Quattro amici a Las Vegas per l’addio al celibato di uno di loro, e una lunga notte di baldoria davanti. A “casa” lo spettro di una vita borghese e grigia, con le fidanzate ossessive che telefonano ogni due secondi e gli impieghi “da sfigati” (uno è insegnante alle medie) che non si vede l’ora di mollare. Qualcosa va storto: il mattino successivo nessuno ricorda nulla della notte appena trascorsa, e Doug, il promesso sposo, non si trova da nessuna parte. La stanza è un disastro, c’è una gigantesca tigre chiusa in bagno, un neonato nascosto nel ripostiglio e un auto rubata della polizia nel parcheggio. C’è chi ha perso un dente, c’è chi scopre di essere stato in ospedale, ma la premura principale dei tre attempati e confusi amici è ritrovare il compagno scomparso e portarlo all’altare in tempo (mancano appena 24 ore). Con un occhio alle zingarate del nostro “Amici miei” e uno a “Tutto in una notte” di John Landis, il film di Phillips non sbaglia un colpo. Il ritmo è incessante e non scade nemmeno in dirittura d’arrivo, le battute fanno quasi sempre centro, la comicità è sì volgare, ma non scade nel pecoreccio, e sovente è davvero scorretta (le gag con il pupo).
Il regista è abile nel mescolare le carte e trasformare la sua commedia in un avventura picaresca in cui gli eroi per ritrovare l’amico e la memoria perduta si trovano di fronte sempre a nuovi ostacoli e peripezie da superare (ad un certo punto saltano fuori pure Mike Tyson e un giocatore d’azzardo cinese assetato di sangue), ma la carta vincente sta prima di tutto nel giovane e fresco cast fatto tutto di volti nuovi (se si eccettua la ben conservata Heather Graham). Il trio Bradley Cooper – Ed Helms – Zach Galifianakis (quasi tutti rodati in tv) fa scintille, improvvisa a piene mani e diverte da matti; c’è da scommettere che sentiremo ancora parlare di questi pazzoidi. In chiusura la galleria delle foto scattate durante la fatidica notte, e la consapevolezza di un momento che non tornerà mai più: esilarante e commovente allo stesso tempo.
22/06/2009