Gosford Park

Gosford Park


Robert Altman

Commedia, Drammatico, Mistero | Usa
(2001)

“Quel che resta del giorno” incontra “Dieci piccoli indiani” e ne viene fuori un “Invito a cena con delitto” dove alla risata si sostituisce un sorriso beffardo. Citazioni non necessarie a parte, Robert Altman costruisce un piccolo gioiello, dove la storia gialla e’ un pretesto per raccontare gli inconciliabili conflitti sociali tra l’aristocrazia inglese del 1932 e la parte bassa della scala sociale, rappresentata da un mondo sommerso di servi, valletti, camerieri e cuochi. Ne esce un quadro poco rassicurante, ma stemperato da una sottile e coinvolgente ironia.

Come suo solito, Robert Altman basa la propria visione sulla coralita’ e riesce, nonostante i tanti personaggi, ad attribuire ad ognuno una personalita’ ben definita attraverso poche battute. Non a caso, nelle interviste, spesso dichiara che cio’ che piu’ lo interessa del cinema, non e’ tanto la storia, quanto l’insieme e l’interazione, come in un dipinto, tra i vari elementi che si avvicendano sulla scena. Fortunatamente ha a disposizione una sceneggiatura ben calibrata e un gruppo di attori perfetti nelle singole caratterizzazioni. Strepitosa Maggie Smith, che con impeccabile “aplomb” inglese, sputa acide sentenze su chiunque le capiti a tiro. Uno di quei personaggi che nella vita reale si odierebbero ma che il cinema consente di amare. Nonostante una prima parte in cui non accade quasi nulla di rilevante, non si vive mai l’attesa del delitto, ma si partecipa con entusiasmo ai continui scambi di felici battute, necessari per capire i ruoli dei tanti personaggi.

Ad entrare nell’atmosfera aiuta anche la meticolosa cura scenografica, valorizzata da una regia attenta ad ogni minimo dettaglio. Il dietro le quinte dei salotti mondani e’ reso con grande efficacia e una volta tanto lo spettatore non e’ coinvolto da un amore impossibile tra due statuine sfacciatamente belle e ricche, ma ha modo di capire cosa nascondono le pieghe sberluccicanti degli abiti da sera. Lo sguardo “alto”, infatti, e’ affiancato da un piu’ illuminante sguardo “basso”. Ma a Robert Altman non sembra interessare giudicare i personaggi o insegnare una facile lezioncina in cui l’apparenza inganna e poverta’ di mezzi equivale a ricchezza di cuore (e viceversa). “Gosford Park”, infatti, mostra personaggi sfaccettati in entrambe le categorie sociali. La critica del regista sembra piu’ vertere su un modo di incasellare la vita, riconosciuto sia dai servi che dai serviti, dove le etichette annullano la persona, la competitivita’ si esaurisce nell’ostentazione, il potere e’ legato al possesso. Ma sia la parte alta che quella bassa della scala sociale ne sono portavoce e lo spettatore, unico testimone di tutti gli avvenimenti raccontati, diventa depositario della soluzione di un mistero che sembra non interessare nessuno dei personaggi. Uno sguardo cinico, quindi, ma lucido, incisivo e lungimirante, lontano dai compromessi che spesso, al cinema, trasformano la vita in mera illusione.

(in collaborazione con Gli Spietati)

11/04/2008

Cast e credits

Titolo Originale
Gosford Park
Distribuzione
Medusa
Durata
137'
Produzione
Bob Balaban, David Levy, Jane Barclay, Joshua Astrachan, Robert Altman
Sceneggiatura
Robert Altman, Bob Balaban, Julian Fellowes
Fotografia
Andrew Dunn
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