Sinister

Sinister


Scott Derrickson, Scott Derrickson

Horror | Usa
(2012)

“Sinister” è un terremoto audiovisivo che, grazie alla regia di Scott Derrickson (“The Exorcism of Emily Rose”, 2005) e le musiche affilate di Christopher Young (“Drag Me To Hell“, 2009), proietta lo spettatore in un teso thriller che presto svolta nel nero incubo di un horror occulto.

Ellison Oswald (Ethan Hawke), scrittore in declino di libri true crime, si trasferisce con la famiglia in un sobborgo da middleclass della Pennsylvania allo scopo d’intraprendere le ricerche sul suo prossimo progetto: una famiglia impiccata al ramo d’un albero del giardino di casa, manca la piccola Stephanie che è scomparsa. Il ritrovamento di una scatola contenente un proiettore e dei filmati in Super 8, dove è ripresa la morte della famiglia e di molte altre, tutte legate da un oscuro rito di sangue, spingerà Ellison ad addentrasi in un mistero più denso, più nero, più terrificante di quanto avrebbe mai potuto immaginare.

In questa pellicola affollata da demoni personali e della società, del passato e del presente si vive l’epifania di oltre un decennio di cinema horror a partire da trovate di blairwitchiana memoria che attraverso il filtro della saga sulle attività paranormali (non a caso la Blumhouse Productions, che stava dietro ai film di Oren Peli, produce anche questo “Sinister”) e dei J-Horror di Hideo Nakata ci introduce a un videodromico orrore che nasconde nel suo cuore di tenebra un incubo ancestrale.

Ma le ambizioni di Derrickson vanno oltre il rimescolamento in una nuova salsa di tanto cineorrore e le strizzate d’occhio alle “Strade perdute” di David Lynch, ma anche al “Tesis” amenabariano e a “Fear X” di Nicolas Winding Refn ci forniscono delle coordinate direttive per orientarci nel mondo dell’orrore di “Sinister”.

Senza sprofondare fino in fondo nelle terre paludose del metaorrore – d’altro canto cosa si potrebbe dire di più rispetto al capolavoro di “Quella casa nel bosco“, manifesto epitomico e pietra tombale del cinema metahorror? – “Sinister” include il lavoro di post-produzione, montaggio, riversamento digitale delle pellicole Super 8 tra i meccanismi elementari che innescano la miccia del terrore e determinano lo sprofondamento del protagonista in un abisso dalle cui maglie la fuga è impossibile.

Attraversato da un’inquietudine lynchiana nella sua prima parte, poi troppo incline al semplice spavento man mano che il finale si avvicina, “Sinister” è una delle poche pellicole autenticamente horror uscite negli ultimi anni che riesce a disturbare realmente lo spettatore. Paura distillata che scende col contagocce, sadiche accelerazioni che attraverso le immagini degli snuff movie degli omicidi assalgono impietosamente lo spettatore. Immagini che animano lo “schermo demoniaco” (quello nello studio di Ellison, quello nella sala cinematografica) e divengono il filo rosso per giungere al fondo di un mistero occulto, per impossessarsi del loro significato mentre loro stanno iniziando a possedere la tua vita. E se l’immagine (ripresa, vista, manipolata, interpretata) veicola l’atto del terrore il senso resta latente nel non mostrato, in quello che giace nascosto dietro la cinepresa, invisibile. In agguato.

“Sinister” è, in ultima analisi, una pellicola godibile a più livelli, che muovendosi sul filo del cliché e battendo sentieri ampiamente collaudati, riesce comunque a generare una morbosa ossessione, a instillare un terrore autentico nello spettatore, invitato a entrare nella casa degli Oswalt da lì proiettato, attraverso gli snuff, in un caleidoscopio di case e famiglie comuni dove padri, madri, figli e figlie vengono trucidati barbaramente in una vertigine di sadico voyeurismo, che spalanca le porte dell’inferno.

Probabilmente non diventerà un classico del genere, ma questa pellicola ben congegnata da Derrickson e interpretata dall’ottimo Hawke è uno dei migliori prodotti del cinema horror che ci sia capitato di visionare negli ultimi anni (insieme a “Insidious” e “Bed Time“).

Una menzione di merito per le musiche di Christopher Young (il quale ha anche selezionato brani degli Ulver, Aghast e dei Boards Of Canada) è dovuta, ipnotiche e martellanti contribuiscono ad asfissiare lo spettatore impotente.

19/03/2013

Cast e credits

Titolo Originale
Sinister
Durata
110'
Produzione
Blumhouse Productions
Sceneggiatura
Scott Derrickson, C. Robert Cargill
Fotografia
Chris Norr
Scenografie
David Brisbin
Montaggio
Frédéric Thoraval
Musiche
Christopher Young
Costumi
Abby O’Sullivan

Trama

Ellison Oswald (Ethan Hawke, scrittore in declino di libri True Crime, si trasferisce con la famiglia in un sobborgo da middleclass della Pennsylvania allo scopo d’intraprendere le ricerche sul suo prossimo progetto: una famiglia impiccata al ramo d’un albero del giardino di casa, manca la piccola Stephanie che è scomparsa. Il ritrovamento di una scatola contente un proiettore e dei filmati in Super 8, dove è ripresa la morte della famiglia e di molte altre tutte legate da un oscuro rito di sangue, spingerà Ellison ad addentrasi in un mistero più denso, più nero, più terrificante di quanto avrebbe mai potuto immaginare.
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