Una notte da leoni 2

Una notte da leoni 2


Todd Phillips

Commedia | Usa
(2011)

I leoni sono tornati. E come potevano fare altrimenti dopo il superlativo incasso al botteghino di due anni fa? Questa volta però niente addio al celibato per il matrimonio di Stu, che oltre ad aver centrato il traguardo più importante è riuscito a far sua la lezione di Las Vegas. Niente più castronerie, al massimo un brunch con frittelle e succo di arancia ed una birra (sigillata) in riva al mare in compagnia dei suoi cari amici di avventura. Tutto sembra andare per il verso giusto e invece…

Squadra che vince non si cambia, si sa. Così Todd Phillips, con un pensiero al trionfo dell’episodio precedente e un altro alla paura di scombinare in qualche modo il puzzle, si porta a Bangkok l’intera troupe, dal direttore di fotografia ai montatori sino al compositore delle musiche. Ma soprattutto si porta dietro (quasi) tutti i personaggi della prima fortunata serie, compreso Mike Tyson che bissa la sorpresa da guest star interpretando se stesso in versione canterino. Come immaginato, i punti di forza della pellicola sono la solita ironia tagliente e politicamente scorretta, la visione indirizzata all’osceno e soggetta a censura (la sequenza delle spogliarelliste transessuali, il criminale orientale nella camera d’albergo) e i dialoghi demenziali gonfiati da sproloqui un po’ qua e un po’ là. Il tutto condito da gag ed effetti sorpresa che non possono non strappare risate al pubblico in sala.

Eppure c’è (e non è difficile accorgersene) un ingranaggio fondamentale che non va, quello che fa singhiozzare ed inceppare la macchina: la prevedibilità e la scarsa temerarietà nello sviluppare un tema originale (anche in minima parte) differente dal precedente progetto. Quello messo in atto dal regista di Brooklyn non sembra essere un sequel quanto piuttosto una versione alternativa del film uscito due anni fa. Il canovaccio è identico, lo sviluppo anche: il dente estratto coincide col dito mozzato, il neonato è rimpiazzato dalla scimmietta spacciatrice e la scomparsa del sedicenne Teddy converge con quella di Doug avvenuta nel primo episodio. L’indice è puntato anche contro la neo-coppia di sceneggiatori Armstrong-Mazin che pur rievocando fedelmente (troppo) l’impianto narrativo e le usuali peripezie dei protagonisti (creati dal duo Lucas-Moore) non hanno saputo riconsegnare la stessa ventata di freschezza e di imprevedibilità al nuovo plot. Ma, ripetiamo, il film anche grazie al merito dei protagonisti, davvero divertenti, e ai camei scanzonati di Nick Cassavetes e Paul Giamatti, invita ad osservare il lavoro finale anche dalla prospettiva del bicchiere mezzo pieno. Come dimostrano le foto top secret di Las Vegas che sembravano destinate alla distruzione e che invece ritroviamo appese in bella vista nella camera del ritardato Alan, la scorrettissima sequenza in cui lo stesso Alan ripercorre la notte di baldoria immedesimandosi, insieme ai i suoi amici, in sosia-bambini, o ancora le bellissime note di Mark Lanegan e Curtis Mayfield.

In sintesi, se la rèunion di cast artistico e tecnico suona come un’arma vincente non si può dire altrimenti della storia, che pur nella sua egocentricità e nel suo dinamismo concreto, pecca visibilmente in fatto di scontatezza. Purtroppo sembra che Phillips abbia mancato di coraggio sul più bello.

28/05/2011

Cast e credits

Titolo Originale
The Hangover 2
Distribuzione
Warner Bros.
Durata
100'
Produzione
BenderSpink, Green Hat Films, Legendary Pictures
Sceneggiatura
Todd Phillips, Scot Armstrong, Craig Mazin
Fotografia
Lawrence Sher
Montaggio
Debra Neil-Fisher, Mike Sale
Musiche
Christophe Bake

Trama

Alan, Phil e Doug si recano in Thailandia al matrimonio di Stu. Dopo una rimpatriata apparentemente tranquilla in riva al mare si risveglieranno il mattino dopo in un'appartamento di Bangkok...
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