Precious

Precious


Lee Daniels

Drammatico | Usa
(2009)

A più di un anno dall’uscita nelle sale americane, arriva da noi questa apprezzatissima (ha vinto il Sundance, due premi Oscar e, stando all’irrinunciabile Imdb, almeno altri 70 riconoscimenti) opera seconda di Lee Daniels, regista e produttore afroamericano che precedentemente aveva realizzato lo strampalato “Shadowboxer” (2005), però soprattutto finanziato progetti disuguali ma interessanti come “Monster’s Ball” di Marc Forster (noto se non altro per il premio Oscar a Halle Berry) o “The Woodsman” di Nicole Kassell (che aveva il grande merito di regalare al perennemente sottostimato Kevin Bacon uno dei ruoli più interessanti della carriera). In linea con questi due ultimi titoli è appunto “Precious”, adattamento del romanzo della scrittrice e poetessa Sapphire, “Push” (edito in Italia da Rizzoli), del quale fra l’altro non è stato possibile utilizzare il titolo, perché il copyright se lo era nel frattempo assicurato la Summit Ententainment per una sua produzione fantascientifica dello scorso anno (il titolo originale del film fa polemicamente riferimento a questo).

Clareece Jones, studentessa di colore che vive ad Harlem nella seconda metà degli anni ottanta, di secondo nome fa Precious; questa è una delle poche gentilezze che deve ai suoi familiari. Vittima delle violenze carnali di suo padre (del quale è rimasta incinta per ben due volte non ancora diciassettenne) e vessata (fisicamente e moralmente) dalla livorosa e incattivita madre, la protagonista trascina la sua esistenza tragica e priva di speranza facendo la spola fra una scuola pubblica affrontata con poca convinzione (è pluriripetente) e una routine casalinga a dir poco abbrutente (l’unica nota positiva è che il padre orco è spesso assente, anzi nel film lo si vede sbrigativamente in alcuni flashback e lo si sente giusto menzionare). Gli unici momenti di gioia questa ragazza obesa e sgraziata li vive quando si rifugia nei suoi sogni e si immagina di essere una stella della MTV generation o una biondina carina. Per fortuna in suo aiuto arriverà comunque la direttrice della scuola che, notando come l’illetterata studentessa sia in effetti portata per la matematica, la invita a iscriversi ad un corso alternativo con la possibilità di recuperare gli anni persi. L’incontro con una bellissima (in tutti i sensi) insegnante e una ostinata impiegata dei servizi sociali porteranno una nuova ventata nella vita della protagonista, la quale imparerà ad esprimersi e aprirsi attraverso la scrittura (che  tra l’altro diventerà per lei anche una maniera per confrontarsi in modo costruttivo con il reale), si  rimetterà in carreggiata, cominciando a prendersi cura di se stessa, dei propri bambini e ad affrontare con rinnovata forza i fantasmi del passato. Anche l’arrivo di ulteriori e terribili tragedie non riuscirà a scalfire più di tanto la ritrovata voglia di vivere.

Con questa vicenda che parla di sottoproletariato, sevizie, disadattamento e anche di Aids, “Precious” potrebbe persino essere accostato ad un horror (non a caso in una scena Clareece parlando con l’assistente sociale della vita nel suo condomino si mette a raccontare una strana storia di vampiri),  però Lee Daniels riesce comunque a lanciare un messaggio improntato all’ottimismo, facendoci capire che la ragazza può salvarsi, ma non da sola; ha bisogno di un aiuto da parte della scuola e dei servizi sociali. Fondamentale quindi in tal senso il contributo delle istituzioni (e non a caso la pellicola in Italia è patrocinata dall’Unicef), vera chiave di volta nel film. Se non fosse per loro quasi certamente Clareece sarebbe ancora a sognare ad occhi aperti un’altra vita. Va però detto che Daniels non critica mai la protagonista per le sue fantasie, visto che sono il solo modo che lei conosce per evadere dalla realtà (e un modo neanche sempre efficace, lo si capisce da come le visioni “in technicolor” vengano spesso disturbate da bruschi imprevisti che segnano il momento del risveglio, come sempre amaro) e anche la sola maniera in cui l’introversa Precious riesce a esprimere i suoi desideri, come quando proietta se stessa e la madre in una sequenza de “La Ciociara”, film animato da un legame parentale opposto rispetto al loro.

