatti e violenza. Il terzo personaggio è la neve che imbianca il paesaggio e  accompagna i due protagonisti, una neve che copre non solo le montagne, le strade, ma soprattutto immobilizza il tempo e lo spazio, crea un altrove dove Donato e Norah s’incontrano, si muovono, mangiano, si guardano, dormono in anonime stanze di albergo.

 

Stefano Incerti – a distanza di quattro anni dal suo ultimo lavoro “Gorbaciof” – racconta un’altra storia liminare e minimale, un piccolo noir che gioca sui contrasti tra gli interni claustrofobici – le auto, le stanze di albergo, i negozi – e il paesaggio, un vero e proprio genius loci, che dà la cifra stilistica e la struttura spaziale ed emotiva dell’opera.

Questo viene riaffermato dal regista nella messa in quadro con l’utilizzo costante di primi piani e di riprese strette, quando siamo negli interni, oppure di campi lunghi quando si tratta di riprendere le montagne innevate o le strade dei paesi sia di giorno che di notte.

 

Del resto “Neve” è un film che parla di morte fisica e morale, che colpisce non solo i due protagonisti, ma è all’interno stesso della messa in scena, dove la neve dona un senso tombale ai luoghi (e la cocaina è altra neve che porta dolore e morte). In modo esplicito, questo sentimento di morte viene rafforzato, nella parte finale del film, dalla sequenza notturna all’interno del cimitero –  che opera come sineddoche del tema trattato –  suggestiva e risolutoria per la vicenda di Donato e Norah.

 

Un altro elemento interessante è anche la scelta di ridurre all’osso i dialoghi e concentrarsi sulle immagini dei luoghi e dei volti di Donato e Norah (operazione che aveva condotto in modo molto più originale in “Gorbaciof“).

Purtroppo però ciò avviene solo nella prima parte: la sceneggiatura si riempie di dialoghi a volte ridondanti e fin troppo telefonati nello sviluppo narrativo. Infatti, “Neve” ha una seconda parte più debole e convenzionale e anche l’effetto sorpresa è modesto per una soggetto che si risolve in poca cosa. Certo, il finale è un colpo di coda, dove intelligentemente, rimane aperto così da lasciare lo spettatore con il dubbio di quello che accadrà dopo il nero dell’ultima inquadratura.

 

L’altro punto debole di un film che si basa su soli due protagonisti è proprio l’interpretazione degli attori che non riescono a rendere lo spessore necessario ai due personaggi. Il casertano Roberto De Francesco (Donato) e la italoafricana Esther Elisha (Norah) non sempre riescono a reggere i continui primi piani della macchina da presa e a tratti la loro recitazione sembra rigida e artefatta, rendendo due figure sfuocate e bidimensionali Donato e Norah. A titolo di esempio citiamo la sequenza del ferimento al braccio sinistro di Donato, dopo un sconto con gli sgherri dello spacciatore di droga, e la successiva scena dove Norah ricuce il braccio su indicazione di un dolorante Donato.

“Neve” alla fine risulta un’opera irrisolta, riuscita a metà, dove la scelta dell’essenza dell’immagine doveva essere maggiormente sorretta da una sceneggiatura più densa e da attori che riuscissero a far emergere le emozioni interiori dei personaggi.

13/12/2014

Cast e credits

Titolo Originale
Neve
Distribuzione
Microcinema
Durata
90'
Produzione
Eskimo
Sceneggiatura
Stefano Incerti, Patrick Fogli
Fotografia
Pasquale Mari, Daria D’Antonio
Scenografie
Renato Lori
Montaggio
Dario Incerti
Musiche
Francesco Galano
Costumi
Ortensia De Francesco

Trama

Donato e Norah s’incontrano per caso in una strada di montagna. Lui è alla ricerca di una speranza per salvare la figlia malata, lei è in fuga da uno spacciatore di droga che la tiene legata a sé con la violenza. L’incontro di due persone allo sbando alla ricerca di un riscatto individuale. Un viaggio interiore in un paesaggio immerso nella neve.

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