Ondacinema

recensione di Antonio Pettierre
5.0/10

Sam Raimi, classe ’59, è stato un autore di culto degli anni 80 con “La casa”, primo film di una trilogia horror ancora oggi molto amata. Virtuoso della macchina cinematografica con riprese a schiaffo, zoomate vertiginose e un montaggio composto da ellittici tagli di dettagli e primi piani, il suo stile riprende quello delle tavole dei fumetti. L’applicazione di queste capacità, oltre alla citata trilogia, ha visto il suo apice espressivo da un lato, nell’originale “Darkman” (1990), storia di uno scienziato inventore di una pelle sintetica, che subisce un attentato da parte di una spietata banda al soldo di uno speculatore immobiliare e che lo trasforma in una sorta di vendicatore, sintesi tra il fantasma del palcoscenico e The Shadow; dall’altro, nella trilogia originaria di “Spider-Man” dei primi anni 2000, con una capacità non comune di mimesi tra fumetto e immagine in movimento, dando un imprinting di un certo spessore al primo ciclo delle pellicole della Marvel Comics.

Queste caratteristiche sono presenti anche nell’ultima pellicola, “Send Help”, che vede protagonista Linda Liddle (Rachel McAdams) un’impiegata nerd, ossessionata dal lavoro e dal survival, che non si cura del suo aspetto e pensa di ottenere il posto di vicepresidente all’interno di un’azienda maschilista ipercompetitiva che la sfrutta e mal sopporta. Esempi li abbiamo fin dall’incipit dove la presentazione del personaggio è effettuata con una sequenza composta da una serie di inquadrature, a livello del terreno, delle scarpe comode e resistenti e dei pantaloni di un marrone cupo che ricordano il terreno bagnato; oppure i primi piani, con riprese dall’alto, di Linda che subisce i rimproveri del neo presidente Bradley Preston (Dylan O'Brien); o ancora i dettagli di un avanzo di un panino con salsa di tonno sull’angolo della bocca di Linda in controcampo con gli occhi di Bradley, che, disgustato, non ascolta più le parole della donna.

Nel dettaglio, “Send Help” può essere diviso in due parti, un intermezzo e un epilogo. Nella prima parte è messa in scena Linda nel luogo di lavoro ed è presentato il personaggio ossessivo, a tratti psicotico, emotivamente sopra le righe, incompresa dai colleghi, sfruttata dal capo, schifata dal management. Nell’intermezzo vediamo il viaggio d’affari sull’aereo privato verso Bangkok e l’incidente a causa di un forte temporale e il conseguente naufragio. La seconda parte si svolge su un’isola deserta, dove Linda e Bradley sono gli unici sopravvissuti. E, infine, nell’epilogo Linda appare radiosa durante una partita a golf, dopo essere riuscita a tornare e diventare una donna ammirata e famosa scrittrice.

Le caratteristiche grottesche e fumettistiche sono ancor più evidenti nell’intermezzo dell’incidente aereo, il segmento più riuscito di “Send Help”, in cui si vede maggiormente la mano di Raimi. Mentre in quello più lungo dell’isola deserta abbiamo: l’apparizione di un grande cinghiale con cui ha uno scontro cruento e molto splatter; e quello del fantasma della fidanzata morta di Bradley, che tormenta Linda. Innesti che, più che horror, appaiono grotteschi in un film che ne è pieno a cominciare dagli stessi personaggi, in un eccesso di digitalizzazione poco amalgamata con il resto delle riprese. 

Se stilisticamente Raimi conferma negli elementi basilari la sua capacità registica, compiendo un corretto lavoro di messa in scena, “Send Help” appare un film di contenuti pieni di cliché. A titolo di esempio, la protagonista racchiude in sé sia il simbolo della lotta di genere - la donna capace, ma oppressa dal dominio del giovane maschio - sia di quello di classe - il capitalista ricco e ignorante  che sfrutta la rappresentante della working class produttiva e piena di risorse - in una visione sfrontatamente manichea che non riesce nemmeno ad andare fino in fondo, a compiere un passo finale verso il trash che avrebbe potuto trasformare il film in un progetto di un certo interesse, ma rimanendo, al contrario, sulla superficie di un divertimento temporaneo e trascurabile.

A questo proposito, la seconda parte è quella più debole di tutta la pellicola - e anche quella che allunga la sua durata in modo eccessivo -  con una continua reiterazione di confronti/scontri tra Linda che si trasforma in una perfetta survivalista a suo agio nel nuovo ruolo di un “Robinson Crusoe al femminile” contro un Bradley inetto, capriccioso, incompetente su tutto e completamente dipendente dalla generosità della controparte. Anche qui appare quasi una brutta scopiazzatura di due film precedenti.
Il primo è “Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto” di Lina Wertmuller, con il perfetto ribaltamento dei personaggi dove Linda prende il posto di Gennarino Carunchio (Giancarlo Giannini) e Bradley quello di Raffaella Pavoni Lanzetti (Mariangela Melato), eliminando però completamente la componente erotica e sostituendola con docce di sangue e vomito infantili.
Il secondo è il più recente “Triangle of Sadness” di Ruben Östlund, in cui è ripresa la figura dell’inserviente Abigail, disprezzata dai ricchi snob quando erano sullo yacht in crociera, che diventa indispensabile per la loro sopravvivenza dopo il naufragio su un’isola, ma soprattutto il fatto che nell’isola è presente un resort turistico scovato da Abigail e tenuto nascosto, così come Linda scopre che sull’isola di “Send Help” è presente una villa superaccessoriata di un miliardario di New York.

Per quanto analizzato fin qui, appare evidente come la sceneggiatura risulti disequilibrata, forzatamente riempita di temi attuali mancanti di una elaborazione, con la scrittura di personaggi sopra le righe che, se Rachel McAdams riesce in qualche modo a sostanziare Linda con un’interpretazione ambigua, in un continuo ondeggiare tra antipatia-solidarietà e ammirazione-repulsione, sono resi deboli e insipidi dal cast maschile a cominciare dalla recitazione di Dylan O'Brien.

Alla fine, Sam Raimi confeziona un lavoro poco più che ordinario con “Send Help” e non riesce a tornare ai livelli del suo passato, il cui ultimo esempio di buon cinema resta “Drag Me to Hell” del 2009, cioè più di tre lustri fa.


31/01/2026

Cast e credits

cast:
Rachel McAdams, Dylan O Brien


regia:
Sam Raimi


titolo originale:
Send Help


distribuzione:
20th Century Studios Italia


durata:
113'


produzione:
20th Century Studios, Raimi Productions


sceneggiatura:
Damian Shannon, Mark Swift


fotografia:
Bill Pope


scenografie:
Ian Gracie


montaggio:
Bob Murawski


costumi:
Anna Cahill


musiche:
Danny Elfman


Trama
Linda Liddle è un’impiegata specializzata in strategia e pianificazione che lavora in un’impresa finanziaria. Isolata dai colleghi, sfruttata dai superiori, le viene negata una promozione da Bradley Preston, diventato neopresidente della compagnia dopo la morte del padre, fondatore dell’azienda. Costretta a un viaggio d’affari a Bangkok per provare le sue capacità insieme al giovane top management, subisce un incidente aereo dove si salvano solo lei e Preston. Naufragati su un’isola in mezzo all’oceano, Linda, anche esperta survivalista oltre che di numeri, ribalta la posizione di potere nella lotta quotidiana per la sopravvivenza.
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