The Long Walk

The Long Walk


Francis Lawrence

Fantascienza, Thriller | Usa
(2025)

La fabbrica di storie di Stephen King non si ferma mai, ma soprattutto non si ferma l’hollywoodiana fabbrica di adattamenti da sue opere, che ormai escono a ritmi di tre o quattro l’anno. Stavolta è il turno di uno dei primi libri di King, pubblicato nel 1979 sotto lo pseudonimo Richard Bachman, ma che in realtà è il primo libro da lui scritto, verso la fine degli anni 60. E la premessa è conforme a un tipo di narrativa pulp e senza pretese: in breve un distopico governo americano organizza annualmente una “marcia”, in cui 50 giovani (uno per ogni stato) devono camminare finché possono, fino a che uno solo rimane in piedi, vincendo grandi ricchezze e un desiderio che sarà esaudito. Chi smette di camminare invece viene fucilato sul posto. I partecipanti sono volontari, perché la popolazione vive in un tale stato di miseria che la marcia viene vista come valido strumento di riscatto.

Ora, se ci si pensa più di cinque minuti, il concept non ha molto senso, ma in realtà va bene così e anche nel film tutto viene giustificato con il minimo indispensabile. Per contestualizzare fanno un buon lavoro il look anamorfico vintage e l’ambientazione di un’America anni 70 ridotta a una lunga strada desolata e grigia. E presto arriva anche “il Maggiore”, capo di tutta la baracca e macchietta esagerata incarnata da Mark Hamill, sempre nascosto dalla divisa e gli occhiali da sole ma divertendosi con la voce come il grande doppiatore che è. Con la sua prima apparizione ci spiega qualcosa di più di questa marcia, che sembra allestita per favorire la produttività del paese, affetto da un’“epidemia di pigrizia”. Se, quando scriveva King, la storia era una palese metafora del Vietnam e la leva obbligatoria, in questo adattamento la dittatura militare ha certi tratti di una grande azienda, e usa un linguaggio deumanizzante con termini tipicamente corporativi. E la formula ha comunque una sua attualità evidente, visto che non siamo lontani da “Squid Game” o le abissali challenge di “Mr. Beast” su YouTube.

Ma siccome la situazione non potrebbe presentarsi più lineare di così, il pezzo forte non possono che essere i personaggi e i legami che si creano tra loro. Così vediamo che c’è un’anima da buddy movie nella storia, con diversi personaggi interessanti ma incentrata su i due protagonisti, Ray e Peter. È tutto lavoro da scuola di sceneggiatura (firmata da JT Mollner), con caratteri efficaci, ma non privo di sfumature, come per esempio una velata componente omoerotica. Il che porta a ricordare che questo è un film quasi completamente privo di donne. La marcia è riservata ai maschi, e l’unico personaggio femminile è la madre di Ray, che appare per pochi minuti e non fa molto altro oltre a piangere. Questa assenza sarà forse da rintracciare nell’ambito letterario di partenza, indirizzato a un pubblico maschile, e nel contesto storico dell’invasione in Vietnam. Infatti quello del film è un mondo militarizzato e decisamente sadico, che ci offre una carrellata di fucilate nel cervello, spesso in primo piano. Non è violenza divertente, e tutte le morti hanno un certo peso, perché i personaggi sono ben definiti e riconoscibili anche con molto poco: ricorda in questo quel gran film di “Battle Royale”, dove ogni morte conservava il suo impatto emotivo.

Ma rispetto al classico giapponese, con cui mantiene certe somiglianze, le differenze possono essere considerate punti di forza o difetti a seconda dei punti di vista. “The Long Walk” è per forza di cose più monotono e implacabile (non deraglia davvero mai dai binari della premessa), e nonostante tutta la cattiveria è in realtà molto “americano”; i buoni sentimenti regnano tra i nostri malcapitati: perfino l’unico ragazzo infame fa il giro e si redime cinque minuti prima di arrendersi. Come ci si può aspettare non è un film sottile, e non c’è un singolo tema che non sia enunciato ad alta voce per essere il più chiaro possibile. Ma non è comunque scontata la convivenza tra questo lato molto classico e quello sporco, violento e angosciante sostenuto per l’intera visione. Non è certo uno dei migliori film tratti da King, come ha detto qualcuno oltreoceano, ma d’altra parte neanche il libro è tra i migliori del suo catalogo.

25/04/2026

Cast e credits

Titolo Originale
The Long Walk
Distribuzione
Adler Entertainment
Durata
108'
Produzione
Vertigo Entertainment
Sceneggiatura
JT Mollner
Fotografia
Jo Willems
Scenografie
Nicolas Lepage
Montaggio
Mark Yoshikawa, Peggy Eghbalian
Musiche
Jeremiah Fraites
Costumi
Heather Neale

Trama

In un futuro alternativo, gli Stati Uniti sono una dittatura autoritaria e soffrono di una gravissima depressione economica. Per molti cittadini il solo modo di guadagnare è partecipare all'annuale "lunga marcia" organizzata dal Maggiore. La regola è una sola: si cammina per 300 miglia senza mai fermarsi.
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