Scappa – Get Out

Scappa – Get Out


Jordan Peele

Horror, Thriller | Usa
(2017)

Charlie è nero, orfano, melanconico e con un passato di stenti alle spalle. Rose è bianca, solare, vivace e rampolla di una famiglia dell’altissima borghesia wasp. Nonostante le differenze, il loro amore è così intenso e sincero che li spinge presto alla prova dei suoceri. Dopo appena qualche mese di relazione romanticamente idilliaca, Charlie viene invitato nell’imponente magione degli Armitage, immersa in un lussureggiante bosco dell’Alabama, per conoscere la famiglia dell’amata: il fratello eccentrico, la madre seraficamente suadente e il padre che, giura, “avrebbe voluto votare Obama per il terzo mandato consecutivo”. Ad accoglierlo, però, il ragazzo trova anche una cameriera e un giardiniere afroamericani dai modi bizzarri e scostanti, la cui presenza suggerisce un’inquietudine pronta a deflagrare quando gli Armitage aprono le porte della loro casa a un gruppo di amici ricchi, borghesi e, naturalmente, bianchi.

Indovina chi viene a cena? O invito a cena con delitto? L’attore comico Jordan Peele, del duo televisivo Key & Peele, esordisce dietro la macchina da presa con un thriller orrorifico che, partito in sordina, è destinato a far parlare di sé. Raramente, infatti, un film di genere, orgogliosamente di serie B, si dimostra capace di leggere il quotidiano in maniera così profonda ed efficace, facendosi felice metafora (o meglio, specchio) del presente. Nell’America post-obamiana del Black Lives Matter, invece, “Scappa – Get Out” acquista rilievo e pregnanza proprio perché riesce a mettere a fuoco e tematizzare tre punti nodali della questione razziale contemporanea, con uno sguardo più lucido e militante di quanto possa sembrare a una visione approssimativa.

Innanzitutto, il film è una denuncia contro il razzismo strisciante di cui è ancora profondamente intrisa la società statunitense, come testimoniano atrocemente i troppi casi di cronaca degli ultimi mesi. In secondo luogo, ponendo a più riprese l’accento sull’ossessione degli Armitage per la fisicità del protagonista e degli altri personaggi black, Peele smaschera le ipocrisie e le manchevolezze della borghesia progressista Usa, i cui sforzi di comprensione e accettazione dell’alterità si riducono a manifestazioni di bieco patronizing e di negazione identitaria. Come inevitabilmente succede, parafrasando Gramsci, quando una cultura egemonica vuole imporre il proprio modello a una cultura subalterna, intestandosi le battaglie e le rivendicazioni di una minoranza. Proprio per questo, in ultima istanza, l’autore propone un monito contro le derive della passività della comunità afroamericana. I corpi dei personaggi di colore che compaiono nel film sono – letteralmente – involucri vuoti, privati di ogni individualità e di ogni carattere significante. Solo ribellandosi, anche violentemente, a questo stato di apatia e rassegnazione, Charlie potrà scampare allo stesso destino di alienazione. Non a caso, i momenti più pericolosi per il ragazzo sono quelli in cui è ricondotto a una dimensione di spettatore immobile e impotente della propria esistenza, attraverso lo schermo del televisore nel seminterrato o, peggio, lo “schermo” del subconscio.

A questo portato critico di pungente acume analitico e di denso valore critico, Peele unisce una sorprendente coerenza stilistica, rifacendosi alla nobile tradizione dell’horror politico degli anni 70 che trova il suo modello archetipico nel romerianoLa notte dei morti viventi“. A differenza di molti horror contemporanei, infatti, “Scappa – Get Out” non procede imperterrito nella rincorsa al gore e allo spavento. Al contrario, tra una citazione di “La fabbrica delle mogli” e di “Rosemary’s Baby“, rinuncia al sangue (fino all’epilogo) e agli effetti speciali per insinuare progressivamente, nelle pieghe di una narrazione solo apparentemente piana, una tensione sottile e penetrante, tanto più disturbante quanto più drammaticamente reale – o quantomeno realistica.

Prodotto per meno di 5 milioni di dollari dalla lungimirante Blumhouse Productions di James Blum, già incoronato come il Roger Corman del nuovo millennio, “Scappa – Get Out” ne ha rastrellati 33 nel primo weekend di programmazione, superando quota 200 milioni al box office mondiale. Alla luce della recente cronaca statunitense, è difficile pensare sia solo un fortunato caso.

07/05/2017

Cast e credits

Titolo Originale
Get Out
Distribuzione
Universal Pictures
Durata
104'
Produzione
Blumhouse Productions, QC Entertainment
Sceneggiatura
Jordan Peele
Fotografia
Toby Oliver
Montaggio
Gregory Plotkin

Trama

Dopo appena qualche mese di relazione romanticamente idilliaca, Charlie - nero e malinconico - viene invitato nell’imponente magione degli Armitage, immersa in un lussureggiante bosco dell’Alabama, per conoscere la famiglia dell’amata Rose - bianca e vivace: il fratello eccentrico, la madre seraficamente suadente e il padre che, giura, “avrebbe voluto votare Obama per il terzo mandato consecutivo”. Ad accoglierlo, però, il ragazzo trova anche una cameriera e un giardiniere afroamericani dai modi bizzarri e scostanti, la cui presenza suggerisce un’inquietudine pronta a deflagrare quando gli Armitage aprono le porte della loro casa a un gruppo di amici ricchi, borghesi e, naturalmente, bianchi.
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