SpongeBob – Un’avventura da pirati

SpongeBob – Un’avventura da pirati


Derek Drymon

Animazione, Avventura, Commedia | USA
(2025)

Escludendo la pellicola in esame, negli anni passati si sono susseguite sul grande schermo tre iterazioni della famigerata Spugna gialla.
La prima, “SpongeBob – Il film”, è per distacco la meglio riuscita nonché la più divertente di tutte, essendo in grado di amalgamare con successo le giuste dosi di nonsense e comicità slapstick a un umorismo più sagace e “adulto”, ma anche a dotare la miscela di una trama convincente e di un finale diventato negli anni ormai iconico. Il lungometraggio del 2004 è anche l’unico a non fare uso nelle sequenze animate – i film di SpongeBob sono caratterizzati tutti dall’utilizzo della tecnica mista à la “Chi ha incastrato Roger Rabbit”, solo in misura molto inferiore rispetto al film del 1988 – del 3D (se non in brevissimi frangenti), preferendo a quest’ultimo l’animazione tradizionale del cartone animato seriale.
Si devono aspettare oltre dieci anni, precisamente il 2015, prima di poter rivedere al cinema la Spugna, con l’uscita di “SpongeBob – Fuori dall’acqua”. Per quanto il suddetto lungometraggio non possa essere considerato insufficiente in senso assoluto, esso non riesce a eguagliare i risultati del suo predecessore (non che fosse facile), risultando meno divertente ed “ispirato” se confrontato con il fratello maggiore. Di nuovo vi è solo un più largo uso dell’animazione 3D, impiegato soprattutto nelle sequenze finali dell’intreccio.
Le qualità della “saga”, purtroppo, non torna a risalire né con il capitolo del 2020, “SpongeBob – Amici in fuga”, né tantomeno con quello del 2025, “SpongeBob – Un’avventura da pirati” (si noti che fra gli ultimi tre capitoli intercorrono esattamente cinque anni l’uno dall’altro). Curiosamente, ad aumentare ancora è invece la percentuale di utilizzo dell’animazione in computer grafica rispetto a quella tradizionale, con la prima che arriva a sostituirsi quasi del tutto alla seconda. Rimane stabile invece l’utilizzo della tecnica mista, considerabile un po’ il leitmotiv di SpongeBob fin dagli episodi televisivi: è tramite essa infatti che i suoi creatori sono in grado di inscenare lo scollamento nei confronti delle logiche del mondo sottomarino, mettere in relazione quest’ultimo con quello di superficie e incrementare, così, il senso complessivo di assurdità che da sempre aleggia attorno al personaggio.

Ripercorrendo la cronistoria delle avventure al cinema di SpongeBob, risulta quindi evidente come la saga si sia sempre più appiattita su sé stessa dal punto di vista creativo. Dopo l’exploit del 2004, infatti, sia per sperimentazione visiva che di temi i film della Spugna sono andati incontro a un processo di standardizzazione che li ha resi, di fatto, dei veri e propri prodotti per bambini prima ancora che per tutti. L’abbandono dell’uso dell’animazione tradizionale con “Amici in fuga” ne è la prova, essendo il 3D caratterizzato da forme più morbide, “plasticose” e accoglienti rispetto al 2D cartaceo.
Ma l’aderenza a canoni consolidati, in “Un’avventura da pirati”, non si attua solamente da un punto di vista stilistico bensì anche di narrazione. L’intreccio dell’opera, infatti, ricalca le identiche dinamiche di “viaggio dell’eroe” che avevano reso efficace il primo film, smussandone però gli aspetti più “adulti” in modo da rendere il tutto facilmente digeribile per i più piccoli.

Ad esempio, nel lungometraggio del 2004 SpongeBob doveva dimostrare di essere diventato “uomo” e di non essere più un “ragazzino” per meritarsi la promozione a manager del Krusty Krab e nel frattempo salvare la vita del suo proprietario, Mister Krab. In quello del 2025 invece egli affronta mille peripezie con il solo scopo di dimostrare al suo capo di essere diventato un “ragazzone” e di non essere più solo un “soffiabolle”, di sapere cioè affrontare la sua paura delle montagne russe e nel frattempo guadagnarsi il titolo di “spadaccino” come apparentemente fece, a suo tempo, Eugene H. Krabs stesso.
Le tappe che scandiscono il progredire degli eventi risultano poi praticamente copiate dal film originale. Viene riciclata infatti la struttura a cornice metatestuale in live action, cui segue la sveglia in casa SpongeBob e la presa di coscienza, da parte di quest’ultimo, dei suoi limiti, cui a sua volta segue il desiderio del cimento per dimostrare di poterli superare. Verso la fine fa capolino l’animazione mista, più o meno introdotta per l’occasione da quel proverbiale “posso portarvi io” che nella pellicola del 2004 David Hasselhoff pronunciava accompagnandolo alla famosa corsa in slow motion di “Baywatch”: in maniera molto anticlimatica, qui è Mister Krab a pronunciare quelle parole prima di cavalcare una sorta di gabbiano-cerbero posto a guardia di un negozio di ricambi per auto (!) – fun fact: durante la narrazione compaiono anche le sirene omeriche.
Viene ripreso persino l’“assolo rock”, eseguito al culmine delle scene più nonsense in entrambe le pellicole e che qui perde tutta la sua forza espressiva poiché non posto alla fine del “concerto” del film bensì a metà di esso, solo in funzione di uno sterile citazionismo.

