Recensioni

Clerks 2

di Kevin Smith

commedia, Usa (2006)

CAST & CREDITS

cast:
Brian O'Halloran, Jeff Anderson, Rosario Dawson, Jason Mewes, Kevin Smith, Jason Lee

regia:
Kevin Smith

distribuzione:
Mikado

durata:
97'

produzione:
Miramax

sceneggiatura:
Kevin Smith

fotografia:
David Klein

montaggio:
Kevin Smith

musiche:
James L. Venable

Clerks 2 | Recensione | Ondacinema

Clerks 2

di Kevin Smith

commedia, Usa (2006)

di Alex Poltronieri

Voto: 7.5
Quanti dubbi avevamo su questo secondo film sui simpatici commessi creati da Kevin Smith. Si sa, operazioni del genere (soprattutto a così tanta distanza dall'opera originaria) spesso denotano soltanto una palese mancanza di idee, sono segno che la benzina si sta esaurendo, tanto più nel caso di Smith, le cui ultime prove dietro la macchina da presa erano tutt'altro che memorabili (vedi l'insipido "Jersey Girl").
 
Eppure, miracolo! "Clerks II", pur perdendo molta dell'urgenza del prototipo, non lo fa rimpiangere nemmeno per un secondo. Rivedere Dante e Randall invecchiati, quasi irriconoscibili, ancora dietro al bancone di un negozio (dopo che Randall ha bruciato accidentalmente il drug store dove lavoravano, ora i nostri eroi sono impiegati in un fast food) provoca una bizzarra sensazione di familiarità e sconcerto al tempo stesso. Già, perché i tempi cambiano, ma le cose restano le stesse. Kevin Smith è cresciuto come autore, e dietro le sue volgarità (in questo caso davvero tante, soprattutto verbali) fa sempre capolino l'amarezza e la critica feroce di chi ha capito tutto di come gira il mondo. In "Clerks II" è l'immobilità a regnare sovrana: immobilità degli ambienti, televisivi, spogli, quasi da telefilm, e immobilità dei personaggi, un tempo emblema della generazione "X", oggi semplici e simpatici loser, rassegnati, mediocri, ben felici di esserlo.
 
"Clerks II" è più "film" del suo predecessore, non è un semplice collage di situazioni e gag, è più coeso e a fuoco nell'impianto narrativo. Kevin Smith ama i suoi personaggi, li culla e li fa crescere: si concede momenti romantici e malinconici (Dante in macchina, con in sottofondo la canzone-manifesto "1979" degli Smashing Pumpkins), e alla fine si tuffa in un inaspettato (quasi toccante) elogio dell'amicizia virile. Naturalmente non mancano le battute memorabili e le scene d'antologia, su tutte un confronto esilarante tra Randall e il nerd Elias (new entry tra i clerks) su quale sia la trilogia migliore tra "Guerre Stellari" e "Il signore degli anelli".