Non pensarci

Non pensarci


Gianni Zanasi

Commedia | Italia
(2007)

Sposando apparentemente l’idea portante della classica commedia all’italiana, Gianni Zanasi in realtà si sbarazza ben presto di una linea narrativa risaputa, appoggiandosi ad uno stile audio-visivo difficilmente catalogabile, a cominciare dal flusso sonoro inedito per il nostro cinema: la colonna sonora spazia tra il punk e l’indie, da Giuseppe Verdi a Ivan Graziani.

Quasi un’ideale e vincente incrocio tra i toni semi-fiabeschi di “Pane e tulipani” di Silvio Soldini e la panoramica sociale del Paolo Virzì di “Tutta la vita davanti”.

A sorprendere è innanzitutto la filosofia di un regista che lascia spazio a una storia, a personaggi centellinati mirabilmente eppur così veri, asfaltando il terreno con un tono capace di strappare spesso e volentieri la risata (quella amarognola in primo luogo, non disdegnando quella liberatoria) ma così immerso in una costate malinconia da farsi poetica. Si direbbe un tocco d’autore di vecchio stampo, dove l’impronta di chi dirige viene fuori non in maniera premeditata, ma assemblando l’insieme con la massima naturalezza: una regia che “evapora”.

“Non Pensarci” dice tante cose senza alzare mai la voce: i toni declamatori e urlati di certo cinema italiano si dipingono di una comicità soffusa e tagliente, attraverso squarci di malinconia a tratti addirittura surreale.

Già di per sé, l’idea del musicista punk (figura di certo non tra le più gettonate del cinema italiano) che torna a “fare i conti con il suo passato” è sulla carta tanto semplice quanto vincente.

Gianni Zanasi descrive una provincia e un’idea di famiglia non certo idilliaca, tanto che il nucleo portante della nostra società ne esce a pezzi. La storia poteva svolgersi a Rimini come altrove, al punto che la città emiliana si limita a fare da sfondo ad attori che, invero, appartengono ciascuno a diverse regioni italiane.

Alla fine del suo cammino, Stefano assume la consapevolezza di chi vuole sì un gran bene ai suoi genitori e a fratelli pur così diversi da lui, ma altrettanto appurata ne esce l’idea dell’impossibilità di poter emergere e dirsi vincente in un microcosmo provinciale alla lunga opprimente. Perché spesso crescere arreca quasi esclusivamente danni; e pazienza se, in alternativa, la vita non regala illuminanti certezze.

La caratterizzazione dei personaggi è azzeccatissima: attraverso gesti quotidiani e (soprattutto) debolezze, emergono man mano figure che non si prestano a giudizi affrettati ma, anzi, ognuno di essi contiene innumerevoli sfumature che ci dicono di come una presunta tranquillità esterna possa nascondere delusioni e segreti: un grande bozzettismo, con momenti e situazioni talvolta sospese e lasciate evolvere fuori campo. Insomma: quanto di più lontano si possa pensare dall’idea di macchiettismo. Tutto esce fuori ma l’impossibilità del cambiamento è più forte di volontà e ragioni. Stefano si abbandona definitivamente a un futuro che magari non potrà essere glorioso come lo aveva sognato, ma migliore di una vita vissuta con il freno a mano.

Tutti noi, sembra dirci il regista, dentro siamo coscienti del proprio io, mai amalgamato, però, alle strade semplici e riconciliatorie.

In un cast straordinariamente affiatato (Giuseppe Battiston e Anita Caprioli sono ormai delle certezze, ma anche tutti gli altri andrebbero applauditi con convinzione) spicca Valerio Mastandrea. Si dice che l’attore romano reciti quasi sempre lo stesso ruolo. Può darsi, ma la sua spontaneità, l’ironia innata, le impagabili espressioni stampate sul suo volto comune eppure raro, vengono qui rese magnificamente e possono rendere giustizia a un attore non soltanto simpatico, ma dall’enorme bravura.

In una delle sequenze finali, Stefano dice alla madre: “E’ un momento in cui tutti devono dire la verità? E la dovete dire a me?”. Forse è per questo che “Non Pensarci” è da annoverare tra i rari gioielli del nostro cinema contemporaneo: dice la verità con una impronta personalissima.

05/05/2008

Cast e credits

Distribuzione
01
Durata
105'
Produzione
Pupkin Production e ITC Movie in collaborazione con La7
Sceneggiatura
Gianni Zanasi, Michele Pellegrini
Fotografia
Giulio Pietromarchi

Trama

Stefano Nardini, trentaseienne di Rimini trapiantato a Roma, ha un passato da stella del punk-rock indipendente. In crisi creativa e tradito dalla sua donna, torna nella natia Rimini, dalla sua famiglia, in cerca di pace e riflessioni: non sarà cosi' semplice come immaginava.
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