Parla con lei

Parla con lei


Pedro Almodóvar

Drammatico, Melò | Spagna
(2001)

Una storia d’amore e morte, d’amicizia e solitudine. “Parla con lei” è un melodramma asciutto e vibrante, che completa la parabola di Pedro Almodóvar dalla sfrenata commedia kitsch degli esordi al tocco raffinato e dolente della maturità. Un percorso che si era già compiuto in “Tutto su mia madre“, dove il regista spagnolo aveva commosso il pubblico fino al pianto, perché, come lui stesso sosteneva negli anni Ottanta: “Sia il cinema che le lacrime hanno lo stesso sesso. Tutto il resto è ginecologia”.

“Parla con lei” è un film che rigurgita amore: un amore carnale, feticista, pieno, incontrollabile. Anche di fronte alla morte. Ed è proprio questo connubio tra eros e thanatos a pervadere il film. E alla fine, come sempre, a prevalere è quella “legge del desiderio” che Almodovar aveva già evocato nel titolo di uno dei suoi più celebri film.

Qualche anno fa, in Romania, il guardiano di un obitorio fece l’amore con una giovane morta: la ragazza ritornò in vita dopo l’amplesso. Era affetta da un raro caso di catalessi, che la rendeva morta solo in apparenza. E’ la storia da cui prende spunto Almodovar per raccontare l’amore disperato dell’infermiere Benigno per la ballerina Alicia, rimasta in coma dopo un incidente stradale. Un rapporto impossibile, proprio come quello del giornalista Marco con la torera Lydia, che si è suicidata nell’arena per amore di un altro. Il Caso vuole che i due uomini si incontrino proprio in ospedale e che tra loro nasca un’amicizia tra le più commoventi mai viste sul grande schermo. Un’amicizia che sorge dalla solidarietà degli innamorati non corrisposti, ma soprattutto dai recessi più inquieti della solitudine. Almodovar rovescia lo spartito dei suoi film: non sono più le donne a immolare se stesse per preservare la felicità dell’amato. Stavolta, i protagonisti sono gli uomini, mai così sensibili, umani, commossi.

Dopo una prima fase un po’ “lenta” il film prende quota in un crescendo di emozioni: angoscia, nostalgia, passione si intrecciano in una multiforme gamma di linguaggi, dove c’è posto anche per il teatro-danza (le coreografie allegoriche di Pina Bausch), per il divertissement cinefilo (una miniatura in bianco e nero di un film horror nello stile Universal degli anni Trenta) e per la canzone (una struggente esecuzione di Caetano Veloso).

Almodovar scava con tremore nell’arte del melodramma, dove l’amore più è contrastato più si fa contagioso e straripante. I personaggi danzano le proprie storie proprio come nei balletti della Bausch, mantenendosi sempre sull’orlo dell’abisso, talvolta precipitandovi. A muoverli è un destino oscuro, crudele e malinconico. E per un melodramma classico non può non essere il teatro il luogo in cui l’azione cinematografica ha inizio e termine. Giù il sipario: il miracolo di Almodovar si è ripetuto ancora.

06/06/2008

Cast e credits

Titolo Originale
Hable con ella
Distribuzione
Mikado
Durata
102'
Produzione
Warner Bros
Sceneggiatura
Javier Aguirresarobe
Fotografia
Gian Filippo Corticelli

Trama

Dopo essersi incontrati in un teatro, Benigno e Marco si ritrovano in una clinica privata dove Benigno lavora come infermiere. La ragazza di Marco, Lydia è in coma, Benigno, invece assiste un'altra ragazza in coma, Alicia, una giovane studentessa di danza.
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