Paranormal Activity 4

Paranormal Activity 4


Henry Joost, Ariel Schulman

Horror | Usa
(2012)

Imbarazzante. Il quarto capitolo della saga sulle attività paranormali continua ad abbassare lo standard della serie di film di Oren Peli: dopo il salto nel passato del terzo episodio che ci portava nel 1988, cercando di spiegare l’origine del mistero sovrannaturale sul quale si basavano i due precedenti film, ora “Paranormal Activity 4” riprende le fila della storia con la scomparsa di Katie e del piccolo Hunter. Dopo gli stratagemmi inscenati in “Paranormal Activity 3” per contestualizzare un uso massiccio di cineprese negli anni ottanta, e che rappresentavano il punto di forza e di maggiore inventività di quel capitolo, ora i nuovi media consentono una molteplicità di soluzioni tecnico-narrative che purtroppo vengono utilizzate con estrema superficialità perché l’unica cosa che interessa ai creatori della serie è far saltare sulle poltrone gli spettatore con sporadici “BU!”.

L’eroina questa volta è la quindicenne Alex che attivando tutti i computer portatili e i dispositivi di registrazione che ha a portata di mano registra, spesso in prima persona o con l’aiuto dell’amico Ben, i fenomeni sovrannaturali che iniziano mano a mano a manifestarsi nella sua abitazione, una serie di inspiegabili eventi che coinvolgerà la sua famiglia in un escalation lenta, eccessivamente lenta. Estenuantemente lenta. Venti minuti di soggettive aprono la pellicola con scene di ordinaria noia: la partita di calcio del figlio minore Wyatt, quadretti familiari e teenager arrapati in giro per la casa, stanza vuote, stanze piene, corridoi, giardini, scale, scale, ancora altre scale -come nella parodia del geniale Honest Trailer.

Poi qualcosa inizia ad accadere, piccoli fenomeni che con l’arrivo in casa di Robbie, figlio della vicina, così le stanze vuote e quelle piene si caricano dell’attesa che qualcosa di sconvolgente avvenga e invece al massimo dei giocattoli si mettono in moto da soli, dai corridoi ci si aspetta che il puro terrore spunti all’improvviso e invece una porta lentamente si apre, giù dalle scale iniziamo a desiderare che qualche infernale creatura faccia una discesa trionfale e invece una palla da basket rotola pacifica. Solamente nell’ultimo quarto d’ora di proiezione assistiamo ad un film horror in piena regola, ma la necessità di compensare nel twist finale le inattività paranormali che ricolmavano il resto del film porta i registi Joost e Schulman a calcare troppo la mano col rischio, non del tutto scampato, di cadere nel ridicolo.

L’equilibrio, che animava la prima pellicola “Paranormal Activity“,  tra mostrato e non mostrato, o meglio la sottile linea che separa normale e paranormale che l’immaginazione tende prepotentemente a scavalcare consegnando lo spettatore tra le braccia di una continua tensione, la paura dell’ordinario che richiama un totalmente altro, un elemento orrorifico invisibile e in quanto tale opprimente negli ambienti di ordinaria quotidianità, continuano ad essere le chiavi di volta della saga che assiduamente si replica ad ogni halloween tirando per le lunghe alcune originarie idee interessanti, annacquandole e nel deterioramento che di pellicola in pellicola subiscono sminuendone l’effetto. La produzione continua ad essere sempre all’insegna del low cost e gli introiti continuano ad arrivare abbondanti giustificandone quantomeno la ragion d’essere dal punto di vista economico: per la Paramount la saga sulle attività paranormale è un gioiellino che di contro ad una qualità generale delle pellicole sempre più scadente continua a generare introiti principeschi. All’insegna del risparmio è anche stata effettuata la scelta del cast che non fa invidia a dei pessimi interpreti di uno scadente porno amatoriale – non ci stupiamo infatti che Katie Featherston non riesca a trovare spazio in quel di Hollywood se non negli episodi di questa saga; si distingue, per naturalezza e intensità, solamente la giovane e bravissima protagonista Kathryn Newton. Insomma, davvero poco si salva in questo “Paranormal Activity 4”, un finale concitato e una protagonista nel personaggio, per il resto assistiamo solamente al lento stillicidio delle idee che animavano il primo film. Esperimenti più interessanti sono invece quelli di Wan/Peli con “Insidious” o di Derrickson con “Sinister”.

25/11/2012

Cast e credits

Titolo Originale
Paranormal Activity 4
Durata
88'
Produzione
Oren Peli
Sceneggiatura
Christopher Landon
Fotografia
Doug Emmett
Scenografie
Lori Mazuer
Montaggio
Gregory Plotkin

Trama

Cinque anni dopo la sparizione di Katie e Hunter, una ragazza è ossessionata da una presenza soprannaturale che si manifesta nella sua casa da quando una nuova famiglia - formata da una donna e suo figlio - si è trasferita nel quartiere. La giovane collega i fenomeni al ragazzino, che si diverte a fare scherzi macabri, tuttavia decide di filmare ogni strano evento con la sua telecamera
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