CAST & CREDITS

cast:
Kristen Stewart, Robert Pattinson, Taylor Lautner, Billy Burke, Michael Sheen, Dakota Fanning

regia:
Chris Weitz

distribuzione:
Eagle Pictures

durata:
130'

sceneggiatura:
Melissa Rosenberg

fotografia:
Javier Aguirresarobe

scenografie:
Catherine Ircha

montaggio:
Peter Lambert

costumi:
Tish Monaghan

musiche:
Alexandre Desplat

The Twilight Saga: New Moon | Recensione | Ondacinema

The Twilight Saga: New Moon

di Chris Weitz

fantastico, Usa (2009)

di Alex Poltronieri

Voto: 4.0
Mentre Michael Mann sonda i limiti delle riprese in digitale e il duo Zemeckis-Cameron promette nuovi, incredibili, futuri stereoscopici per la settima arte, le sale si riempiono (nuovamente) per la saga di "Twilight", giunta al secondo capitolo, "New Moon". E ancora una volta ci si chiede che cosa abbia di così speciale l'opera della Meyer per affascinare milioni di lettori e spettatori, non solo teenager. Inutile sparare sulla croce rossa: paragonata alla magniloquenza produttiva di franchise come "Harry Potter", la saga di "Twilight" sembra un telefilm povero in parecchi ambiti, adatto più al piccolo schermo che alle sale cinematografiche. Eppure c'è qualcosa che conquista il pubblico, forse la necessità di tornare ad identificarsi con personaggi semplici, mossi da passioni immense quanto elementari.

Qui, più che nel primo episodio, è ribadito il tema dell'amore eterno tra i due protagonisti, che arriva a diventare come una sorta di droga (Bella accusa l'assenza di Edward attraverso delle vere e proprie crisi d'astinenza, e per "rivederlo" deve provare emozioni fortissime, come se fosse "fatta d'adrenalina"). Romeo e Giulietta di Shakespeare l'ovvio modello di riferimento, che non a caso è citato a più riprese. E se stupisce questa seriosità, questo tono cupo e lugubre, nel parlare dei sentimenti degli adolescenti, fa invece rabbrividire il sottotesto reazionario, più insistito rispetto al prototipo (Bella verrà "vampirizzata", ma prima dovrà...sposarsi!). Non ci sarebbe molto altro da aggiungere in quello che è sostanzialmente un prodotto di marketing, studiato a tavolino per fare presa sui fan. Il timone del comando passa dall'insipida Hardwiche all'insipido Chris Weitz (vedi "About a Boy" e "La bussola d'oro") ma perlomeno il cambiamento sortisce qualche aspetto positivo. Maggiore sicurezza nel maneggiare gli effetti visivi (ben realizzati i licantropi, benché si vedano pochissimo), più ritmo, qualche impennata stilistica (lo scorrere delle stagioni rappresentato attraverso un bel piano sequenza circolare); cambia pure il comparto tecnico che ora può contare sul talento dell'ottimo direttore della fotografia Javier Aguirresarobe e delle magiche partiture di Alexandre Desplat (a proposito, occhio alla furbissima colonna sonora che affianca brani inediti, tra gli altri, di Bon Iver, Editors, Thom Yorke e Grizzly Bear). La sostanza però resta la stessa: lagnosi dialoghi da soap (il triangolo amoroso tra umana, vampiro e lupo), poca azione (frettolosa resa dei conti a Volterra), cast di belli senz'anima (eccetto Kristen Stewart, e Michael Sheen, algido vampiro, purtroppo sprecato), ennesimo finale aperto.
 
Per il terzo capitolo ("Eclipse") in cabina di regia è stato confermato l'indipendente David Slade ("Hard Candy", "30 Giorni di Buio") che promette una svolta "autoriale". Restiamo tuttavia molto dubbiosi, e nel frattempo ci gustiamo il nuovo episodio del decisamente più interessante "True Blood".