I baci mai dati

I baci mai dati


Roberta Torre

Drammatico | Italia
(2011)

C’è un nuovo problema all’orizzonte per il cinema di Roberta Torre. La cineasta milanese, che si innamorò della Sicilia e che lì decise di ambientare i suoi lavori da regista, non riesce più ad affrescare quel territorio così presente (al pari dei protagonisti) nei suoi lungometraggi. Dopo l’esordio di “Tano da morire”, l’abilità della Torre di contaminare i colori e i volti reali dell’isola con il suo innato spirito per un cinema fuori dalla realtà, ricco di citazioni pop e spunti fantasiosi, si è un po’ appannata. Anche se, in ogni caso, la scelta di spaziare tra i generi e variare (e anche di molto) il tono del racconto metteva in luce un talento comune a pochi colleghi, almeno in Italia.

Con “I baci mai dati”, la Roberta del cinema italiano tira fuori dal cilindro un copione-farsa, una commedia degli equivoci ambientata a Catania, dove l’adolescente Manuela, un po’ annoiata e un po’ trascurata dalle persone care che la circondano, decide di mettere un po’ in subbuglio la sua vita inventandosi l’abilità di parlare con la Madonna. E così, la novella Bernadette si trova a ricevere a domicilio le visite di tutta una fauna umana di quartiere che esprime i più disparati desideri, chiede le più improbabili intercessioni alla piccola. E il dono fasullo di Manuela diventa anche un modo per sua madre, un ex reginetta di bellezza, per sognare di metter su un vero e proprio business, un modo per uscire da un anonimato di periferia in cui, malauguratamente, è finita con l’arrivo della mezza età.

Sempre attenta nei particolari della messa in scena, la Torre anche stavolta è raffinata nelle scelte stilistiche, nell’uso di primi piani e inquadrature che si soffermano sui particolari più paradossali e grotteschi della vicenda. Ma l’obiettivo finale resta confuso. Da una parte, appunto, l’aspirazione a una “alta” commedia degli equivoci ambientata in un’improbabile quartiere catanese, dall’altra una sorta di coming-of-age all’italiana, un racconto di formazione sull’importanza dei baci “non dati”, dell’affetto non ricevuto da parte di una ragazzina. Entrambi gli spunti, in verità, sono interessanti e avrebbero meritato maggior elaborazione. Perché la sensazione che incombe è che il cinema della Torre, proprio quando si allontana dal suo mondo dell’assurdo, fatto di musical beffardi e di una Sicilia da cartolina onirica, e si cala di più in un mondo vero composto da volti reali, perde di fascino e, forse, si ibrida fino allo snaturamento.

E per quanto gli interpreti siano bravi e le scelte cadute su di loro azzeccate, resta il dubbio che, ad esempio, il personaggio di Donatella Finocchiaro, la madre bellissima e “decaduta”, sia stato tratteggiato più con il gusto di mettere in scena un carattere “strappa-sorrisi” piuttosto che con una profondità degna di “neoverismo” siciliano.

06/05/2011

Cast e credits

Titolo Originale
I baci mai dati
Distribuzione
Nuvola Film, Rosetta Film
Durata
80'
Produzione
Amedeo Bacigalupo, Roberta Torre
Sceneggiatura
Roberta Torre, Alessandro Amapani, Laura Nuccilli
Fotografia
Fabio Zamarion
Scenografie
Biagio Fersini
Montaggio
Osvaldo Bargero
Musiche
Federico Di Giambattista, Andrea Fabiani
Costumi
Loredana Buscemi

Trama

Librino, Catania. Qui vive una famiglia composta da Giulio, padre fallito, Rita, madre disillusa, e le loro figlie Marianna, bella e intoccabile, e Manuela, tredici anni. È quest'ultima la protagonista della storia: vorrebbe andarsene ma non può, finché un giorno la Madonna la viene a visitare.
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