Questo pedissequo ricalco delle dinamiche che avevano reso celebre il primo capitolo al cinema di SpongeBob si spiega, ovviamente, a favore solo della riproposizione post-postmoderna di stilemi e storie consolidate, nostalgiche, note al pubblico degli affezionati e per questo motivo godibili a fronte di uno sforzo creativo quasi nullo. Si è d’altronde nell’era dei remake e, in generale, nel 21° secolo si sta attraversando un periodo di stanca per quanto riguarda la voglia e la capacità di creare arte veramente innovativa. Vista però l’abilità di adattamento alle storie più assurde che un personaggio come SpongeBob ha dimostrato negli anni di saper mettere in campo, e soprattutto alla luce della qualità del suo primo film, era lecito aspettarsi qualcosa di più anche in questo 2025.

A poco servono le citazioni cinefile ad altri due mondi “paralleli” a quello della Spugna gialla, poste abbastanza a caso durante il corso della narrazione ma comunque godibili se si è in grado di coglierle. La prima la si trova in occasione dell’entrata all’interno del Sottomondo, ovvero una sorta di Inferno abissale popolato da creature mostruose che i nostri devono affrontare per poter compiere la loro missione e che ricorda molto, ça va sans dire, le profondità marine già incontrate nella pellicola del 2004. La “porta” del Sottomondo che ne consente l’ingresso è nei fatti un vero e proprio buco nero, e la nave che ne viene risucchiata volando non può non ricordare le inquadrature de “Il pianeta del tesoro”, soprattutto quelle in cui, nella pellicola targata Disney, la nave della ciurma protagonista rischia di subire la stessa sorte a causa del collasso di una supernova.
La seconda citazione ha sempre al centro il concetto di “discesa agli Inferi”, ma i personaggi che la conseguono e le modalità messe in atto sono diverse. Si hanno infatti Mister Krab, Squiddi Tentacolo e Gary che, sulle tracce di SpongeBob e Patrick Stella, entrano nel Sottomondo passando attraverso l’armadietto di una palestra del liceo cittadino, in pieno riferimento al finale del secondo capitolo di “Men in Black” nel quale si scopre che, sempre in un armadietto, è contenuto un intero altro mondo.
Il filo conduttore delle due citazioni è molto suggestivo, poiché propone l’idea che l’“avventura da pirati” del titolo possa trasformarsi in un’epopea da “pirati spaziali”. Purtroppo esso si esaurisce in sé stesso senza svilupparsi ulteriormente, di fatto riportando il film su ben più comodi binari.

In conclusione, “SpongeBob – Un’avventura da pirati” è una pellicola pigra, che non osa mai in nessuna sua parte e si limita a svolgere il compitino puntando al minimo sforzo con la (eventuale) massima resa. Aggiunge poco o nulla al personaggio sul grande schermo rispetto a quanto già detto nei capitoli precedenti, e quando anche prova a suggerire qualcosa in più si limita a galleggiare sulla superficie, senza andare veramente in profondità. Per una saga ambientata quasi interamente sott’acqua, si poteva decisamente fare meglio.

02/09/2026

Cast e credits

Distribuzione
Eagle Pictures
Produzione
Nickelodeon Movies, Paramount Animation
Sceneggiatura
Pam Brady, Matt Lieberman
Fotografia
Peter Lyons Collister, Tom Bruno Jr.
Scenografie
A. Todd Holland, Katrina Sainz, Travis Ruiz
Montaggio
Wyatt Jones
Musiche
John Debney

Trama

Ossessionato dal diventare un "ragazzone", Spongebob si propone di dimostrare il suo coraggio a Mr. Krabs unendosi all'Olandese Volante - un misterioso e spavaldo pirata fantasma - in un'avventura marinaresca che lo porta fino "alle profondità più profonde del mare profondo", dove nessuna spugna è mai stata prima.
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