I sogni segreti di Walter Mitty

I sogni segreti di Walter Mitty


Ben Stiller

Commedia | Usa
(2013)

Dopo essersi divertito davanti e dietro la macchina da presa in polpettoni demenziali come “Zoolander” e “Tropic Thunder” Ben Stiller torna più “serio” e chiude un cerchio avviato col suo film d’esordio, quel  Reality Bites del 1994, tremendamente distribuito col titolo di “Giovani Carini e disoccupati”.

In piena crisi di quasi mezz’età  Walter Mitty tira le somme di quella generazione che all’inizio degli anni novanta si barcamenava in cerca di un lavoro, o meglio, cercava in tutti modi di rimandare un impiego stabile, per tenere in vita i propri sogni. I sogni segreti di Walter Mitty sono proprio quei sogni, oramai scaduti, che ancora riaffiorano sotto forma di azioni eroiche, gesta incredibili e spassosissime (per lo spettatore). Nei momenti meno opportuni, di fronte al nuovo capo, o alla collega Cheryl Melhoff (Kristen Wiig) di cui è infatuato, Mitty improvvisamente “s’incanta”, il corpo resta lì ma la sua mente fugge dall’ansia e si libra verso i cieli della gloria.

Walter Mitty è carino, non più giovane e quasi disoccupato. Una parentesi sul carino: dicesi carino, tutto ciò che non è bello ma neanche brutto. A far la differenza in questo caso gli occhioni celesti di Stiller, non si può far a meno di notare come spesso risaltino dalla combinazione di luci e scenografia. E’ un aspetto secondario, ma colpisce. I ghiacci artici, i grigi cittadini, son pane per l’azzurro degli occhi di Stiller.

Occhi tristi anche, rassegnati. Walter Mitty da sedici anni è impiegato nell’archivio negativi della storica rivista americana “Life” (da qui il doppio senso perso dalla traduzione italiana del titolo originale “The Secret Life of Walter Mitty). E’ in corso un riassetto aziendale e i conseguenti tagli del personale lo vedono progressivamente candidarsi al licenziamento. La copertina dell’ultimo numero cartaceo, prima che la rivista passi definitivamente online, sarà dedicata allo scatto 25, la “quintessenza della vita”,  inviato dal misterioso anacronistico freelance Sean O’Connell (Sean Penn). Mitty ha il compito di recuperarlo, per salvare il posto.

Tratto dal racconto di James Thurber, il film si rivela più una commedia fantastica che sentimentale, e riesce a equilibrare con un buon ritmo situazioni d’imbarazzo grottesche, ormai un classico di Stiller attore, a riscosse oniriche degne del miglior Silver Surfer. Walter Mitty si potrebbe dire quasi un personaggio di fantascienza, uscito da un romanzo di Vonnegut, un eroe triste, non ufficiale, capace delle azioni più straordinarie, con l’unico difetto di non essere mai avvenute. Nella sua vita Mitty non ha fatto niente di rilevante. Il suo profilo su “E-harmony” (sito web di incontri) è vuoto e ignorato. L’unica città che ha visitato è Phoenix e della sua unica vera abilità, lo skateboard, nessuno – salvo il piccolo Rich Melhoff – è a conoscenza. Quando parte in cerca di O’Connell, lo fa senza pensarci troppo, come se i suoi sogni segreti avessero preso il comando. E quando poi in Groenlandia si decide a saltare su quell’elicottero è ancora grazie a uno dei suoi sogni, in una scena memorabile sulle note di “Space Oddity” di David Bowie. Da questo momento l’avventura e il viaggio diventano la ragione d’esistere del protagonista, al di là del compimento dell’impresa. Dalla Groenlandia all’Islanda, fin sulle vette dell’Himalaya, il nostro finalmente eroe degno di questo nome scoprirà che la vita è come si decide di viverla e che il suo profilo E-harmony è stato preso d’assalto.

