Il resto della notte

Il resto della notte


Francesco Munzi

Drammatico | Italia
(2008)
Le difficoltà della convivenza tra italiani e immigrati: questo ci mostrano le prime sequenze del nuovo film di Francesco Munzi; giunto, dopo quel “Saimir” che aveva ottenuto un’ottima accoglienza critica, alla sua opera seconda. Silvana, moglie di un industriale, sospetta che la loro commessa rumena Marja abbia rubato in casa e decide di licenziarla, malgrado sua figlia sia convinta dell’innocenza della donna. Chi avrà ragione? Il prosieguo del film rivela che non sempre i pregiudizi risiedono da una parte sola.

Costretta a reinventarsi una vita, Marja si ricongiungerà con alcuni suoi connazionali spiantati.

Il solito film italiano, fatto meglio del solito. Non memorabile, ma neanche da sottovalutare. Le accuse di essere un prodotto televisivo non mancheranno, ma “Il resto della notte” ne esce assolto con formula piena. Recitazione sotto le righe, dialoghi impiegati con parsimonia, sentimenti frenati. Merito del regista, che cava il massimo dai suoi non fenomenali attori (a parte uno Stefano Cassetti perfetto nella parte), costringendoli a rendere le più piccole sfumature psicologiche senza ricorrere a gestualità pronunciate e dialoghi retorici.

A sorprendere è anche lo stile: scevro di virtuosismi, anzi fin troppo controllato (con la sua respingente fotografia fredda, opera di Vladan Radovic), mantiene a lungo una buona tensione drammatica e se forse il film non decolla del tutto (in questo senso una maggiore sintesi avrebbe senz’altro giovato) riesce a regalarci un prefinale thrilling davvero mozzafiato. Forse proprio perché ci mostra ben poco di quello che accade.

L’aspetto più controverso, su cui si potrebbe discutere a lungo senza trovare un accordo, è quello relativo alla caratterizzazione sociale dei personaggi. Munzi descrive una società completamente polarizzata, in cui ai borghesi italiani si contrappongono indigenti autoctoni e immigrati; un ceto intermedio non sembra neanche esistere. Si tratta indubbiamente di semplificazioni manichee, che comunque individuano, portandola alle conseguenze estreme, una tendenza oggettivamente in atto che è difficile non notare e che sembrano però contraddette da un (tragico) destino comune che unisce i due poli opposti.

In ogni caso, l’autore non riesce nella dichiarata intenzione di restituire la complessità di una realtà regolarmente semplificata e banalizzata dai mass-media.

Ma se la caratterizzazione dei borghesi non rifugge gli stereotipi (tra cui l’immancabile insoddisfazione esistenziale), il maggiore punto di forza del film è la mancanza di indulgenza (lontanissima dalla consuetudine di altri prodotti analoghi della nostra cinematografia) con cui i reietti sono definiti: carichi di intolleranza xenofoba, impermeabili a ogni tentativo di recupero sociale. Nulla a che vedere col solito schema cattolico moralista peccato-redenzione cui siamo abituati, al cinema come in televisione.

18/06/2008

Cast e credits

Distribuzione
01 Distribution
Durata
101'
Produzione
Bianca Film
Sceneggiatura
Francesco Munzi
Fotografia
Vladan Radovic

Trama

Silvana, la moglie depressa di un industriale di provincia, si convince che Marja, la giovane domestica rumena, ha rubato alcuni preziosi oggetti della casa. Senza alcun preavviso decide dunque di licenziarla. Alla ragazza non resta che tornare a vivere dal suo ex fidanzato Ionut.
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