Final Destination 5

Final Destination 5


Steven Quale

Splatter Horror, Thriller | Usa
(2011)

Il franchise horror di “Final Destination” arriva al suo quinto episodio, per chi non conoscesse i meccanismi del gioco funziona così: un grande incidente che stronca innumerevoli vite apre la scena del film, il quale poi si avvolge su se stesso mostrando il protagonista designato  (in questo caso Nicholas D’Agosto nei panni di Sam) mentre si riprende dalla orrorifica visione in cui tutti i suoi compagni erano deceduti. Il tutto era avvenuto solo nella sua mente, ma  una serie di piccoli dettagli che avevano preceduto la tragedia nella visione inizieranno a concretizzarsi. Egli darà di matto e nel tentativo di fuga dall’imminente avvenimento porterà con se una manciata di compagni. Quando poi i personaggi scampati all’orrore collettivo inizieranno a morire l’uno dopo l’altro in incidenti accanitamente splatter comincerà a farsi largo nelle loro menti che forse alla morte non è possibile sfuggire.

La serie che segue la linea per cui “la morte non ama essere ingannata” prosegue col suo solito tono splatter umoristico replicato ancora una volta con una sola principale novità rispetto ai precedenti episodii della saga: il morituro potrebbe sfuggire alle grinfie della nera signora nel caso in cui trovasse un sostituto, in altre parole “uccidi o sarai ucciso”. Quest’elemento inserito incidentalmente – consentendo così alla produzione di dar vita alla più lunga e noiosa scena d’azione della pellicola – rischia di far crollare l’intera architettura del film nella contraddizione per cui alla morte non si sfugge, ma anche sì. Anche sì, ma anche no: chi vivrà – arrivando in fondo alla pellicola senza morire di noia – vedrà.

La struttura delle scene più strettamente horror è di volta in volta costruita sempre sulla stessa falsariga: minimi eventi premonitori si manifestano (soffi di vento che fanno tremare candele, leggeri sbalzi di tensione elettrica, piccole perdite d’acqua che si accumula di goccia in goccia, etc. etc.); il personaggio morituro ha una breve, spesso insensata, premonizione che lo spaventa; una falsa sensazione di sollievo lo pervade; infine, l’orrore accade nel modo più splatter che le condizioni ambientali possano permettere.

Supponendo di non aver visto nessun altro episodio della serie questo sequel/prequel “Final Destination 5” è godibile come film dalle poche pretese e dall’orrore limitato a circoscritte scene. Con questo popcorn movie certo non lascia il segno l’esordio alla regia sul grande schermo di Steven Quale (già second unit director in film di James Cameron quali “Titanic” e “Avatar“) che timidamente segue tutte le linee principali del franchise senza innovare, ma rispettando anche registicamente un determinato ordine e taglio di inquadrature che ha accompagnato l’intera saga ricordando, a chi ha buona memoria, solo per pallida e lontana luce riflessa i bagliori oscuri del primo episodio. La 3D exploitation che aveva agguantato il precedente “The Final Destination” si impossessa anche di questa pellicola.

03/10/2011

Cast e credits

Titolo Originale
Final Destination 5
Distribuzione
New Line Cinema
Durata
92'
Produzione
Craig Perry, Warren Zide
Sceneggiatura
Eric Heisserer
Fotografia
Brian Pearson
Scenografie
David Sandefur
Montaggio
Eric A. Sears
Musiche
Brian Tyler
Costumi
Jori Woodman

Trama

Ancora una volta sfuggire alla morte è difficile. Sam ci proverà in tutti i modi in un continuo inseguimento 3D
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