Adèle e l’enigma del faraone

Adèle e l’enigma del faraone


Luc Besson

Avventura, Fantastico, Giallo | Francia
(2010)

Ormai più attivo da produttore che da regista, Luc Besson torna a dirigere. Ormai è divenuto un marchio: si pubblicizzano tanti film da lui prodotti che quasi sorprende l’uscita d’un film “suo”.

“Miss Adéle” è un film, seppur non “originalmente” di Besson (è tratto dal fumetto di Jacques Tardi), piuttosto personale (Besson lo ha per di più anche sceneggiato): vi è azione, seppur non la stessa dei suoi violentissimi primi film e avventura, pur se non infantile come nei film d’animazione che ha di recente prodotto.

Un film per adulti che sappiano percepirne la leggerezza e per ragazzi che ne prendano sul serio… lo humour.

Adéle è una Indiana Jones in gonnella (letteralmente: fa sfoggio di grande agilità pur infagottata in enormi capi femminili), d’aspetto grazioso, fiero cipiglio, huomour che la rende simpatica nonostante (o grazie a?) una decisa arroganza. Tornata a Parigi da una rocambolesca spedizione in Egitto, deve qui ammansire uno pterodattilo che vaga piuttosto nocivamente nei cieli della Ville, per poter poi far sì che il bottino della sortita egiziana le guarisca l’adorata sorella, vittima d’un grottesco incidente.

Humour britannico per nulla fuori luogo nella Parigi d’inizio ‘900, suspense volutamente trattenuta (perché risolvere dei problemi, nonostante la fretta da questi imposta, quando ci si può cincischare?), azione da operetta: bisogna guardare il film con calma per coglierne l’ironia sottile, le battutacce atroci travestite da motti di spirito, la sobria allegria. Il pubblico di massa non ha avuto la pazienza di cercarne lo spirito: l’impaziente fracasso in sala, sperimentato da chi scrive, lo testimonia. Un film che si permette una sola gag scatologica (sulla Torre Eiffel, quasi a sottolineare la sciatteria nazional-popolare della sequenza); per il resto è condotto ridacchiando a denti stretti (soprattutto quando arriva la sublime battuta del Faraone nel cortile del Louvre).

C’è spazio per sentimenti profondi, ma non per l’amore (nonostante il fascino della cavallona Louise Bourgoin faccia vittime). I personaggi sono sempre ridicoli, anche – se non per lo più – quelli positivi; persino l’eroina non è molto dignitosa. Nonostante la giocosità fiabesca e il gusto del ricordo (l’incontro con firma del libro), anche triste (l’incidente della sorella), che ha per epifanie l’archeologia e gli oggetti veicoli proustiani di ricordi (persino per il cattivissimo Dieuleveult), non si è travolti dai grandi sentimenti evocati dai deja-vu alianti di Gina in “Porco Rosso” o dal “com’era verde la mia valle” di “Princess Mononoke” narrati dal cantore della nostalgia Miyazaki; in questa Parigi non spunta né Bryan Ferry a cantare “A Song For Europe” travestito da Bogey, né i fratelli Lumière a offrire le meraviglie (che ben starebbero in questo film di mirabilie) del cinematografo, che appariva nella Londra quasi contemporanea dell’elegia sul ricordo lancinante “Dracula di Bram Stoker” di Coppola.

Non c’è riguardo neanche per la lucente statua di Giovanna d’Arco (che si vendica però con bagliori che paiono reminiscenze delle sue allucinazioni).

Un film riassunto dal ruolo di Mathieu Amalric: il trucco lo fa sembrare patetico, ma l’interpretazione di classe. Una piccola opera rispettosa, che fiduciosa di chi la guarda s’aspetta che questi si dedichi a cercarne il divertimento, anziché offrirglielo sbraitando per segnalarglielo.

16/11/2010

Cast e credits

Titolo Originale
Les aventures extraordinaires d'Adèle Blanc-Sec
Distribuzione
Medusa Film
Durata
105'
Produzione
Apipoulaï, EuropaCorp, TF1 Films Production
Sceneggiatura
Luc Besson
Fotografia
Thierry Arbogast
Scenografie
Hugues Tissandier
Montaggio
Julien Rey
Musiche
Éric Serra
Costumi
Olivier Bériot

Trama

1911. Adèle Blanc-Sec, giovane e intrepida giornalista, è pronta a tutto pur di raggiungere i suoi obiettivi per salvare la sorella, compreso quello di recarsi in Egitto per visionare la mummia di un dottore e portarla in vita. Ma nel frattempo Parigi è nel panico...
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