CAST & CREDITS

cast:
Michael Cera, Kat Dennings, Aaron Yoo, Rafi Gavron, Ari Graynor

regia:
Peter Sollett

distribuzione:
Sony Pictures

durata:
90'

sceneggiatura:
Lorene Scafaria

fotografia:
Tom Richmond

scenografie:
David Doernberg

montaggio:
Myron I. Kerstein

costumi:
Sandra Hernandez

musiche:
Mark Mothersbaugh

Nick & Norah: tutto accadde in una notte | Recensione | Ondacinema

Nick & Norah: tutto accadde in una notte

di Peter Sollett

commedia, Usa (2008)

di Alex Poltronieri

Voto: 5.5
Nick, chitarrista in una rock band di cui è l'unico componente etero, è depresso perché la sua ragazza l'ha mollato proprio il giorno del suo compleanno. Norah, eccentrica e benestante, è segretamente innamorata del ragazzo che regala all'odiosa Tris delle splendide compilation musicali, ma non sa nemmeno che faccia abbia (è Nick, ovviamente). Nick e Norah si incontrano una notte a New York durante un concerto. Riuscirà Norah a conquistare Nick? Riuscirà Nick a dimenticare l'ex fidanzata che tuttora lo insidia? Chissà come andrà a finire...

Tratto dal romanzo di Rachel Cohn e David Levithan, grande successo in patria, il film di Peter Sollett (e dei produttori Chris e Paul Weitz, specializzati in commedie adolescenziali come "American Pie" e "About a Boy"), vorrebbe essere una via di mezzo tra gli spaccati di costume alla John Hughes e i "brevi incontri" di Linklater ("Prima dell'alba", "Prima del tramonto"), di cui si replica l'unità di tempo, ma non la profondità dei sentimenti, mette a confronto due personaggi diversi (timidissimo lui, estroversa lei) eppure affini (più che altro a livello di gusti musicali), entrambi posti davanti ad un bivio nelle loro vite (Norah ha una notte per scegliere se andare in un'università o proseguire il lavoro del padre, Nick deve trovare la forza di lasciar perdere la sua ex). In teoria gli elementi per confezionare una piacevole, e non banale, commedia c'erano tutti. Perché allora tutto puzza così di plastica? Dall'onnipresente colonna sonora a base di motivetti indie che fanno tanto "cool" (Vampire Weekend, Shout Out Louds, Band of Horses, Devendra Banhart, e musiche originali di Mark Mothersbaugh dei Devo), agli attori troppo belli e pulitini per essere credibili (a parte Michael Cera che è una conferma), alle macchiette di contorno che vanno dal patetico (il coro di amici omosessuali, tutti interpretati come le classiche "checche isteriche") al greve (l'amica ubriaca alle prese con una latrina piena di vomito), alla rappresentazione di una Manhattan notturna, splendente e un tantino troppo accomodante.

E, un po' come i protagonisti, che vagano nella notte senza meta, alla ricerca di uno show segreto della famigerata (nella finzione) rock band "Fluffy", il film gira a vuoto, indeciso sulla strada da prendere, né goliardata per teenagers, né commedia romantica. L'impressione è di trovarsi di fronte ad un prodotto freddo e poco incisivo, realizzato a tavolino con l'intento di replicare i fasti di successi underground come "Juno" e "Garden State". Peccato.