Poker Face

Poker Face


Russell Crowe

Drammatico, Thriller | Usa
(2022)

La parabola discendente di Russell Crowe passa da questa sua seconda regia, “Poker Face”, in cui si mescolano thriller e, come si può desumere fin dal titolo, gambling movie. Siamo però lontani dai fasti del filone che in passato ha saputo abbracciare il realismo di “California Poker” o l’effervescenza dinamica di “La stangata”. Siamo lontani dai ritmi convulsi di “Uncut Gems” e invece ben più vicini al recente “Il collezionista di carte“, visto che a prevalere sono i toni drammatici e lo sguardo verso un presente su cui costantemente aleggia l’ombra del passato. Ed in realtà in “Poker Face” le stesse apparenze da gambling movie cedono ben presto il posto alle reali intenzioni di fondo, che con il poker c’entrano poco o nulla, visto che il gioco d’azzardo si riduce alla più classica delle metafore.

“Poker Face” narra la storia di Jake Foley, un miliardario che ha ottenuto le sue prime ricchezze con i software per il gioco del poker, ricchezze che poi si sono ampliate smisuratamente dopo che i meccanismi che guidavano tali software sono stati riadattati per l’industria degli armamenti. Ma il film narra, in particolare, di una serata che Jake trascorre con i suoi amici d’infanzia, che si trasformerà in una sorta di showdown esistenziale in cui ognuno metterà sul piatto non soltanto le fiche di una partita di poker milionaria, ma anche i propri segreti e le proprie verità nascoste.

È proprio durante questa surreale serata che viene inserito l’elemento disturbante esterno, rappresentato da una squadra di ladri che si introduce nella villa di Jake per trafugare le sue opere d’arte. Un film che vira dunque verso l’home invasion, con la stessa poca convinzione con cui ha accumulato gli ingredienti per ricreare le condizioni volte a rappresentare quella resa dei conti all’acqua di rose che fa da antipasto a uno scontatissimo finale buonista.

Si è parlato de “Il collezionista di carte”, ma Russell Crowe – qui alla sua prima prova da sceneggiatore, sebbene su uno script e un soggetto originale altrui – non è sicuramente Paul Schrader, ed è infatti la scrittura il problema principale di “Poker Face”, e principalmente la duplice, alternativa funzione che alcuni elementi narrativi assumono all’interno della pellicola, configurandosi nettamente e fin troppo dicotomicamente come fattori al servizio dello spettacolo piuttosto che dell’intreccio. Esempio dei primi, la stucchevole corsa in auto degli ospiti per raggiungere la villa, mero pretesto per sfoggiare supercar di lusso alle prese con i brividi della velocità. Del secondo tipo, invece, sono quegli elementi che nel film vengono appena abbozzati e che serviranno a giustificare il surplus di momenti action (vediamo la moglie di Jake allenarsi nella pratica della boxe, che poi effettivamente le tornerà utile, più avanti, per difendersi, pur vanamente, dai suoi aggressori).

Una presentazione didascalica di elementi su cui uno sceneggiatore più accorto avrebbe speso ben più che i brevi cenni dedicati loro da Crowe, che infatti ferma la pellicola sugli 80 minuti effettivi di durata complessiva (esclusi titoli di testa e di coda), lasciando intuire anche da questo banale aspetto le ambizioni decisamente modeste dell’opera. Il didascalismo è peraltro amplificato dalla scelta di un’inutile voce narrante, che eppure verso il finale rivela una funzione diegetica [spoiler alert] quando si trasforma nella voce fuori campo che legge le ultime volontà di Jake dopo l’apertura del suo testamento [fine spoiler].

E così a ben poco serve annotare la comunque più che dignitosa prova dell’ex gladiatore davanti alla macchina da presa. Soprattutto perché il Crowe regista dimostra, quando vuole, di poter avere il fiuto per rappresentare con immagini efficaci ciò che in altri momenti lascia all’inutile profluvio delle parole. Come quando, per dimostrare la ricchezza del protagonista, gli fa cambiare il Rolex attingendo da un astuccio dove ne conserva una decina, astuccio che poi depone nel cruscotto della sua Rolls Royce. Peccato che sia soltanto un momento.

26/11/2022

Cast e credits

Titolo Originale
Poker Face
Distribuzione
Vértice 360
Durata
90'
Produzione
Alceon Entertainment Partners, Arclight Films, Hamilton Entertainment, JBH Enterta, MEP Capital, Sky
Sceneggiatura
Russell Crowe
Fotografia
Aaron McLisky
Scenografie
Hugh Bateup, Jan Edwards
Montaggio
Catherine Armstrong
Musiche
Antony Partos, Matteo Zingales
Costumi
Gypsy Taylor

Trama

Il miliardario Jake Foley invita i suoi amici d’infanzia a trascorrere una serata nella sua villa al mare per giocare una partita di poker milionaria. Ma i suoi obiettivi sono in realtà ben altri...
Nessun Dolore
Nessun Dolore

In "Nessun Dolore" Gianni Amelio torna a raccontare il presente con un film testamentario e poetico che parte da uno dei temi più cari al suo cinema, quello del mancato incontro tra un padre e un (possibile) figlio, per mettere in scena la palingenesi di un personaggio "eretico", un Alessandro Borghi in stato di grazia, disposto all’esilio sociale pur di non rinunciare all’empatia verso i più deboli

Serpenti
Serpenti

Con "Serpenti", presentato alla Mostra del cinema di Venezia, Roberto De Paolis Maino si confronta con il grottesco e la commedia nera per raccontare una storia che affonda nelle contraddizioni della società italiana. Al centro, un uomo e un commissariato romano diventano gli elementi di un paradosso kafkiano, tra burocrazia, assurdità e violenza di genere

The Invite – Il piacere è tutto nostro
The Invite – Il piacere è tutto nostro

Olivia Wilde costruisce un divertente dramma da camera sulle contraddizioni della coppia contemporanea, affidandosi a un cast perfettamente assortito. The Invite intrattiene e incuriosisce, ma rinuncia alle implicazioni più radicali delle proprie premesse

Silent Friend
Silent Friend

Un albero osserva le tre storie parallele che si svolgono in epoche diverse nella stessa università in Germania: un professore bloccato dal lockdown, la prima studentessa donna a biologia, un progetto per parlare con le piante negli anni '70

Let Us Through, Dear Ancestors
Let Us Through, Dear Ancestors

VENEZIA 83 - Lav Diaz ritorna alla Mostra del cinema, pur fuori concorso, con "Makikiraan Po", pellicola che espande la riflessione del regista sul passato delle Filippine, andando fino alle origini coloniali, così come quella sulla forma stessa del suo cinema in evoluzione

Un détour par Diane
Un détour par Diane

VENEZIA 83 - Premiato meritatamente come miglior film di Orizzonti, il film di Anne Sirot e Raphaël Balboni esplora con grande senso dell'umorismo il trauma della violenza di genere attraverso le generazioni, grazie a una protagonista senza freni e uno spirito libero

NAZA
NAZA

VENEZIA 83 - Premio speciale della Giuria alla kermesse veneziana, "NAZA" di Yuval Abraham e Rachel Szor è la dissezione minuziosa del funzionamento della macchina di controllo e sterminio israeliana, un documentario tanto rigoroso nella forma quanto travolgente nel contenuto

DAU
DAU

VENEZIA 83 - Uno dei film più ambiziosi del secolo, kolossal sulla dittatura divagante e sconclusionato ma anche esperienza unica che rapisce per più di tre ore. Vincitore del Leone d'argento per la miglior regia