Noi, un pò meglio

Noi, un pò meglio


Daniele Luchetti

Commedia | Italia
(2026)

Il cinema di Daniele Luchetti predilige l’istinto alla ragione, i personaggi alle storie. Dalla ragazza sognatrice appassionata di enigmistica alla disillusione politica del portaborse di un importante uomo politico passando per il conflitto familiare tra due fratelli e per il dolore di un marito di fronte alla perdita dell’amata moglie, a restare nella memoria è un’umanità di cui il regista non smette di rivendicare il diritto di esistere e con essa gli attori che ogni volta gli hanno dato vita. Così capita anche nel suo nuovo film “Noi, un pò meglio”, appena passato alla Festa del Cinema di Roma e ora visibile su Netflix saltando l’uscita in sala. Anche questa volta infatti al centro della scena ci sono due persone, Simone e Lucia, e i loro sentimenti, messi alla prova dalle difficoltà del quotidiano, e poi gli attori che li interpretano, Elio Germano, oramai un habitué dei set di Luchetti, e Maria Chiara Giannetta, fresca di una popolarità televisiva che si mette in gioco in un ruolo da vera protagonista. 

Se Germano regala al suo alter ego una trasparenza e un’onesta che sono anche  riflesso di scelte professionali e dunque di ruoli in cui la spontaneità dell’individuo deve fare i conti con la rigidità delle regole sociali, nel ruolo di  una donna che fatica a pensarsi moglie e madre la Giannetta regala un ruolo da commediante fatto di continui alti e bassi emotivi. Da parte sua Luchetti ritrova una geografia che gli è particolarmente congeniale, mettendo in scena una sorta di  romanzo popolare dove i protagonisti “poveri ma belli” (è Simone a dirlo a un certo punto del film) possono contare solo su se stessi, con pregi e difetti destinati a diventare propulsori di una vitalità e di un’energia tali da risultare salvifiche.

Ambientato nella periferia romana in quel lembo di terra (Ostia e dintorni) in cui il cinema capitolino ritrova i segni di un’umanità altrove perduta, “Noi, un pò meglio”, torna sui luoghi – esistenziali e narrativi – de “La nostra vita” per raccontare con toni da commedia una famiglia in corso d’opera, attesa al test più probante, quello di trasformare l’amore coniugale nell’accoglienza di una nuova vita. Il processo d’adozione che ne consegue (Lucia non può avere figli) diventa nella logica del film un’opportunità di crescita nella quale le diversità di atteggiamenti e punti di vista all’interno della coppia permette a Lucchetti di orchestrare lo stilema classico della commedia, quello che nasce dall’opposizione di caratteri, con Simone sempre pronto a sdrammatizzare le situazioni, e Lucia, indipendente ed estroversa, battagliera quanto basta per non lasciarsi condizionare dalle idee altrui.

Una dialettica confermata da sequenze come quella del primo incontro, originale e divertente, in cui durante le operazioni di soccorso la macchina rovesciata a causa dell’incidente fa sì che le posture di Lucia e Simone siano capovolte l’una rispetto all’altra, con ciò alludendo a un’intesa, la loro, costruita sulla base di una contrapposizione naturale e caratteriale. Poi ancora, quando la storia ha preso piede, queste dialettica traspare dalla visione del quadro che campeggia dietro le spalle dei protagonisti in attesa di essere ricevuti dalla psicologa (interpretata da una strepitosa Anna Bonaiuto), con Simone collocato subito sotto il disegno di un orecchio, ad attestarne la predisposizione ad ascoltare l’altro, e Lucia, invece, associata a quello di una doppia bocca, ad evidenziarne il bisogno di esternare i pensieri, belli o brutti che siano. 

Nel raccontare la genitorialità dei nostri tempi alle prese con le nuove filosofie di famiglia e con le possibilità offerte dalle ultime tecnologie mediche applicate di gravidanza Luchetti non perde mai il contatto con il cuore dei personaggi facendo di questi il barometro di una storia d’amore che risulta tanto più coinvolgente quanto più è il risultato di un romanticismo che non sfugge alla realtà ma che da questa prende forza per raccontare il quotidiano della gente comune. In tal senso “Noi, un pò meglio” non ha paura di essere alla moda proponendo un modello femminile diverso da quelli in voga, conciliante ma non sottomesso. Tutto questo potendo contare sulla bravura e sull’alchimia di attori capaci di rendere credibile il rapporto tra i loro personaggi dal primo all’ultimo bacio. Nel film ce ne sono tanti e questo ci ricorda che l’amore non ha bisogno di altri “affetti speciali” che non siano quelli a cui Lucia e Simone si abbandonano nel corso della loro avventura.

31/10/2026

Cast e credits

Distribuzione
Netflix
Produzione
Lucky Red
Sceneggiatura
Daniele Luchetti, Davide Lantieri, Enrico Audenino
Fotografia
Ivan Casalgrandi
Scenografie
Andrea Castorina
Montaggio
Silvia De Rose
Musiche
Bryan Senti
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