L’altra faccia del diavolo

L’altra faccia del diavolo


William Brent Bell

Thriller | Usa
(2012)

Certe volte capita un week end particolare, in piena stagione cinematografica. Settimane in cui, inspiegabilmente, il cartellone delle nuove uscite propone pochi titoli. Solitamente, quando raramente succede, la spiegazione sta in qualche pellicola di particolare richiamo che funge da “asso pigliatutto” e che spinge molti distributori a non “bruciare” altri film in competizione.

Di certo, una cosa possiamo affermarla: i distributori non si sono fatti spaventare da “L’altra faccia del diavolo”. Non è certo questo misero horror d’Oltreoceano la causa di uno dei fine settimana più poveri per il grande schermo che il mercato italiano ricordi. Già, perché armati di un certo ottimismo, data la scarsità dell’offerta generale, abbiamo tentato di avvicinarci all’opera seconda del grafico William Brent Bell con il massimo della buona predisposizione. Ma qui siamo dalle parti del codice penale.

Bell mette in scena un film dell’orrore senza il benché minimo talento, né visivo né tantomeno narrativo. Una storia che attinge da svariati filoni alla ricerca del tocco originale, risultando un ridicolo ibrido senza arte né parte. Fin dall’atmosfera di “maledizione” che aleggia sull’opera, accompagnata dallo sciagurato slogan “non approvato dal Vaticano”, “L’altra faccia del diavolo” racconta di un viaggio allucinato nel mondo dell’esorcismo di una giovane donna che tenta di ricostruire il passato della madre. Il tutto, a livello di sceneggiatura, è solo un espediente, compresa la patinata scelta di Roma come sede della storia, per collegare fra di loro alcune scene da sobbalzo sulla poltrona: ma niente di ciò che vedrete sa di nuovo, tutto è compassato, poco plausibile, riciclato.

La strategia dell’uso del mockumentary, ad esempio, risulta ormai una trovata che di geniale ha poco, quando invece serve a rivelare come questi giovani registi che si danno all’horror non comprendano fino in fondo la delicata arte del meccanismo della paura. E così, tra un’overdose di splatter e l’altra, usano tutte le tecniche che sembrano riscuotere maggior curiosità nel pubblico. Oltre al falso documentario, qui c’è anche la tecnica, ormai fin troppo inflazionata, della ripresa in soggettiva. Soluzione narrativa anche interessante se trovasse in chi decide di seguirla una coerenza e una linearità. Non risponde certo a tali requisiti il baldo Bell, che spesso e volentieri dimentica che nella finzione si tratta di un documentario girato dalla medesima persona armata di videocamera e, giocando sporco nel montaggio, stacca l’inquadratura al solo scopo di colpire a tradimento lo spettatore.

Caro signor Bell, ricordi il primo emendamento cui il pubblico può appellarsi: mai farsi tradire dal regista di un film.   

20/03/2012

Cast e credits

Titolo Originale
The Devil Inside
Distribuzione
Universal Pictures
Durata
83'
Produzione
Room 101; Prototype
Sceneggiatura
William Brent Bell, Matthew Peterman
Fotografia
Gonzalo Amat
Scenografie
Tony DeMille
Montaggio
William Brent Bell, Tim Mirkovich
Musiche
Brett Detar
Costumi
Terri Prescott

Trama

Nel 1989, il pronto intervento risponde alla chiamata di Maria Rossi, che confessa di aver ucciso brutalmente tre persone. Vent'anni dopo, sua figlia Isabella cerca di scoprire la verità su ciò che accadde quella notte; si reca così in Italia, all'Ospedale Centrino per Maniaci Criminali dove sua madre è stata rinchiusa, per capire se è mentalmente instabile o posseduta dal demonio. La donna ingaggia due giovani esorcisti che, usando metodi innovativi che combinano scienza e Religione, si trovano faccia a faccia con il male supremo incarnato dai quattro potenti demoni che possiedono Maria.
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