Ondacinema

recensione di Eugenio Radin
4.0/10

Sei anni dopo le vicende rappresentate nel precedente capitolo, nella sala giochi che fa da cornice narrativa alle avventure videoludiche di Ralph, Vanellope e dei loro amici, arriva finalmente internet: un luogo misterioso, immenso e sperduto, dove forse è meglio non addentrarsi. Ma nonostante i ripetuti avvisi, il nostro "spaccatutto" farà ancora una volta di testa sua e s'inoltrerà, assieme alla sodale amica, nei labirinti del web, alla ricerca di un nuovo volante per Sugar Rush, gioco che altrimenti rischia la disintallazione, con tutte le conseguenze negative che questo comporterebbe per i personaggi che lo abitano.

Paradossalmente, rispetto ai precedenti lavori Disney, l'ambientazione di questo "Ralph spacca internet", nel suo essere un'esplorazione fantastica di un mondo quanto mai intangibile qual è quello virtuale, sembra possedere un sapore di realtà molto più intenso. Questo non soltanto perché molti degli ambienti e dei personaggi che qui ritroviamo sono gli stessi che abitano la nostra quotidianità: dai motori di ricerca, ai social network, alle piattaforme per gli acquisti online, fino ad arrivare agli svariati pop-up, virus e messaggi di spam; ma soprattutto perché è la nostra stessa quotidianità a essere sempre più informatizzata e ad assumere sempre più il carattere della virtualità.
La virtualizzazione del reale, l'alienazione informatica, la perdita di contatto con la realtà concreta e altre forme di caverne che platonicamente invadono sempre più il nostro vivere contemporaneo - e che il cinema già da tempo ha iniziato a tematizzare, partendo da film ormai miliari come "Matrix" per arrivare al più recente esperimento spielberghiano di "Ready Player One" -, non sono però il focus di questo nuovo capitolo delle vicende di Ralph, così come non lo erano state del precedente: d'altra parte l'estromissione della prospettiva del videogiocatore, che qui non è quasi mai presente a differenza del film di Spielberg, esclude qualsiasi riflessione al riguardo.

Eliminata ogni interazione tra reale e virtuale, l'universo web diventa l'unica realtà possibile, rappresentata come un labirinto nel quale lo spettatore è portato a passeggio, attraverso palazzi magici (come quello che ospita la grande asta di e-bay), sketch divertenti o pericoli invisibili, che rimangono però molti meno rispetto alle effettive insidie della rete - con tutti gli spunti che l'ambientazione poteva fornire, manca ad esempio un vero villain e alcune trovate (il deep web, lo spamming) sembrano non essere state sfruttate quanto meritavano dagli sceneggiatori.
Di tutto ciò la casa di Topolino approfitta invece per costruire una grande vetrina di se stessa dove mettere in mostra tutte le sue nuove proprietà, in un siparietto metacinematografico che riunisce in una sola scena le principesse dei classici Disney, i supereroi Marvel e le guardie imperiali di Star Wars e che è forse uno dei momenti più divertenti dell'intera narrazione.
Per il resto infatti il film si risolve in una grande caccia all'easter egg e a chi riconosce più brand, in un gioco che può sicuramente intrattenere e divertire un certo tipo di pubblico, assuefatto all'uso di smartphone e tecnologie digitali, ma che difficilmente potrà interessare il pubblico dei più piccoli a cui invece parecchie battute scontate e il clima di generale spensieratezza sembrano rivolgersi.

In questo generale gioco di rimandi e di citazioni la trama invece sembra perdersi completamente: gli snodi narrativi risultano essere davvero minimi e poco interessanti, salvo cercare di recuperare, sul finale, una morale piuttosto scontata e non dissimile a quella già raccontata nel 2012, salvo il fatto che qui non si dà alcuno spazio alla riflessione sul diverso, sull'altro, sull'escluso. Rimane l'amicizia, che vince su tutto, anche sulla distanza e sul distacco.
È un errore però, e anche piuttosto grosso, ritenere che il fatto di ambientare la vicenda in universo più vicino a quello della quotidianità del proprio pubblico sia una mossa che, da sola, può reggere il peso di un lungometraggio. Se questo è il risultato infatti, allora boschi fatati, mondi lontani e animali che parlano diventano un passato verso il quale guardare con nostalgia.


03/01/2019

Cast e credits

regia:
Rich Moore, Phil Johnston


titolo originale:
Ralph Breaks The Internet


distribuzione:
Walt Disney Pictures


durata:
112'


produzione:
Walt Disney Animation Studios, Walt Disney Pictures


sceneggiatura:
Phil Johnston, Pamela Ribon


fotografia:
Nathan Detroit Warner, Brian Leach


scenografie:
Cory Loftis


montaggio:
Jeremy Milton


musiche:
Henry Jackman


Trama
Ralph e Vanellope si inoltrano nel complesso mondo del web per ricercare un pezzo di ricambio per il gioco Sugar Rush. Lì inizierà una nuova avventura.