A Scanner Darkly – Un oscuro scrutare

A Scanner Darkly – Un oscuro scrutare


Richard Linklater

Fantascienza | Usa
(2006)

Di tutte le esperienze visive che il decennio Duemila ha offerto, “A Scanner Darkly” è indiscutibilmente una delle più originali e interessanti. Ideato sulla scia dell’acclamato “Waking Life”, il film è diretto da quel Richard Linklater apprezzato tanto per opere fortemente introspettive e sperimentali come “Prima dell’alba”, quanto per commedie leggere di cui “School of Rock” è un mirabile esempio. “A Scanner Darkly” è figlio della mente fantascientifica più saccheggiata da Hollywood, ovvero lo stesso Philip K. Dick che ha regalato, inutile dirlo, prima alla letteratura e poi al cinema perle immaginifiche su cui fra tutte svettano “Blade Runner” (di Ridley Scott) e “Minority Report” (di Steven Spielberg).

La storia segue la distorta spirale discendente che la vita di Bob Arctor (Keanu Reeves), un agente della narcotici, compie dopo che questi accetta di infiltrarsi in un gruppo di tossicodipendenti, allo scopo di indagare più da vicino sulla sostanza M (come Morte), una droga che sta letteralmente piegando in due la popolazione americana. Le condizioni mentali di Bob peggioreranno vertiginosamente durante la sua attività di infiltrato, che gli impone per questioni di credibilità di assumere diverse dosi di sostanza M. La schizofrenia che svilupperà progressivamente a causa del consumo di droga finirà per renderlo un tossicomane indistinto da tutti gli altri.

Di film sulla droga, più o meno riflessivi, più o meno allucinati, più o meno riusciti, nella storia del cinema se ne trovano a bizzeffe, ma quello che fa di “A Scanner Darkly” un’opera veramente interessante è la tecnica cinematografica utilizzata nella realizzazione: si parla di rotoscoping o rotoscope. La tecnica, che esiste già dai primi anni del Novecento, fu poi recuperata pesantemente dalla Disney, che la utilizzò per la prima volta in “Biancaneve e i sette nani”: essa consiste nello stendere i disegni ricalcando una pellicola prefilmata. Questo metodo dona al film così progettato una realismo nettamente migliore rispetto a uno che invece venga semplicemente affidato a disegnatori. Già in “Waking Life” Linklater aveva sperimentato il rotoscoping (in una versione “digitalizzata” rispetto all’originale disneyano, detta interpolazione con rotoscope) con risultati piuttosto buoni, avendo il proposito di rendere figurativamente e coloristicamente la dimensione del sogno, che è il tema principale del film.

Proprio questa idea onirica, che tanto ha di affine con quella provocata dal consumo di sostanze psicotrope, e che traspare efficacemente da “Waking Life” grazie all’uso del rotoscope, viene in un certo senso riciclata in “A Scanner Darkly”. Qui però è più definita, più raffinata, non si perde in troppe divagazioni coloristiche (come invece accadeva in “Waking Life”) ma si concentra su un particolare contrasto cromatico il cui principale e forse unico scopo è quello di rendere la dimensione allucinata e caotica del tossicomane. Nell’opera letteraria di Dick, che fu egli stesso tossico e che quindi poteva permettersi con lucida chiarezza di descrivere un mondo cui apparteneva, si percepisce un diffuso clima psichedelico, che esterna ed esclude nella maniera più assoluta la dimensione tragica dei fatti: di Bob Arctor seguiamo le vicissitudini nella combriccola di tossici, ma la percezione della reale tragicità della sua vicenda appare sempre in modo effimero, diluito.

Lo stessa identica condizione (che rimanda a tratti al “Paura e delirio a Las Vegas” di Terry Gilliam), si percepisce nel film, e di questo va dato merito ancor prima che al rotoscoping, all’intuizione fuori dagli schemi di Linklater. La cerchia di attori è ristretta ma di tutto rispetto: a fianco di Keanu Reeves nei panni di Arctor, figurano Winona Ryder come Donna, compagna di Bob, e Robert Downey jr., Woody Harrelson e Rory Cochrane, rispettivamente James, Ernie e Charles, la compagnia di tossici. E se in generale nel mondo del cinema la scelta del cast deve sempre essere accurata e seguire determinati criteri stilistici che possono influenzare ampiamente la riuscita del film, in questo caso la realtà supera ampiamente la fantasia: Harrelson lo si è visto in alcune interviste sciogliersi in commossi elogi alla marijuana mentre Downey jr. è famoso per essere uno che in passato ha trascorso più tempo in compagnia dei pusher che sul set.

03/10/2011

Cast e credits

Titolo Originale
A Scanner Darkly
Durata
105'
Produzione
George Clooney, Steven Soderbergh
Sceneggiatura
Richard Linklater
Fotografia
Shane F. Kelly
Scenografie
Joaquin A. Morin
Montaggio
Sandra Adair
Costumi
Graham Reynolds

Trama

California: in un futuro non molto remoto una potente droga anfetaminica nota come "Sostanza Morte" o più semplicemente "Sostanza M" (e in gergo anche come morte) si diffonde rapidamente. Bob Arctor (Keanu Reeves), vive alla giornata in una casa affollata insieme ad altri tossicodipendenti. Le giornate del gruppo di Bob trascorrono tra sballo, conversazioni sconclusionate, avventure tra il comico e il tragico. Bob nasconde però un segreto: è un agente infiltrato della narcotici con nome in codice Fred. Nella sua casa vi sono telecamere che riprendono tutto quel che avviene. Bob/Fred conduce quindi una doppia vita ma la situazione si complica quando la Sostanza M lo porta gradualmente a una vera e propria schizofrenia, causata dalla progressiva separazione dei due emisferi cerebrali.
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