Alla ricerca di Dory

Alla ricerca di Dory


Andrew Stanton, Angus McLane

Animazione, Avventura | Usa
(2016)

C’è ormai un’ineludibile senso di allerta e di sospetto che scatta involontariamente nello spettatore qualora esso incappi, consultando le guide alle future programmazioni cinematografiche, nell’annuncio dell’ennesimo sequel a venire, o spin-off che dir si voglia.

Si potrebbe approfondire lo studio fenomenologico di tale disgusto incondizionato e produrre pagine di ricerche sul perché la reiterazione di modelli narrativi sempre uguali difficilmente potrà mai portare a un risultato proficuo, ma la soluzione al problema potrebbe nascondersi dietro a una verità molto più semplice da enunciare: ovvero che il riciclaggio è un processo conveniente soltanto finché applicato all’immondizia e al pattume.

Ma come vuole il vecchio adagio: ogni regola ha la sua eccezione a confermarla e nel nostro caso la piacevole eccezione ha un profilo ben preciso: quello della saltellante e affabile lampadina della Pixar Animation Studios.

La stessa azienda californiana che l’anno scorso fece parlare di sé con “Inside Out” torna infatti quest’anno con “Alla ricerca di Dory”: prosecuzione dell’acclamata storia del pesciolino Nemo, che riesce miracolosamente a non affogare nel mare magnum dei “dimenticabili secondi tentativi”. D’altra parte poteva già far sperar bene il fatto che non fosse la prima volta che il celeberrimo studio d’animazione riusciva in una simile impresa (mi riferisco all’ormai mitologica trilogia dei “Toy Story“) e non è forse un caso che la vittoriosa casa di produzione sia la medesima che da anni sforna capolavori dell’animazione che si distinguono per originalità e profondità della riflessione (si ricordi per lo meno il trittico composto da “WALL·E“; “Up” e lo stesso “Inside Out“).

La chiave del successo non sembra difficile da individuare: le avventure della smemorata Dory, alla disperata ricerca dei propri genitori dimenticati molto tempo fa in un imprecisato luogo delle acque californiane, giocano sì su un fattore affettivo del pubblico, riutilizzando alcuni dei personaggi a cui tutti noi ci siamo affezionati tredici anni or sono, ma non individuano in questo elemento il centro gravitazionale della pellicola (come si ostina invece a fare, ad esempio, la saga de “L’era glaciale“), costruendo invece daccapo un solido messaggio da comunicare al pubblico tra una risata e l’altra.

Viene allora alla luce quello che dovrebbe essere il compito di un film d’animazione per ragazzi: la sapiente tessitura dei due elementi, entrambi fondamentali, dell’intrattenimento e dell’educazione (quest’ultima troppo spesso sacrificata in nome di una comicità spiccia e sbrigativa, difficilmente interpretabile in termini costruttivi).

Così tra la sbadata simpatia delle battute di Dory e la metodologica prudenza di Marlin; tra anatre spennacchiate e leoni marini svogliati, si compie un viaggio dentro se stessi che conduce alla consapevolezza del fatto che le proprie debolezze possono essere trasformate in punti di forza.

Le perdite di memoria di Dory, la scorbutica misantropia del polpo Hank e la miopia subacquea della balenottera Destiny sono difetti necessari per riscoprire le proprie virtù: perché l’incoscienza è un ottimo rimedio alla timidezza, perché i rapporti sociali sono l’unica via per uscire dalla propria gabbia e perché non ci sono muri contro cui sbattere in mezzo all’oceano.

Andrew Stanton riesce dunque ancora una volta a calibrare, da bravo alchimista, gli elementi necessari per confezionare un prodotto più che dignitoso che non rinunci alle risate, pur facendole coesistere con elementi pedagogici e che eviti in tal modo di trattare (come l’universo televisivo sembra incitare sempre di più a fare) il pubblico giovane come un sotto-pubblico incapace di assorbire messaggi etici più profondi e adulti.

Manca qualcosa della freschezza delle origini, ma è comunque un discreto risultato.

16/09/2016

Cast e credits

Titolo Originale
Finding Dory
Distribuzione
Walt Disney Pictures
Durata
97'
Produzione
Pixar Animation Studios, Walt Disney Pictures
Sceneggiatura
Andrew Stanton, Victoria Strouse
Fotografia
Jeremy Lasky
Montaggio
Axel Geddes
Musiche
Thomas Newman

Trama

Il pesce chirurgo smemorato, che nel 2003 era stato la spalla comica del successo Pixar: "Alla ricerca di Nemo", si mette ora alla ricerca dei suoi genitori, perduti molti anni prima in un luogo imprecisato della California. Ad aiutarla sarà il pesce pagliaccio Martin, questa volta accompagnato dal figlioletto Nemo, ma anche molti nuovi amici conosciuti nelle acque del Pacifico.
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