Il regista non è interessato a fare un film neorealista, quindi riprese con la camera a spalla in stile scabro si alternano a momenti in cui la luce è più satura e la regia diventa più barocca (aiutano molto a rendere l’insieme ben amalgamato la fotografia di Andrew Dunn e il montaggio di Joe Klotz). Tuttavia “Precious” è un film che parla della realtà, quindi oltre che l’istruzione e i disagi sociali, Daniels evidenzia altre piaghe che affliggono il sottoproletariato, come la nociva mancanza di educazione alimentare (la protagonista e le sue compagne di scuola amano McDonald’s e molti personaggi consumano pasti ben poco salutari), ben sottolineata dall’infermiere che in ospedale si prende cura di Clareece. La dipendenza dalla tv invece è trattata con maggiore cautela, in primo luogo per la funzione che l’evasione rappresenta per la protagonista e poi perché produttrice esecutiva del film è la regina dei salotti televisivi americani Oprah Winfrey, la quale peraltro si è spesa molto per promuovere l’importanza dell’istruzione scolastica (in una scena campeggia il manifesto di una delle sue campagne).

Non sempre convincente nella sua scansione temporale, a causa delle numerose ellissi (in diversi passaggi non è chiaro se siano passati giorni o settimane, anche se probabilmente è voluto), “Precious” si riscatta con la forza delle singole sequenze. Il merito di questo va attribuito non solo al regista (che, com’era prevedibile, adesso è alle prese con svariati progetti) ma anche al cast davvero strepitoso che ha saputo incarnare al meglio i personaggi di questa vicenda non facile. La debuttante assoluta Gabourey Sibide regala a Precious una forza e una verità che sorprendono (specie se si pensa che l’attrice ha circa dieci anni in più del personaggio), speriamo che questo ottimo esordio sia l’inizio di una bella carriera. La commediante Mo’nique in Italia non è molto conosciuta, quindi i nostri spettatori non saranno spiazzati come quelli americani vedendola nei panni della madre mostruosa; ma la performance è talmente forte e complessa che in nessun modo può risultare sminuita (la sequenza in cui racconta delle violenze è uno dei momenti più potenti che il cinema americano abbia regalato di recente) e l’interprete è straordinaria nel rendere il personaggio credibile sia nelle sue crudeltà che nelle sue debolezze; non c’è da stupirsi che si sia aggiudicata tutti i premi più importanti. Per quanto riguarda i due “angeli custodi” di Precious, l’incantevole Paula Patton presta il giusto miscuglio di dolcezza e determinazione alla professoressa che tutti avrebbero voluto avere e la cantante Mariah Carey sorprende come responsabile dei servizi sociali; struccata e ben calata nel suo ruolo, riesce a far quasi dimenticare le sfortunate precedenti esperienze cinematografiche…ora non resta che rivederla in un ruolo più lungo. La rockstar Lenny Kravitz si presta spiritosamente per un cameo nei panni dell’infermiere, mestiere che Clareece e le amiche ritengono poco adatto ad un uomo, anche se poi ne gradiscono la presenza. Evidentemente non sempre per evadere bisogna usare la fantasia!          

29/11/2010

Cast e credits

Titolo Originale
Precious
Distribuzione
Fandango
Durata
110'
Produzione
Lee Daniels Entertainment, Smokewood Entertainment Group
Sceneggiatura
Geoffrey S. Fletcher
Fotografia
Andrew Dunn
Scenografie
Roshelle Berliner
Montaggio
Joe Klotz
Musiche
Mario Grigorov

Trama

Nella povera Harlem degli anni ’80, vive l'adolescente Precious, obesa e semianalfabeta. Violentata dal padre e rimasta incinta, dà alla luce una bambina con la sindrome di Down, come se non bastasse deve sopportare le quotidiani umiliazioni da parte della madre. Quando la scuola scopre che Precious è nuovamente incinta, sempre a causa delle violenze del padre, la caccia. Grazie all'interessamento della direttrice, la ragazza viene mandata in un istituto per ragazzi con problemi sociali.
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