Mistress America

Mistress America


Noah Baumbach

Commedia | Usa
(2015)

Lo stato di forma di un regista si capisce anche dalla sua prolificità. Prendiamo ad esempio il newyorchese di Brooklyn Noah Baumbach, che ha girato cinque film in dodici anni nella sua prima parte di carriera e che in meno della metà di questo tempo, solo cinque anni, ne ha realizzati altri quattro nella fase della maturità. Non abbiamo neanche fatto in tempo a tornare ad esaltarlo con il suo poco pubblicizzato, ma bellissimo, “Giovani si diventa“, che lo ritroviamo alla decima Festa del cinema di Roma con “Mistress America”.

Diciamolo subito: la nona pellicola di Baumbach è un sensibile passo indietro rispetto alla trilogia sulla contemporaneità che ci ha regalato recentemente (oltre all’ultima opera citata, ci sono anche “Lo stravagante mondo di Greenberg” e soprattutto il suo capolavoro, “Frances Ha“). Un passo indietro dovuto a una farraginosità insolita rispetto a quello cui eravamo stati abituati in fase di sceneggiatura: scritto a quattro mani insieme alla sua musa Greta Gerwig, il nuovo lungometraggio del regista statunitense prosegue con l’acuta osservazione dei costumi che cambiano nell’America attuale, le generazioni che si confondono e smarriscono il proprio ruolo nella società, i trentenni presi in mezzo, fra l’inconcludenza del presente e le incertezze a tratti drammatiche del futuro. Ma tutto questo, stavolta, necessità di una verbosità in eccesso che sicuramente appesantisce il racconto: il dolce ritratto della Brooke interpretata dalla Gerwig, infatti, è affidato in gran parte alla voce fuori campo dell’altra protagonista, la spaurita Tracy (interpretata dall’affascinante Lola Kirke). Non bastano, stavolta, le sequenze di vita vissuta, i primi piani o le espressioni naturali che la macchina da presa di Baumbach è solitamente implacabile nel catturare. No, stavolta il vuoto di senso che attraversa la vita dei protagonisti necessita di sottolineature continue per essere efficace e questo, in un certo senso, abbassa il livello del divertimento.

Certo, il divertimento. Perché fondamentalmente, nonostante tutto, Baumbach non rinuncia a fare commedia, a girare secondo un registro narrativo brillante, con ammiccamenti continui all’universo di sua provenienza, ovvero quello della provincia indie, caratterizzato oltretutto da un massiccio utilizzo di una colonna sonora originale suadente ma abbondantemente citazionista. Di sicuro è sempre sorprendente la facilità con cui il duo Baumbach-Gerwig trova nuovi soggetti, al limite del minimalismo, con cui affrontare di volta in volta, uno spicchio di realtà che troviamo così incredibilmente concreto. Stavolta, attraverso il fortuito incontro fra Tracy e la sua futura sorellastra Brooke, assistiamo all’odissea di una trentenne che cerca di fare tutto e niente, non sta mai ferma un giorno eppure non riesce a raccogliere i risultati sperati. Un po’ studia, un po’ lavora, un po’ si inventa nuove attività. Procede, insomma, senza una direzione univoca, ma a strappi, in una contemporaneità che la osserva dai bordi della strada con l’indifferenza e lo stupore di chi non comprende tutta questa irrequietezza.

La divina Gerwig, a poco tempo dal personaggio memorabile di Frances, torna a vestire i panni della giovane caratterizzata da una forza irrefrenabile: Brooke è la gemella separata alla nascita della protagonista di “Frances Ha”. Ancora una volta, è un’eroina, suo malgrado, dei nostri tempi, che ha il coraggio di non accettare passivamente le difficoltà sociali ed economiche dell’epoca che viviamo, ma invece le aggredisce con tutto il carisma di cui è capace. A volte è sufficiente, a volte no. Ma nonostante tutto, è impossibile non tifare per lei.

21/10/2015

Cast e credits

Durata
84'
Produzione
RT Features
Sceneggiatura
Noah Baumbach, Greta Gerwig
Fotografia
Sam Levy
Musiche
Britta Phillips, Dean Wareham

Trama

Una matricola del college a New York, Tracy, non sta avendo un'esperienza universitaria emozionante né lo stile di vita metropolitano glamour che lei s'immaginava. Ma quando viene accolta a Time Square dalla sorellastra più grande, fa amicizia con lei e viene presto sedotta dai progetti folli di Brooke.
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