La maschera di cera

La maschera di cera


Jaume Collet-Serra

Horror | Usa
(2005)
In mezzo a tanti horror anemici e insipidi, nati sulla scia del successo del metafisico “The Ring“, ecco spuntare un oggetto quasi anomalo e demodé.

Trattasi di “La maschera di cera” di Jaume Collet-Serra, remake solo nominale del film con Vincent Price del ’53.

Nulla di epocale ovviamente, il plot non potrebbe essere più scontato e sembra quasi la copia carbone di quello del recente remake di “Non aprite quella porta”: un gruppo di giovani in viaggio, rimane in panne con l’auto proprio nei pressi di una cittadina deserta e del suo sinistro museo delle cere. Inutile dire che l’imponente e spettrale edificio, e i suoi temibili proprietari, nascondono più di un segreto, e che per i protagonisti sarà un bagno di sangue.

Slasher in pieno stile new horror anni 70 (Tobe Hopper e Wes Craven insegnano), incredibilmente sadico e divertente, il film di Serra è uno dei migliori horror visti questi stagione (non che la concorrenza fosse agguerrita).

La tensione è costante (nonostante la durata non breve, visto il genere di pellicola), alcuni effettacci splatter lasciano il segno (occhio alle dita mozzate!) e un paio di sequenze, come quella nel cinema (in cui si proietta ad libitum “Che fine ha fatto Baby Jane?), assurgono quasi a cupa metafora dei nostri tempi, e non si scordano facilmente. Il finale incendiario, poi, è incredibilmente elaborato e spettacolare, nonchè inquietante, col suo dispiegarsi delirante di corpi in disfacimento e liquidi in ebollizione.

Al pubblico maschile piaceranno le due protagoniste femminili, Elisha Cuthbert (già conturbante porno-diva ne “La ragazza della porta accanto), e Paris Hilton (che, dopo essersi esibita in un – auto? – ironico spogliarello, fa una fine atroce, per la gioia dei suoi detrattori).

Notevoli le musiche di John Ottman, che rieccheggiano il mitico Bernard Herrmann, e martellante colonna sonora a base di Prodigy, Deftones, Stooges, Marilyn Manson e Interpol.

Producono Joel Silver e Robert Zemeckis (con la sua Dark Castle, già dietro a recenti horror dall’impianto classico come “I 13 Spettri” e “Ghost Ship”), ma il film, almeno in patria, è stato un sonoro flop.

07/06/2008

Cast e credits

Titolo Originale
House of Wax
Distribuzione
Warner Bros
Durata
113'
Produzione
Dark Castle, Village Roadshow Pictures
Sceneggiatura
Chad Hayes, Carey W. Hayes
Fotografia
Stephen Windon

Trama

Un gruppo di ragazzi è diretto ad una partita di football, ma rimane in panne nei pressi di un tetro paesino di provincia, al cui centro campeggia un imponente museo delle cere. Scopriranno, a loro spese, l'orrore che si cela dietro le mura del misterioso edificio.
Nessun Dolore
Nessun Dolore

In "Nessun Dolore" Gianni Amelio torna a raccontare il presente con un film testamentario e poetico che parte da uno dei temi più cari al suo cinema, quello del mancato incontro tra un padre e un (possibile) figlio, per mettere in scena la palingenesi di un personaggio "eretico", un Alessandro Borghi in stato di grazia, disposto all’esilio sociale pur di non rinunciare all’empatia verso i più deboli

Serpenti
Serpenti

Con "Serpenti", presentato alla Mostra del cinema di Venezia, Roberto De Paolis Maino si confronta con il grottesco e la commedia nera per raccontare una storia che affonda nelle contraddizioni della società italiana. Al centro, un uomo e un commissariato romano diventano gli elementi di un paradosso kafkiano, tra burocrazia, assurdità e violenza di genere

The Invite – Il piacere è tutto nostro
The Invite – Il piacere è tutto nostro

Olivia Wilde costruisce un divertente dramma da camera sulle contraddizioni della coppia contemporanea, affidandosi a un cast perfettamente assortito. The Invite intrattiene e incuriosisce, ma rinuncia alle implicazioni più radicali delle proprie premesse

Silent Friend
Silent Friend

Un albero osserva le tre storie parallele che si svolgono in epoche diverse nella stessa università in Germania: un professore bloccato dal lockdown, la prima studentessa donna a biologia, un progetto per parlare con le piante negli anni '70

Let Us Through, Dear Ancestors
Let Us Through, Dear Ancestors

VENEZIA 83 - Lav Diaz ritorna alla Mostra del cinema, pur fuori concorso, con "Makikiraan Po", pellicola che espande la riflessione del regista sul passato delle Filippine, andando fino alle origini coloniali, così come quella sulla forma stessa del suo cinema in evoluzione

Un détour par Diane
Un détour par Diane

VENEZIA 83 - Premiato meritatamente come miglior film di Orizzonti, il film di Anne Sirot e Raphaël Balboni esplora con grande senso dell'umorismo il trauma della violenza di genere attraverso le generazioni, grazie a una protagonista senza freni e uno spirito libero

NAZA
NAZA

VENEZIA 83 - Premio speciale della Giuria alla kermesse veneziana, "NAZA" di Yuval Abraham e Rachel Szor è la dissezione minuziosa del funzionamento della macchina di controllo e sterminio israeliana, un documentario tanto rigoroso nella forma quanto travolgente nel contenuto

DAU
DAU

VENEZIA 83 - Uno dei film più ambiziosi del secolo, kolossal sulla dittatura divagante e sconclusionato ma anche esperienza unica che rapisce per più di tre ore. Vincitore del Leone d'argento per la miglior regia