Peaky Blinders – The Immortal Man

Peaky Blinders – The Immortal Man


Tom Harper

Drammatico | Regno Unito
(2026)

Tutto quello che ha un inizio ha anche una fine, comprese le avventure di Thomas Shelby, carismatico leader di una famiglia criminale di Birmingham tra le due guerre (letteralmente, come vedremo). Per capire quanto il personaggio sia iconico basta cercare online i vari tutorial su “come comportarsi con lo stile di Thomas Shelby”, senza contare che l’attore che lo interpreta, il grande Cillian Murphy, è diventato una star di prima grandezza esattamente negli anni in cui la serie è andata in onda (2013-2022).

Il film ha come scenario la Seconda guerra mondiale, in particolare un raffinato piano della Germania di inondare l’Inghilterra con banconote false per far schizzare alle stelle l’inflazione e distruggerne l’economia. Ora: ricordando che la serie è non solo ambientata in Inghilterra, ma proprio prodotta dalla Bbc, e aggiungendo il fatto che il nazionalismo inglese (e non solo) è a livelli ancora più testosteronici del solito, non ci sorprende che fin dall’inizio del film si dica a chiare lettere che l’Inghilterra è l’unico baluardo contro il nazismo, quindi salvarla dalle banconote false equivale a salvare l’umanità. E quale uomo, sostanzialmente da solo, si accollerà questa missione? Avete indovinato.

Il problema di questi presunti antieroi, che serpeggiava già nella serie, è che non sono mai cattivi fino in fondo, devono esserlo abbastanza da essere cool, ma anche sostanzialmente pro status-quo per non inquietare lo spettatore di riferimento. Ad esempio, nel film, oltre alla trama spionistico-criminale abbiamo anche l’evoluzione del rapporto con il figlio Duke (il sempre valido Barry Keoghan) nuovo capo dei Peaky Blinders, in teoria così malvagio da richiedere l’intervento del padre, ma che in pratica dopo i primi dieci minuti vediamo quasi solo fare buone azioni o almeno provarci. 

Ci sono però due nodi tematici interessanti che ci ricordano l’originalità di “Peaky Blinders”. Il primo è la componente rom: le origini del protagonista sono centrali e frontali nel film, così come lo sono state in alcuni dei momenti migliori della serie. Questo fa sì che non sia mai solo una questione di soldi e potere, ma anche di sangue e antiche regole non scritte e sogni e profezie, una miscela narrativamente molto potente. Il secondo aspetto è il trauma persistente della Prima guerra mondiale. Sono passati più di vent’anni, siamo nel pieno della Seconda guerra mondiale con tanto di bombardamenti a Birmingham, e ancora Shelby e i suoi coetanei sono inchiodati a quelle trincee, a quei tunnel, a quei morti. Non si può dimenticare quello che non si è mai accettato.  Del resto “The Immortal Man” è il titolo dell’autobiografia che Shelby sta scrivendo, sentendosi sopravvissuto agli amici, alla famiglia, a tutto.

Formalmente l’onesto mestierante Tom Harper, già regista di episodi della serie (che comunque rimane una creatura di Steven Knight), ci tiene a farci capire che siamo passati a un film (pur destinato al piccolo schermo), creando scenografie più ampie e non lesinando sulle esplosioni. Anche la fotografia è curata, con dei bei momenti di luce a fendere la tipica palette “grigio e marrone nella notte” tipica della serie. Sempre il contrasto con questa palette valorizza le due sole eccezioni rosse, di estrema importanza narrativa. Il punto di forza rimane però, come per la serie, la colonna sonora, che qui è molto presente e plasma le scene, con una forte presenza dei Fontaines D.C. e due ottime versioni di grandi classici dei Massive Attack. Complessivamente i fan ritroveranno qua in pieno l’atmosfera della serie, ma al posto  dell’epicità che loro desideravano e che Tommy probabilmente meritava, ci troviamo di fronte a una coda fatta bene e niente di più.

28/03/2026

Cast e credits

Distribuzione
Netflix
Durata
112'
Produzione
BBC Film
Sceneggiatura
Steven Knight
Fotografia
George Steel
Scenografie
Jacqueline Abrahams
Montaggio
Mark Eckersley
Musiche
Antony Genn
Costumi
Alison McCosh

Trama

Thomas Shelby deve evitare che il figlio entri in combutta con i nazisti
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