Un film per tutti, che calibra in modo intelligente ironia, comicità e azione. Alcune scene sono davvero irresistibili. Soltanto in un paio di occasioni esagera nello spiegare l’evidenza. Soprattutto nel finale non resiste alla tentazione di un inutile sermone, visto che inseguire i propri sogni è un messaggio chiaro e senza bisogno di rinforzi. Aspettiamo con curiosità il prossimo passo di Stiller.

21/12/2013

Cast e credits

Titolo Originale
The Secret Life of Walter Mitty
Distribuzione
20th Century Fox
Durata
114'
Produzione
20th Century Fox Film Corporation, Red Hour Films, Samuel Goldwyn Films
Sceneggiatura
Steve Conrad
Fotografia
Stuart Dryburgh
Scenografie
Jeff Mann
Montaggio
Greg Hayden
Musiche
Theodore Shapiro
Costumi
Sarah Edwards

Trama

Walter Mitty (Ben Stiller) lavora per "Life" da sedici anni, ma rischia di perdere il posto dopo aver perso il negativo dello scatto 25, scelto per la copertina della rivista. Per la prima volta nella sua vita compie un'azione coraggiosa e parte alla ricerca di Sean O'Connell (Sean Penn), fotografo freelance autore del famoso scatto. Sostenuto dai suoi sogni segreti e dall'amore per Cheryl Melhoff (Kristen Wiig), Mitty troverà nel viaggio e non nella meta il motivo della sua esistenza.
L’Estranea
L’Estranea

Dopo “La valle dei sorrisi” Paolo Strippoli continua a esplorare la possibilità di contaminazione delle forme del cinema operando uno scatto in avanti rispetto alla capacità di sfruttare le potenzialità del linguaggio cinematografico. La suggestione visiva prevale sul disegno d’insieme ma le ambizioni rimangono intatte. Ottima la prova degli interpreti su cui svettano Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi

Digger
Digger

Un'opera dalla regia rigorosa e viscerale, che conferma la densità stilistica di Iñárritu. Pur con qualche ridondanza strutturale che ne frena la tensione drammatica, il film offre un'efficace e lucida decostruzione psicologica dei personaggi

Her Private Hell
Her Private Hell

Nicolas Winding Refn torna al lungometraggio con un’opera visivamente magnetica che interroga la paternità tra protezione, controllo e possesso. Ma nel tentativo di decostruire la figura del padre, Her Private Hell rischia di trasformare quella della figlia nell’ennesimo oggetto del proprio sguardo

Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio
Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio

"Heart of the Beast" di David Ayer è l'ultimo di una serie di film che raccontano la wilderness americana rispolverando il mito della frontiera. Ne risulta un film di sopravvivenza in cui lo spazio dell'azione è affiancato da una contemplazione rispettosa del creato in ogni sua forma, retto sull'interpretazione tutta fisica di Brad Pitt

Una storia
Una storia

"Una storia" di Anna Foglietta ha ottime premesse e può contare sulla bravura dei due protagonisti, ma non convince del tutto: la scelta di raccontare questo dramma familiare attraverso una regia estremamente statica, inquadrature fisse e lunghi silenzi finisce per appesantire il ritmo

Possible Love
Possible Love

VENEZIA 83 - Otto anni dopo "Burning", Lee Chang-dong torna con un altro dramma in cui affronta questioni che sono al contempo di bruciante attualità e universali: la disparità di classe e la verità dei sentimenti. Un'opera densa e stratificata che può vantare anche uno straordinario quartetto di attori, premiata con il Leone d'Argento - Gran Premio della Giuria

Palestina 36 – Quando tutto ebbe inizio
Palestina 36 – Quando tutto ebbe inizio

Palestina, 1936, durante il protettorato britannico. Un villaggio di palestinesi cristiani vede le proprie terre sottratte per far posto a una colonia ebraica. Il film racconta con efficacia la rivolta che segue, pur in maniera a volte didascalica

Resident Evil
Resident Evil

Con un reboot radicale, Zach Cregger tradisce la lore del videogioco per abbracciarne la geometria formale. Tra luci espressioniste, spazi claustrofobici e montaggio sincopato, i tropi del survival horror diventano stile. Pur prevedibile nella scrittura, il film è un horror solido e grottesco.