Brothers

Brothers


Jim Sheridan

Drammatico | Usa
(2009)
Pare proprio che per gli americani l’unica maniera di apprezzare un film straniero sia girarne il remake-fotocopia. O almeno questo è quello che devono pensare le major. “Brothers” è il rifacimento Usa di “Non desiderare la donna d’altri” (ossia “Brodre”), ambiguo melodramma danese di Susanne Bier, che nel 2004 ottenne un’ottima accoglienza critica (e di pubblico). Fermo restando che dietro questo remake ci sono dei personaggi di buon nome, dal regista Jim Sheridan (tra le sue cose migliori “Nel nome del padre” e “The Boxer”) allo sceneggiatore David Benioff (“La 25° Ora”) sino al trio di giovani attori protagonista (Maguire-Portman-Gyllenhaal), la maggior parte della critica vi dirà che si tratta di un prodotto inferiore all’originale, giudicandolo preconfezionato, piano, inutile. C’è però un piccolo, importante, punto lasciato in sospeso, ovvero il fatto che l’originale della Bier non sia poi questo grande film, ma un drammone  sempre indeciso sulla strada da prendere, costantemente sul filo del buonismo. Partendo da queste premesse Sheridan & Co. non potevano certo fare un miracolo, ma a conti fatti il loro “Brothers” è…meglio.

 

Pur replicando i difetti della pellicola del 2004, “Brothers” versione 2009 acquista maggior senso e più forza rispetto al precedente, poiché, inserendo la vicenda del marine impazzito e geloso all’interno di un contesto come quello del conflitto in Iraq, va a toccare un nervo scoperto della cultura Usa. La guerra non ha senso, la violenza crea dei mostri: sono temi affrontati da molto cinema statunitense degli ultimi tempi (a partire dal sottovalutato “Nella valle di Elah“), ma funzionano meglio qui che nel film della Bier. Benioff apporta poche ma significative, variazioni, alla sceneggiatura originale, inserendo il personaggio di Sam Cahill (Maguire) all’interno di una gerarchia famigliare di rigoroso stampo militare (memorabile il padre interpretato da Sam Shepard, reduce del Vietnam alcolizzato) a cui pare impossibile sfuggire. Da par suo Sheridan dirige senza troppi svolazzi, ma sa rendere bene il crescendo drammatico delle ultime sequenze (confrontate la cena “rivelatrice” del film del 2004 con questa). A convincere poco, e a stridere, restano gli inserti melò – romantici tra il fratello del defunto e la bella vedova, i siparietti tra lo zio Tommy (Gyllenhaal) e le due nipotine, ma anche i “nemici” talebani rappresentati con un pizzico di folklore di troppo.

 

Ma questo resta innanzitutto un film d’attori, e da questo punto di vista non ci si può lamentare, visto che in campo ci sono tre campioni della loro generazione: Natalie Portman da l’ennesima conferma del suo eclettismo e spontaneità, Jake Gyllenhaal è perfetto nel ruolo del rude dal cuore d’oro, e Tobey Maguire, allucinato, dimagrito di venti kg e ben lontano dall’immagine pulitina dell'”Uomo Ragno“, si ritaglia una delle migliori performance della sua carriera.

21/12/2009

Cast e credits

Titolo Originale
Brothers
Distribuzione
01 Distribution
Durata
105'
Sceneggiatura
David Benioff
Fotografia
Frederick Elmes
Scenografie
Tony Fanning
Montaggio
Jay Cassidy
Musiche
Thomas Newman
Costumi
Durinda Wood

Trama

Quando il marine Sam Cahill viene dato per scomparso in Iraq, è il fratello Tommy, pecora nera della famiglia, ad occuparsi delle due figlie e della giovane vedova Grace (di cui forse si innamora). Ma Sam non è morto...
The Invite – Il piacere è tutto nostro
The Invite – Il piacere è tutto nostro

Olivia Wilde costruisce un divertente dramma da camera sulle contraddizioni della coppia contemporanea, affidandosi a un cast perfettamente assortito. The Invite intrattiene e incuriosisce, ma rinuncia alle implicazioni più radicali delle proprie premesse

Silent Friend
Silent Friend

Un albero osserva le tre storie parallele che si svolgono in epoche diverse nella stessa università in Germania: un professore bloccato dal lockdown, la prima studentessa donna a biologia, un progetto per parlare con le piante negli anni '70

Let Us Through, Dear Ancestors
Let Us Through, Dear Ancestors

VENEZIA 83 - Lav Diaz ritorna alla Mostra del cinema, pur fuori concorso, con "Makikiraan Po", pellicola che espande la riflessione del regista sul passato delle Filippine, andando fino alle origini coloniali, così come quella sulla forma stessa del suo cinema in evoluzione

Un détour par Diane
Un détour par Diane

VENEZIA 83 - Premiato meritatamente come miglior film di Orizzonti, il film di Anne Sirot e Raphaël Balboni esplora con grande senso dell'umorismo il trauma della violenza di genere attraverso le generazioni, grazie a una protagonista senza freni e uno spirito libero

NAZA
NAZA

VENEZIA 83 - Premio speciale della Giuria alla kermesse veneziana, "NAZA" di Yuval Abraham e Rachel Szor è la dissezione minuziosa del funzionamento della macchina di controllo e sterminio israeliana, un documentario tanto rigoroso nella forma quanto travolgente nel contenuto

DAU
DAU

VENEZIA 83 - Uno dei film più ambiziosi del secolo, kolossal sulla dittatura divagante e sconclusionato ma anche esperienza unica che rapisce per più di tre ore. Vincitore del Leone d'argento per la miglior regia

Coyote vs. Acme
Coyote vs. Acme

Destinato inizialmente a venire distribuito nel 2023, "Coyote vs. Acme" è invece una delle soprese di questo 2026, capace di suscitare riflessioni che vanno ben oltre la confezione apparentemente superficiale nella quale è stata impacchettata la sua distribuzione

Arrested Memory
Arrested Memory

VENEZIA 83 - Arriva al Lido l'apprezzato regista giapponese SABU con la co-produzione con Taiwan "Arrested Memory", un efficace pastiche fra heroic bloodshed, commedia e poliziesco che ribadisce la continua capacità di reinventarsi di un autore (e di un'industria)